images/rubrica-letteraria/pagine-vive-diritti-infanzia.jpg

Il tema della discriminazione che stiamo affrontando mediante il nostro progetto Pagine Vive, non è qualcosa che riguarda solo il tempo presente. Abbiamo esaminato il problema della non accettazione dello straniero, il tema del bullismo, abbiamo analizzato il caso tutto italiano delle distinzioni tra Nord e Sud. Ci siamo accorti che la discriminazione di oggi, è figlia della storia e della cultura che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la nostra civiltà e che solo ora, con nuova sensibilità, stiamo cercando di cambiare in meglio. Un caso emblematico è quello della condizione dei bambini, dei minori, che oggi sono finalmente ben tutelati, anche se la loro situazione non è la stessa in tutti i Paesi del mondo. Il nostro punto di partenza letterario, in questo caso, è il libro Storia di Iqbal, di Francesco D'Adamo.

Un debito che non si cancella mai...

"La storia di Iqbal è raccontata attraverso la voce di Fatima, una sua amica. Fatima, insieme con altri compagni, è costretta a lavorare in una fabbrica di tappeti per estinguere un debito contratto dalla sua famiglia. In realtà il padrone della fabbrica di tappeti inganna i ragazzi non cancellando mai questo debito, ma aumentandolo. Fatima si rende conto di questa situazione solo quando Iqbal fa il suo ingresso nella sua vita. La caratteristica fondamentale di Iqbal è il suo essere ribelle: già scacciato da una fabbrica precedente, crea problemi anche nella nuova risvegliando gli animi dei suoi compagni prigionieri e aprendo loro gli occhi sulla reale condizione in cui sono costretti a vivere".

Lessico: proletariato

Il vocabolario Treccani ci spiega che il termine designa genericamente la massa delle classi con redditi bassi o minimi, in contrapposizione alle minoranze detentrici del potere economico. Da un punto di vista storico, lo stesso vocabolario ci specifica che il termine fa la sua prima apparizione in epoca romana, designando la classe priva di reddito della popolazione. Per trovarlo utilizzato appieno, bisogna attendere l'era industriale, quando il vocabolo viene indicato in riferimento alla nuova figura degli operai salariati, cioè a quei lavoratori che percepiscono uno stipendio in cambio del loro lavoro (Marx avrebbe detto che questi operai immettevano nel mercato economico non il prodotto, bensì la loro stessa forza-lavoro). In ogni caso il termine è riferito a un operaio in generale e nell'epoca della prima industrializzazione, non era raro che a questa categoria sociale appartenessero anche donne e bambini, poiché inesistenti i diritti a loro tutela.

Diritti dei minori nella storia

  • 1919: La Società delle Nazioni stabilisce l'età minima per lavorare. Per la prima volta la condizione dei minori riveste un ruolo nella discussione politica;
  • 1924: Convenzione di Ginevra. Viene redatta la Dichiarazione dei diritti del fanciullo a cura della Società delle Nazioni nella sua quarta assemblea generale, svoltasi appunto a Ginevra. Non si tratta ancora di una vera e propria legge, ma piuttosto di uno strumento di supporto per i legislatori di ogni singolo Stato;
  • 1948: Viene emanata la Dichiarazione universale dei diritti umani, che ha forza di legge ed è vincolante per gli Stati delle Nazioni Unite;
  • 1959: sull'esperienza della legge del 1948, viene redatta finalmente una versione specifica per i minori, che ha forza di legge vincolante per gli Stati membri dell'ONU e che prende il nome di Dichiarazione sui diritti del bambino;
  • 1989: il 20 novembre 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ratifica il testo definitivo della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, raccogliendo i testi del passato e rendendoli vincolanti per tutti i Paesi membri, facendo in modo che tutti la sottoscrivessero. Questo evento è ricordato ogni anno con una giornata commemorativa, appunto il 20 novembre: Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.


Il diritto all'istruzione e i bambini-soldato

"Il diritto all'istruzione dei minori è oggi uno dei diritti più importanti per la nostra società. E' una vera e propria garanzia per i ragazzi perché la sua mancanza genera condizioni molto negative, come l'impiego precoce nel mondo del lavoro o il fenomeno dei bambini-soldato. Il secondo caso è tipico dei Paesi poco sviluppati o in via di sviluppo, governati da dittature o comunque da forze politiche instabili. Si tratta ovviamente di Paesi, dove il diritto all'istruzione non è riconosciuto. Esistono tuttavia, molteplici associazioni umanitarie, prima tra tutte Unicef, che cercano di aiutare questi ragazzi e tentano di bloccare questo fenomeno costruendo scuole, oltre che ospedali".

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia con la collaborazione di F.M. e G.Z.)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria de Il Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail