Classifica piuttosto stabile rispetto a quella del mese scorso, con variazioni sostanziali però in pole-position. Al primo e al terzo posto troviamo due novità del mese di marzo, al quarto un interessante saggio di Andreoli sul denaro. Balza subito al secondo posto il romanzo del 1935 firmato Némirovsky, uscito da poco nelle librerie ed edito da Adelphi che, "riscoprendo" questa straordinaria scrittrice, a partire dal 2005 ha cominciato la pubblicazione delle sue opere.

 

1° posto: "Libertà" di Jonathan Franzen (editore Einaudi)

"Jonathan Franzen ci dà un’epica dell’amore e del matrimonio contemporanei. "Libertà" cattura le tentazioni e gli oneri dell’essere liberi nei loro aspetti comici come in quelli tragici: il brivido delle pulsioni adolescenziali, i compromessi traballanti della mezza età, i redditi delle aree suburbane, il peso di un impero. Registrando gli errori e le gioie dei vividi personaggi di "Libertà" nella loro lotta per imparare a vivere in un mondo sempre più confuso, Franzen ha prodotto un ritratto del nostro tempo indelebile e di grande impatto emotivo."

2° posto: "Il vino della solitudine" di Irène Némirovsky (editore Adelphi)

"Alla vigilia della morte, stendendo l’elenco delle sue opere sul retro del quaderno di "Suite francese", accanto al "Vino della solitudine" l’autrice scriveva: «Di IrèneNémirovsky per IrèneNémirovsky». Non sarà difficile, in effetti, riconoscere nella piccola Hélène – che all’inizio del romanzo siede a tavola dritta e composta per evitare gli aspri rimproveri della madre – la stessa Irène; e nella bella donna dall’aria annoiata – che a cena sfoglia le riviste di moda appena arrivate da Parigi in quella lontana provincia dell’Impero russo, che si occupa di sé e del giovane amante ignorando la figlia – quella Fanny Némirovsky, che ha fatto dell’infanzia di Irène un deserto senza amore. (…) Se è vero che da un’infanzia infelice non si guarisce mai, pochi hanno saputo raccontare quell’infelicità come IrèneNémirovsky."

3° posto: "America amore" di Alberto Arbasino (editore Adelphi)

"Alla fine degli anni Cinquanta, un giovane italiano di buone letture e nessun pregiudizio passa una stagione a Harvard e un'altra a Broadway. (…) Negli anni Sessanta, su e giù per la California, lungo la fantastica 101. (…) Panorami e vedute. I primi movimenti dei «figli dei fiori» e le «contestazioni» poi passate più violente in Europa. Quindi, «off-off». Affermazioni vigorose ed effimere delle tendenze e strutture alternative, soprattutto nel cinema e nel teatro controcorrente."

4° posto: "Il denaro in testa" di Vittorino Andreoli (editore Rizzoli)

"Il denaro condiziona il nostro comportamento. Da un certo punto di vista è logico e inevitabile. Ma se il bisogno di accumularlo, la paura che non basti mai, l’invidia per chi ne ha più di noi diventano le uniche spinte della nostra esistenza allora vuol dire che ci condanniamo a una condizione di dipendenza che ci guasterà perfino il benessere, se riusciamo a ottenerlo. In questo libro, Andreoli mostra l'influsso che il denaro esercita sulla nostra personalità, i disturbi che può causare alterando la salute della nostra mente, e il lavoro che dobbiamo compiere per giungere a un rapporto sano con i soldi."

5° posto. "Vieni via con me" di Roberto Saviano (editore Feltrinelli)

"Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese. (…) Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo dell’anno, più seguito delle partite di Champions League e dei reality show. Ora Vieni via con me è un libro che rende di nuovo accessibili al pubblico queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti."

6° posto. "Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini (editore Mondadori)

"Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. Delia e Gaetano sono ancora giovani – più di trenta, meno di quaranta, un’età in cui si può ricominciare. La loro carne è ancora calda e inquieta. Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove. Ma dove hanno sbagliato?"

7° posto: "Gran Circo Taddei" di Andrea Camilleri (editore Sellerio)

"Otto storie, tanto perfette e compiute da costituire ciascuna un breve romanzo. Ci sono i personaggi della Vigàta di ogni tempo, l’inventario di una Sicilia dalle inesauribili sfaccettature: avvocati brillanti, chiromanti improvvisate, contadini e studentesse, preti e federali, comunisti sfegatati, donne risolute, un repertorio che suscita il sorriso o la pietà, e sempre un forte coinvolgimento. (…) La narrazione viene incastonata in una data precisa, la fine dell’Ottocento, l’alba del 1900, ma più spesso gli anni del fascismo, dello sbarco, del dopoguerra. (…) Camilleri in quella «piazza della memoria» che è Vigàta, attinge a storie vere o verosimili depositate fra i suoi ricordi, per reinventarle e raccontarle con la sua capacità affabulatoria, tutte spruzzate da una polvere di simpatia."

8° posto: "Indignatevi!" di Stéphane Hessel (editore Add)

"Indignatevi! è un pamphlet liberatorio e corrosivo di StéphaneHessel, diplomatico francese, ex partigiano, novantatreenne combattivo che ha conquistato con questo testo migliaia di lettori. Dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dove la voglia di giustizia e di uguaglianza, dove la società del progresso per tutti? A ricordarci le cose che non vanno sono gli eventi di una quotidianità fatta di ingiustizie e di orrori come le guerre, le violenze, le stragi. Hessel parte da qui, per indicare a tutti quali sono i motivi per cui combattere e per cui tenere alta l’attenzione. L’indignazione è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze, e il grido di Hessel ce lo ricorda con fermezza e convinzione."

9° posto: "E disse" di Erri De Luca (editore Feltrinelli)

"Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità. E disse: con questo verbo la divinità crea e disfa, benedice e annulla. Dal Sinai che scatarra esplosioni e fiamme, vengono scandite le sillabe su pietra di alleanza."

10° posto: "Il profumo delle foglie di limone" di Clara Sanchez (editore Garzanti)

"Sandra, trentenne in crisi, (…) non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. (…) Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Sa bene che le loro mani sottili e rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo."

 

Fonte: www.lafeltrinelli.it

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)