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Tra gli albi che negli ultimi anni hanno avuto un indiscusso successo per l'evidente valenza pedagogica e anche perché amatissimo dai bambini, segnalo a quanti non l'abbiano ancora letto: Urlo di mamma (Schreimutter). Scritto e illustrato da Jutta Bauer, stampato per la prima volta nel 2000 in Germania da Belz & Gelberg e in Italia ormai giunto all'ottava ristampa nel febbraio 2017 per conto di Nord-Sud Edizioni.

Un libro scritto per i bambini, ma anche per i loro genitori, che descrive la rabbia di una mamma, attraverso gli occhi del suo piccolo.

E' un libro consigliato anche nelle bibliografie del programma Nati per Leggere, apprezzato dai piccoli lettori. Mia figlia che ha tre anni, l'ha adorato fin dalla prima volta che lo abbiamo letto insieme e non è difficile capirne il motivo.

L'autrice nata ad Amburgo nel 1955, dove tuttora vive, è stata insignita durante la sua lunga carriera da numerosissimi premi, tra cui nel 2001 proprio per Schreimutter (ovvero Urlo di Mamma) del prestigioso Deutscher Jugendliteraturpreis (German Youth Literature Award) e nel 2010 ha ricevuto il premio Hans Chistian Andersen per le illustrazioni.

Urlo di Mamma è un libro che attraverso la forza delle sue illustrazioni e la semplicità di una struttura narrativa molto scarna, avvicina il lettore adulto al bambino, nell'esplorazione di un sentimento molto comune: la rabbia di una mamma nei confronti del suo piccolo.

Questo stato d'animo, nell'albo della Bauer, è messo a nudo e semplificato fino al punto di essere liberato da ogni tabù, ma mai descritto banalmente.

Il libro si apre con un'immagine piccolissima e tenera dei protagonisti della storia: quella di una mamma pinguino che stringe, con tutto l'amore a sé il suo piccolo.

Il racconto inizia con una descrizione semplice e diretta: “Stamattina la mia mamma ha urlato così forte, che mi ha mandato in mille pezzi.” Seguono le meravigliose illustrazioni che mostrano il piccolo pinguino andato in mille pezzi dopo le urla della sua mamma.

Il piccolo lettore può fin da subito immedesimarsi nello stato d'animo del protagonista, traendo da ciò "la forza" di condividerne le vicissitudini nei successivi episodi e farsi guidare fino in fondo alla storia senza paura.

La rabbia di mamma è inaspettata, distrugge, manda in frantumi, annulla ogni opposizione da parte del piccolo che si trova ad esserne coinvolto. Il senso di smarrimento è tale per il pinguino, che non riesce in alcun modo a riprendersi: “Volevo cercarmi, ma gli occhi erano in cielo…volevo gridare…ma il becco era sui monti….volevo volare, ma le ali erano nel fitto della giungla.”.

Il libro ha un epilogo forte e tenero, rassicurante soprattutto nei confronti dei bambini ai quali è offerta una lezione da non dimenticare: porre rimedio alla rabbia ed alla distruzione che ne è conseguita, è compito solo della mamma.

Questo è un insegnamento da rimarcare con i bambini, che troppo spesso si fanno colpa del "brutto" che accade ai loro genitori.

Ed è così che un'ombra rassicurante cala sul piccolo pinguino in frantumi, ricomponendone sapientemente tutti i pezzi: “la mamma aveva raccolto e ricucito tutto” con ago, filo, pazienza, amore e quell'umiltà capace di spingerci a chiedere scusa quando sbagliamo.

Un libro consigliato ai bambini dai tre anni in su e per i loro genitori.

(articolo a cura di Marianna De Stefano)

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