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Sul podio questo mese troviamo: Manzini, Totti insieme a Condò e Baricco, resistono Sveva Casati Modignani, Andrea Scurati, Elena Ferrante e Rosella Postorino. I nuovi titoli in classifica sono tutti Italiani: L’allieva, So che un giorno tornerai e Giuro che non avrò più fame.

Apre il podio di Ottobre Fate il vostro gioco (Sellerio Editore Palermo) di Antonio Manzini, con un nuovo episodio del vice questore Rocco Schiavone. Non saranno giorni facili per Schiavone, che dovrà vedersela con abbandoni e riconciliazioni difficili, mischiate a un caso che vede protagonista un soggetto ludopatico.

Il Capitano per eccellenza si scopre e racconta la sua straordinaria carriera sportiva, dalle partite a calcetto in cortile fino all’addio al mondo calcistico, tutto racchiuso nella sua biografia: Un capitano (Rizzoli) di Francesco Totti e Paolo Condò.

The game (Einaudi) di Alessandro Baricco è un saggio che ci racconta come l’uomo abbia sostituito l’iconica immagine di fante – cavallo – spada con un’altra che non smette di farci discutere: uomo – tastiera – schermo. Un viaggio che parte dal novecento e arriva ai giorni nostri. La domanda è una sola: come siamo arrivati a questo?

Lamberto e Giovanni sono i protagonisti di Suite 405 (Sperling & Kupfer) ultimo romanzo di Sveva Casati Modignani. I due uomini appartengono a vite molto differenti, Lamberto è un conte che possiede un’industria metallurgica molto importante mentre Giovanni è un sindacalista che lotta tutti i giorni insieme ai suoi operai. Non hanno niente in comune eppure si ritroveranno entrambi in un intreccio di vita in cui Sveva ricostruisce l’Italia di oggi.

Quello che Andrea Scurati fa conM. Il figlio del secolo (Bompiani) è qualcosa che fino ad oggi, tra i libri che trattano il tema del fascismo, non vi era. Scurati racconta la storia del fascismo e di Benito Mussolini come fosse un romanzo ma con la differenza che ogni minimo particolare è reale e autentico, senza invenzioni.

Dopo un periodo di assenza, Elena Ferrante conquista un posto in classifica con il primo volume della sua quadrilogia, grande successo del quale presto ne vedremo la riproduzione in TV. L’amica geniale (E/O editore) è la storia d’amicizia tra Elena e Lila sullo sfondo di un rione di Napoli. Lila ed Elena cresceranno insieme,pagina dopo pagina, sperimentando anche il dolore.

Quando Rosella Postorino ha scritto Le assaggiatrici, (Feltrinelli) libro vincitore del Premio Campiello 2018, si è ispirata alla storia vera di Margot Wölk, assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf. Il libro racconta che nel periodo della seconda guerra mondiale, alcune donne venivano “ingaggiate” dal regime come assaggiatrici dei piatti che Hitler avrebbe dovuto consumare. Tra le donne si creeranno alleanze segrete e silenziose e con Rosa, la protagonista del libro, il nuovo temutissimo comandante Ziegler, instaurerà un rapporto inaspettato.

So che un giorno tornerai (Mondadori) di Luca Bianchini, è un viaggio alla scoperta delle origini di Angela, nata senza padre e cresciuta da quattro zii, uno diverso dall’altro. Angela, oltre ad essere figlia di tutti gli zii, cresce libera e indipendente, finché la voglia di conoscere suo padre non la spinge verso un viaggio che la riporterà alle origini della sua vita.

Alessia Gazzola è pronta a conquistare nuovamente il pubblico con il terzo capitolo della storia di Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale. In Il ladro gentiluomo (Longanesi), Alice è ormai una specialista e dopo aver creduto che tra lei e il Medico Legale Claudio Conforti, fosse nato qualcosa di speciale, ha un attimo di smarrimento che la porterà a chiedere un trasferimento. Nel frattempo durante un’autopsia, nello stomaco di un cadavere troverà uno strano diamante.

Aldo Cazzullo in Giuro che non avrò più fame. L’Italia della ricostruzione (Mondadori) mette a confronto l’Italia con l’Italia. Proprio così, l’Italia del dopoguerra e l’Italia della crisi piegata dal debito pubblico, che pare abbia attraversato una vera e propria guerra. Cazzullo ci racconta di come allora, senza macchine e cellulari in tasca, riuscivamo a vivere più felicemente nonostante tutto.

(a cura di Roberta Failla)

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