Si è conclusa lo scorso lunedì la 24esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino e, come vi avevamo anticipato, il Club del Libro lo ha seguito da vicino. Riconfermato il record di presenze del 2010, con oltre 300.000 visitatori in cinque giorni, anche quest’anno è stato un grande successo.

Un fittissimo calendario di eventi, convegni e presentazioni per tutti i gusti e 1.400 editori espositori, grandi colossi editoriali così come piccole case editrici, su una superficie di 51.000 mq. A ciò vanno aggiunte le numerosissime iniziative collaterali, ormai "cardine" all’interno del Salone: "Le invasioni mediatiche" (da quest’anno, suddivisa in tre ambiti: Dimensione musica, Book to the future e Comics Centre), "Libro e cioccolato" (con la presenza di chocolatiers piemontesi d’eccellenza), "Lingua madre" (area dedicata al "meticciato culturale"), il Bookstock Village (dedicato ai giovani lettori), "L’incubatore" (a sostegno degli editori da poco sul mercato). Inoltre, il programma dedicato al Paese ospite, la Russia, ed alla Palestina, special guest di questa edizione. Il Salone del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si è poi ulteriormente arricchito con il Padiglione Italia, che ha ospitato non solo la mostra "L’Italia dei libri" (di cui già vi abbiamo parlato), ma anche gli stand delle Istituzioni e la Sala Regioni, in cui scoprire, regione per regione, un’Italia straordinaria ed "un patrimonio di culture dove la ricchezza nasce dalle differenze". Ci si perde per i quattro padiglioni, metaforicamente ma anche in senso letterale – in questo caso, però, l’apposita app per I-phone può venire in soccorso! - e ci si confonde di fronte a tutto ciò che c’è da fare e da vedere in questa sorta di "Paese dei balocchi" per intenditori. Il bello del Salone del Libro è che si parla di libri ma non solo: lo potremmo definire come un "Salone della Cultura". Così capita che, nel giro di qualche ora, non solo si incontrino scrittori e giornalisti, librai e lettori, ma si degustino anche cioccolatini piemontesi e si assista ad un concerto per flauto, violino e pianoforte. Un’esperienza davvero "tonificante": così la definisce, nella presentazione del programma del Salone, Ernesto Ferrero, direttore editoriale, che scrive poi: "Al Lingotto è palpabile il piacere di stare insieme per saperne di più, per discutere civilmente, per coltivare passioni che nutrono progetti e speranze. Cinque giorni di incontri, scoperte, conferme, sorprese, agnizioni." E gli organizzatori già annunciano: "Il prossimo anno il Salone festeggia il suo primo quarto di secolo. Preparatevi."

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)