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Del Premio Strega già vi avevamo parlato qualche settimana fa, con l’uscita dei 19 candidati per l’edizione 2011. A fine aprile, sono stati presentati i dodici candidati definitivi e proprio ieri sono stati resi noti i cinque finalisti. Adesso, si attende il 7 luglio per la serata conclusiva, con la proclamazione al Ninfeo di Villa Giulia a Roma del vincitore del prestigioso premio letterario.

Questi i dodici candidati definitivi della 65esima edizione del Premio Strega:

 

  • "L’energia del vuoto" di Bruno Arpaia (Guanda)
  • "Malabar" di Gino Battaglia (Guida)
  • "Nina dei lupi" di Alessandro Bertante (Marsilio)
  • "La scoperta del mondo" di Luciana Castellina (nottetempo)
  • "Ternitti" di Mario Desiati (Mondadori)
  • "Settanta acrilico trenta lana" di Viola Di Grado (e/o)
  • "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda (Dalai)
  • "Il confessore di Cavour" di Lorenzo Greco (Manni)
  • "Storia della mia gente" di Edoardo Nesi (Bompiani)
  • "La città di Adamo" di Giorgio Nisini (Fazi)
  • "A cosa servono gli amori infelici" di Gilberto Severini (Playground)
  • "La vita accanto" di Mariapia Veladiano (Einaudi)


… ma solamente cinque i finalisti, decretati lo scorso mercoledì a Casa Bellonci a Roma dai 400 “Amici della domenica”, corpo giurato formato da personaggi della cultura, della letteratura e dell’editoria, e dai 30 lettori selezionati dalla Associazione Librai Italiani. Sono:

"Storia della mia gente" di Edoardo Nesi, Bompiani, con 60 voti

"C'era una volta la Provincia italiana ricca, felice e molto produttiva. Che commerciava con l'estero, dava del tu ai colossi oltre confine con l'orgoglio di una identità, prima che nazionale, comunale. C'era un tempo in cui anche gli stupidi facevano soldi, in un paese dove il PIL cresceva di due cifre l'anno. Dove i soldi guadagnati con allegria, spensieratezza e persino cafonaggine venivano ben esibiti in beni di lusso. Poi arrivarono i guru della globalizzazione a dire che si doveva cambiare, ad andare in televisione a sponsorizzare mercati stellari in Cina e a sostenere che il vecchio modello, quello dove si stava bene, andava male. Questa è "la storia della mia gente", non solo degli "stracciaroli di Prato", ma di una provincia felice e intelligente, sacrificata alla globalizzazione." (lafeltrinelli.it)

"Ternitti" di Mario Desiati, Mondadori, con 49 voti

"È il 1975. Mimì Orlando è costretta a lasciare i suoi scogli, l’odore di salsedine, la Puglia per la Svizzera, dove il padre lavorerà nella grande fabbrica che produce lu Ternitti: l’Eternit, l’amianto, promessa di ricchezza per migliaia di emigranti ignari delle esalazioni destinate a ucciderli. In Svizzera tra la quindicenne Mimì e il diciottenne Ippazio, solitario e sfuggente compaesano anche lui operaio di ternitti, sboccia una passione segreta. Anni ’90. Mimì è di nuovo in Puglia. Sola. Con una determinazione e un orgoglio che fanno di lei una donna eccezionale, coraggiosa e selvatica. Ha una fi glia adolescente, Arianna, poco più giovane di lei. Ma accanto a loro non ci sono uomini, per Arianna non c’è un padre. Mimì vive con feroce innocenza le esperienze della vita, si riprende giorno dopo giorno la giovinezza che non ha mai potuto vivere, con le sue inquietudini e le sue paure che la portano a rifugiarsi sotto un letto per ascoltare gli antenati. Ternitti nel dialetto significa anche tetto, e su un tetto, finalmente a contatto col cielo, Mimì saprà riscattare un paese, una terra e forse anche un amore." (lafeltrinelli.it)

"L’energia del vuoto" di Bruno Arpaia, Guanda, con 49 voti

"È notte, su un'autostrada svizzera. Una macchina procede a velocità sostenuta, diretta a Marsiglia. A bordo un uomo, Pietro Leone, funzionario dell'Onu a Ginevra. Accanto a lui dorme il figlio Pietro, una console stretta tra le mani, i jeans a vita bassissima come ogni adolescente che si rispetti. I due sono in fuga, da non si sa bene cosa. La sola cosa che Pietro sa è che da giorni qualcuno sta tenendo sotto controllo i movimenti suoi e della sua famiglia e che la moglie Emilia, ricercatore al Cern, è scomparsa da casa da qualche giorno. La donna stava lavorando, con un gruppo di fisici spagnoli, a un rivoluzionario calorimetro per decifrare le energie di fotoni ed elettroni..." (lafeltrinelli.it)

"La vita accanto" di Mariapia Veladiano, Einaudi, con 49 voti

"Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre l’ha rifiutata dopo il parto, suo padre è un inetto. A prendersi cura di lei, la zia Erminia, il cui affetto però nasconde qualcosa di terribile, e la tata Maddalena, affettuosa e piangente. Ma Rebecca ha mani bellissime e talento per il piano. Grazie all’anziana signora De Lellis, Rebecca recupera un rapporto con la complessa figura della madre, scoprendo i meccanismi perversi della sua famiglia. E nella musica trova un suo modo singolare di riscatto, una vita forse possibile. La Veladiano racconta senza sconti l’ipocrisia, l’intolleranza, la crudeltà della natura, la prevaricazione degli uomini sulle donne, l’incapacità di accettare e di accettarsi, la potenza delle passioni e del talento. E lo fa con una scrittura limpida, godibilissima, con personaggi buffi, comici, memorabili, e con la sapiente leggerezza di una favola." (lafeltrinelli.it)

"La scoperta del mondo" di Luciana Castellina, Nottetempo, con 45 voti

"Luciana Castellina, grande militante e intellettuale, fondatrice del “Manifesto”, parlamentare del Partito Comunista, durante l'adolescenza e la prima giovinezza ha tenuto un diario che racconta la sua formazione politica, da quando a quattordici anni giocava a tennis con Anna Maria Mussolini, compagna di scuola, e la vide correre via per raggiungere il padre nella fuga, a quando si iscrive al Partito Comunista. In mezzo, l'evoluzione di una ragazza dei Parioli, con gli occhi aperti sul mondo e sulla storia, titubante nei suoi pensieri e curiosa di capire, i primi viaggi, i primi compagni, il primo gioioso lavoro, insieme a tanti altri ragazzi, per costruire una ferrovia in Bosnia, le avventure, le ribellioni, le scoperte di uno spirito libero, intelligente, impaziente di prendere forma." (lafeltrinelli.it)

(oltre a 37 votanti astenuti ed una scheda annullata).

Una cinquina particolare, che vede ben tre autori a pari merito e la favorita Castellina scivolare all’ultimo posto, ed esclusi eccellenti (primo tra i "non eletti" è Fabio Geda con 37 voti) che fanno, come sempre accade, accendere qualche polemica. Non resta quindi che attendere la finale, che già si preannuncia ricca di colpi di scena.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)