È uscito proprio ieri, edito da Einaudi, il nuovo romanzo dell’americano Joe Lansdale, scrittore cult degli ultimi decenni, che lungo la sua carriera ha spaziato tra horror, fantasy, western e noir.  Ammaniti, di lui, ha addirittura detto:  “Io consiglierei a un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere Lansdale”.

In una video intervista a La Stampa (che qui trovate integralmente), lo scrittore racconta: <<“Cielo di sabbia” ha a che fare con un evento storico verificatosi negli Stati Uniti e anche altrove, ma qui da noi con caratteristiche molto specifiche. Negli anni Trenta ci fu quella che noi abbiamo chiamato “dust bowl”; in Oklahoma, Nebraska, Kansas e in parte del Texas, la gente aveva coltivato i terreni in modo tanto intensivo da rovinarli. La terra era così impoverita e sterile, senza  un filo d’erba, che il vento la sollevava fino in cielo, creando vere e proprie “tempeste nere”, nubi di sabbia larghe anche un chilometro e mezzo, che attraversavano tutto l’Oklahoma e parte del Texas. La gente fuggiva a Ovest o dovunque si potesse trovare della terra da coltivare. Il romanzo racconta questa fuga dalla devastazione della sabbia.>>
Proprio questo è infatti il nucleo della storia, che racconta di tre  fratelli che hanno perso entrambi i genitori durante una tempesta di sabbia. Jack, Jane e Tony hanno perso tutto e, proprio per questo, decidono di rubare un’auto e partire in direzione Texas orientale per cominciare una nuova vita.  Lungo la strada, però, faranno molti incontri, più o meno piacevoli, che insegneranno loro a conoscere e scandagliare l’animo umano ma soprattutto li faranno crescere davvero.
<<Un ritratto caldo e affettuoso dell’adolescenza, con i suoi problemi e le sue infinite risorse. Uno stile diretto ed efficace. Un umorismo a tratti irresistibile. Una serie di omaggi divertiti e divertenti all’America degli anni Trenta, tra banditismo alla Dillinger e lotte sociali: molto più semplicemente, Joe Lansdale al meglio di sé.>> (lafeltrinelli)
Ieri La Stampa ha pubblicato in anteprima il primo capitolo, che trovate qui. Buona lettura!

 

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)