Quest'oggi il Club del Libro vi parla della drammaturga, regista, poetessa e sceneggiatrice Eve Elsner. Nata nel 1953 a New York, dove tuttora vive ed insegna all'Università, è nota soprattutto per l'opera teatrale "I monologhi della vagina", testo a forte vocazione teatrale scritto nel 1996, che ha visto quali interpreti attrici del calibro di Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith, Winona Ryder, Kate Winslet e molte altre, tra cui anche Lella Costa e Lunetta Savino. È proprio insieme alle due attrici nostrane che abbiamo incontrato Eve in occasione della presentazione, al Salone del Libro di Torino, della sua ultima opera "Io sono emozione", uscito a marzo 2011.

"I monologhi della vagina" nasce a seguito di conversazioni ed interviste con oltre 200 donne e contiene, appunto, numerosissimi monologhi, ciascuno collegato alla vagina, attraverso diversi temi: sesso, stupro, amore, mestruazioni, mutilazione, masturbazione, nascita, orgasmo e così via: la vagina come strumento,  quindi, di emancipazione, di femminilità, di individualità, ma anche un modo per sensibilizzare il pubblico di fronte agli abusi ed alle violenze. L’opera ha avuto un successo strepitoso in oltre 140 Paesi ed incassi per 80 milioni di dollari. Ma, confessa Eve: <<Inizialmente, non avevo idea di cosa sarebbe successo: speravo solo di poter dire "vagina" senza che nessuno mi uccidesse! Quindici anni fa in TV non si poteva dire vagina… ma pene sì! Tutti quindi venivano a chiedermi di cambiare titolo, ed io rispondevo "Ma come faccio a cambiare titolo, se si parla di vagine?". La gente mi diceva: "Non verrà nessuno, nessuno lo comprerà, sarai ridicolizzata". Questa esperienza mi ha insegnato tante cose, ma la più importante è non avere paura. Da piccola sono stata violentata da mio padre, quindi non vivevo davvero nel mio corpo, nel mio cuore, nella mia vita… questo mi ha restituito energia.>>. Un altro ostacolo da superare era il mercato italiano: il libro è uscito in Italia solamente nel 2001 ma, nonostante l’indipendenza e l’emancipazione femminile, il tema risultava ai più un tabù. <<Sembra che in Italia non si possano mai fare le cose – dice Eve – ma il successo che lo spettacolo ha avuto dimostra che con la volontà si può fare tutto.>> . Prosegue poi: <<Sono tornata in Italia diverse volte, c’è molta meno paura ed omertà rispetto a qualche anno fa: donne, dovete far sentire la vostra voce! Si dice che ogni volta che una donna dice qualcosa che non dovrebbe dire, qualcosa inizia a cambiare nel mondo. Ecco, fatelo! >>. Lella Costa ricorda: <<"I monologhi della vagina" è per me, in una parola, condivisione. Ci fa sentire vicini le paure, gli entusiasmi, i non detti e ci dà davvero la sensazione della dignità dell’essere donna. Questa autocoscienza, questa forza, questa determinazione, questo entusiasmo… è questo ciò che Eve ci ha insegnato.>>, conclude, commuovendosi. <<Ricordo l’energia sul palco, 23 attrici insieme e compatte per un unico scopo.>> racconta invece Lunetta Savino, <<Forse il mio avvicinamento al femminismo lo devo proprio a questo, è stato il mio battesimo. Tanto che poi, il 13 febbraio scorso, durante la manifestazione "Se non ora quando", dopo un po’ di titubanza, mi sono esibita proprio nella "vagina incazzata"!>>. Da buona femminista, Eve interviene commentando: <<Il 13 febbraio per le donne nel mondo è stato un giorno di trionfo: le donne italiane sollevate a protestare per ciò che succede in Italia! Vedere tante giovani donne in piazza mi ha davvero incoraggiata.>>. Eve, donna forte, energica ed ottimista, non sente affatto su di sé il peso dei suoi 58 anni: <<Mi sento una sedicenne… a quell'età ero intensa, emotiva, in resistenza con tutto. L'energia che sentivo quando avevo sedici anni è quella di cui ha bisogno il mondo adesso. Siamo zombie ambulanti, stiamo distruggendo il pianeta, ci sono donne violate e vendute, un Primo Ministro che fa sesso con minorenni… noi siamo testimoni di tutto questo, ma che facciamo? Dobbiamo riconnetterci con la nostra coscienza, se vogliamo che l’umanità sia di nuovo viva.>>.

Muove forse da questa premessa "Io sono emozione", che racconta "la vita segreta delle ragazze", ovvero la vita delle adolescenti in questa società priva di emozioni, dove le donne sono oggetto di mercificazione  in senso più o meno figurativo. Eve dà voce, sempre attraverso la forma del monologo, a ragazze con vite diversissime, che raccontano i loro timori e le loro speranze e chiedono di potersi esprimere, di poter diventare serenamente donne, di poter manifestare liberamente le proprie emozioni e potersi finalmente riscattare: una ragazza anoressica, una ragazza bulgara costretta alla prostituzione, una cinese che lavora oltre 12 ore in fabbrica, un'africana costretta alla mutilazione dei genitali. La scrittrice si adopera attivamente contro la violenza sulle donne e da anni è vicina in particolar modo all’Africa: <<Il cuore del mondo è l'Africa, il cuore dell'Africa è il Congo, il cuore del cuore dell'Africa sono le sue donne.>>; ha, inoltre, deciso che la prima teatrale di "Io sono emozione" sarà proprio in Congo. <<Sono stata in Bosnia, in Afghanistan… ma niente di ciò che ho visto è paragonabile a ciò che ho visto in Congo: in un anno 400.000 donne vengono stuprate, ciò significa 48 donne ogni ora. Non sono stata più la stessa, e non voglio più essere la stessa: vedere questa disumanità è inaccettabile. Ognuno di noi è responsabile e complice di ciò.>>.

In Eve si incontrano il femminismo e l’Africa, attorno a lei si incrociano le vite di donne abusate e di attrici di Hollywood… le contraddizioni del nostro mondo, riunite in una grande donna.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Collage di foto dell'incontro con Eve Elsner al Salone del Libro di Torino 2011