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Giovedì scorso è stato proclamato il Premio Nobel per la Letteratura 2011. Tomas Transtromer, che ormai da anni figurava tra i favoriti, è stato premiato dalla giuria di Stoccolma per "le sue dense, traslucide immagini che ci hanno offerto un nuovo accesso alla realtà". Da quarant’anni non veniva assegnato un Premio Nobel ad uno svedese e dal 1996 ad un poeta.

Nato in Svezia nel 1931, figlio di un giornalista e di una insegnante, si è laureato in Psicologia, coltivando però sin da giovanissimo la sua passione per la poesia: la sua prima raccolta è stata pubblicata, infatti, quando era solamente tredicenne; dieci anni dopo, invece, il debutto con "Diciassette Poesie". Transtromer ha vinto numerosi e prestigiosi premi ed è considerato il più importante ed apprezzato poeta svedese contemporaneo, tanto da essere considerato un cult-poet dalle nuove generazioni di poeti statunitensi e del nord Europa. Nella sua opera si affiancano espressionismo, modernismo e surrealismo. I critici hanno sempre apprezzato l'immediatezza della sua poesia, le immagini della vita quotidiana e della natura che sa offrire. La sua più recente produzione è, invece, decisamente più orientata alla solitudine e ad una visione pessimista dell'esistenza umana. Colpito da un ictus nel 1990 e costretto su una sedia a rotelle, Transtromer stava ascoltando musica e, alla notizia della vittoria, si è detto stupito e felice. La moglie ha confessato: "Non pensava di poter più sentire questa gioia". Come per ogni Premio Nobel, più o meno conosciuto, le case editrici si stanno dando già da fare per la pubblicazione delle sue opere, tradotte in oltre sessanta lingue. In Svezia, infatti, ne è già cominciata la ristampa; in Italia, invece, dove fino ad oggi solamente due delle sue quattordici raccolte erano state tradotte, è programmata tra un paio di settimane l'uscita del suo volume di haiku svedesi "Il grande mistero" (casa editrice Crocetti). Un'ottima occasione, quindi, per fare la conoscenza di Tomas Transtromer, autore di fama mondiale ma ancora troppo poco conosciuto nel nostro Paese.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)