Qui sul Club del Libro ci piace parlare della lettura a 360°, trattando qualsiasi tema la riguardi. È per questo che oggi vi proponiamo un argomento inedito quanto impertinente, di cui siamo sicuri non in molti avranno sinora parlato e sentito parlare in riviste e siti specializzati. Si tratta della lettura "on the loo"… curiosi di sapere di cosa si tratta?

Bene, non è così entusiasmante come sembra: in francese sarebbe "lire à la toilette", in italiano suona molto meno raffinato ed è qualcosa del tipo "leggere al gabinetto".
Ma attenzione a non sottovalutare l'argomento, perché ne ha parlato la scorsa settimana Ian Sample sul Books Blog del Guardian, citando addirittura uno studio – il primo in proposito - del dott. Ron Shaoul.
Specializzato in gastroenterologia pediatrica, il medico ha voluto capire meglio il legame tra questa "pratica privata" ed eventuali conseguenze sulla salute. Così ha sottoposto a centinaia di persone un questionario: uomini e donne dai 18 agli over 65, disoccupati e studenti così come dirigenti ed accademici, di campagna e di città, per comporre il profilo del toilet reader e cogliere eventuali vantaggi e svantaggi della lettura on the loo. I risultati mostrano che questa abitudine è più degli uomini e degli impiegati; il materiale di lettura è qualsiasi cosa si trovi in giro, per lo più giornali.
Shaoul ha, proprio in occasione della presentazione degli esiti della sua ricerca, lamentato il disinteresse di medici e scienziati  per la lettura on the loo, stupendosene, stante il fatto che questa abitudine probabilmente è nata insieme ai libri, perciò centinaia di anni or sono. E cita anche esempi illustri: l'anonimo autore della vita di San Gregorio affermò infatti che il bagno del Medioevo offriva "la perfetta solitudine per una lettura ininterrotta", Lord Chesterfield raccontò di un tale che "usava saggiamente il suo tempo al bagno". Oppure, ancora, niente meno che Henry Miller, che lesse proprio in bagno i capolavori della letteratura mondiale e affermò che alcuni di questi, tra cui l'Ulisse, non potevano essere ugualmente e pienamente apprezzati altrove.  
Per quanto attiene gli aspetti prettamente medici della ricerca, un nodo centrale è l'impatto che questa abitudine ha sui movimenti dell'intestino. I toilet readers, infatti, trascorrono più tempo in bagno e si considerano meno costipati rispetto ai non-toilet readers; ed effettivamente sedersi a leggere mentre si è in bagno fa sì che ci si rilassi e che vengano apportati benefici alla propria "naturale regolarità" (come dice la famosa pubblicità di uno yogurt). Addirittura, afferma Shaoul, entusiasticamente: "Penso che con la nostra ricerca si potrebbe curare il mondo della stipsi!!"
Infine, sotto l’aspetto igienico, il rischio che il materiale da lettura venga contaminato da batteri è ridottissimo: i batteri, infatti, non dovrebbero attecchire sulle superfici di libri e giornali e, anche lo facessero, sopravvivrebbero solamente pochi minuti. Diverso è il discorso di Kindles, Iphone e Ipad, i quali, avendo superfici lisce e in plastica, possono ospitare i microbi per ore (pare che addirittura un cellulare su sei sia "infettato"). Ma tutto ciò può essere tranquillamente evitato a priori, semplicemente lavando con cura le mani con acqua e sapone dopo una sessione di lettura…!
Insomma, leggere on the loo è innocuo e allevia la noia – come affermato dallo stesso Shaoul nelle sue conclusioni – ma, al tempo stesso, aggiungerei, unisce l'"utile al dilettevole", permettendo di dedicarsi alla cultura anche in momenti apparentemente non appropriati!

 

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Leggere al gabinetto