Alessandro Baricco, notissimo scrittore dalla cui penna sono usciti capolavori come "Novecento", si trasforma in giornalista per "La Repubblica" con una rubrica domenicale in cui racconta dei migliori cinquanta libri letti negli ultimi dieci anni. Che, ci tiene a precisarlo, sono "frutto del caso", libri capitati casualmente tra le sue mani in un certo lasso di tempo, non i libri più belli che ha letto nella sua vita né, tantomeno, i libri più belli mai scritti. L'idea da cui muove questo progetto è sì quella di parlare di libri in un periodo in cui sembrano essere stati un po' dimenticati, ma soprattutto parlare di libri attraverso i quali costruire la personale visione delle cose intorno a noi: "Una certa idea di mondo", appunto.

La libreria di Baricco, ordinata per "ordine di arrivo" dei libri invece che per generi od autori, spazia dai romanzi ai saggi ai fumetti, e altrettanto vari saranno pertanto i consigli letterari che troveremo durante questo progetto lungo un anno, che noi del Club del Libro seguiremo passo passo.

Ecco i primi quattro.

  1. Baricco inaugura la rubrica raccontando di "Open", scritto da J.R. Moehringer, biografia del super campione di tennis Andre Agassi. "Se parti, non scendi più fino all’ultima pagina", un fascino irresistibile, una vita vissuta in modo intenso e senza riserve. Unico neo, secondo Baricco, il lieto fine che vede l'eroe ritrovare se stesso e trovare la felicità dedicandosi al prossimo… ma questo, si chiede infatti, c'entra davvero con il senso della vita? "Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi".
  2. "Dovrebbe essere una lettura obbligatoria per qualsiasi professore chiamato a spiegare il Romanticismo a scuola": così viene descritto il saggio dal titolo "Le radici del romanticismo" di Isaiah Berlin, trascritto dalle lezioni che l'autore tenne a Washington nel 1965, di cui Baricco ammira particolarmente la chiarezza espositiva e la capacità di insegnare rendendo semplice la complessità.
  3. Ci sono poi dei libri che si comprano perché "si deve": Baricco aveva acquistato e letto "Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout quando la scrittrice andò ad insegnare alla Scuola Holden e lui scoprì di essere l'unico a non averla mai letta. Rimanendo inaspettatamente e piacevolmente colpito dal modo di raccontare dell'autrice, che delinea con una luce tutta particolare questi ritratti, per lo più di anziani, tutti scattati in un piccolo villaggio americano sull'Atlantico, che vanno a formare questo "romanzo in racconti", riunendo storie "di quelle che senti dalla parrucchiera". "Non so se la Strout li abbia conosciuti, ma io sì".
  4. "American Dust"di Richard Brautigan è un romanzo piuttosto breve che racconta di un ragazzino e di un lago, con uno stile essenziale ed asciutto e "con una leggerezza magnifica, e una tristezza che non è triste mai". Sì, perché fa ridere dentro, e quando l'hai finito non puoi fare a meno di rigirartelo tra le mani, quasi a non volertene staccare.

L'appuntamento con "Una certa idea di mondo" è in edicola per leggere ogni domenica gli articoli integrali (non perdeteli!) e qui sul Club del Libro con cadenza mensile per rimanere sempre aggiornati sui libri che Baricco ci consiglia!

(articolo a cura di Carla Gottardi)