Siamo tornati all'Associazione Nuovapolis di Adrano (CT), nel corso della rassegna letteraria "Tracce di inchiostro rosa", per assistere alla presentazione di "Scusate la polvere" di Elvira Seminara, scrittrice e giornalista siciliana al suo terzo libro. Questo suo ultimo lavoro è stato scelto, tra oltre sessanta romanzi, dalla giuria internazionale della Industry Books per essere presentato ai produttori cinematografici del New Cinema Network presso la Casa del Cinema.

"Scusate la polvere" è il titolo emblematico del romanzo, tratto dall’epitaffio della scrittrice americana Dorothy Parker, la quale si scusava per il disturbo dato in vita e lasciato dopo la morte. La presentazione inizia in maniera insolita e fantasiosa, con scatoloni con su scritto "regalare", "buttare", "?", che incuriosiscono e spingono a volerne sapere di più. Così, partendo da questo espediente, l’autrice ci racconta del libro e dei suoi personaggi. La protagonista è Coscienza: il nome è stato scelto dalla madre e poi mutato dal padre, prima della separazione dalla moglie, in Enza. Enza rimane vedova a 44 anni; il marito muore in un incidente stradale cadendo in un burrone, ma insieme a lui nell'auto c'è un altra donna. Coscienza non riesce più a ritrovarsi dopo tutto quel che è successo, ma ha accanto a sé le inseparabili e stravaganti amiche: Mia, che si cimenta in catering magari non buonissimi ma di grande effetto scenico e che la chiama Enzima, appellativo dei catalizzatori dei sistemi biologici, ed Alice, architetto della psiche, che la chiama Cosce per sottolinearne la sensualità. Questo improbabile trio andrà in cerca di indizi come moderne Sherlock Holmes, per sciogliere gli intrighi di questa misteriosa situazione, in cui verrà sancito inequivocabilmente il tradimento del marito. Enza cerca di dare un nuovo senso alla propria vita e decide di cominciare riponendo in scatoloni di cartone gli oggetti personali del marito: alcuni da buttare, altri da regalare, ma per altri ancora non riesce a decidere il da farsi. È proprio tra questi scatoloni sparsi ovunque per casa e sempre tra i piedi che affiorano ricordi e si impara a conoscere Coscienza: le sue paure, i suoi strani modi di reagire, il suo rifiuto della maternità perché un figlio avrebbe potuto stravolgere il suo stile di vita. E si impara a conoscere anche il marito Andrea: interista sfegatato, collezionista di spazzole - dagli spazzolini alle spazzole per divani, bravo nel caricare la lavastoviglie e fare le valigie. Lui, la moglie la chiamava Zen, non già con un qualche significato spirituale, ma anzi riferendosi al quartiere Zen di Palermo, zona degradata della città, e considerava la consorte "negata per ogni operazione scientifica e applicazione tecnica del pensiero"…  insomma, a parte la bravura nel caricare la lavastoviglie, non proprio il marito ideale! Un romanzo "dolceamaro", pieno di eleganza e citazioni, tristezze ed ironie, in cui il lettore diventa partecipe degli stati nevrotici della protagonista e, solo così, capisce cosa prendere sul serio e cosa lasciare nella polvere.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

Elvira Seminara alla presentazione del libro "Scusate la polvere" presso l'Associazione Nuovapolis di Adrano (CT)