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John Fante, oggi, è un autore riscoperto, rivalutato da Bukowsky, che per caso si ritrovò a leggerne "Chiedi alla Polvere": "…le parole scorrevano con facilità, in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la sua energia ed era seguita da un'altra simile. La sostanza di ogni frase dava forma alla pagina e l'insieme risultava come scavato dentro di essa. Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere quel libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso". Un caso che ha finito per nutrire di letteratura vera milioni di persone, fan accaniti e simpatizzanti di questo piccolo, grande genio letterario italo-americano.

John FanteNasce a Denver, in Colorado, l'8 aprile del 1909. Figlio di Nicola Fante, un immigrato italiano originario di Torricella Peligna (Ch), e di Mary Capolungo, originaria di Chicago e figlia di immigrati lucani. Vive un'infanzia turbolenta, riesce a diplomarsi ma i continui dissapori con il padre lo portano ad allontanarsi dalla famiglia, nel 1930, per tentare la fortuna a Los Angeles. Qui frequenta l'Università con scarso rendimento, ma avvicinandosi alla scrittura e alla lettura. Vengono pubblicati i suoi primi racconti e scrive con una certa regolarità per le riviste "The American Mercury" e "The Atlantic Monthly", anche grazie al supporto di Henry Louis Mencken che, dopo molti tentativi falliti, accetta il suo racconto breve "Altar Boy", ma ad una condizione: "Caro signor Fante, che cos'ha contro la macchina da scrivere? Se trascrive questo manoscritto, sarò felice di comprarlo. Sinceramente suo, HL Mencken". Sempre all'inizio degli anni Trenta inizia una collaborazione in veste di sceneggiatore, un lavoro che non ama ma che gli permette di avere buoni guadagni. Come spesso ha ammesso lo stesso Fante, la maggior parte di ciò che ha scritto per il grande schermo era semplicemente destinato a portare una busta paga. Ha lavorato anche in Italia come sceneggiatore per Dino De Laurentiis. Nel 1934 inizia il suo primo romanzo "La strada per Los Angeles", concluso nel 1936, seguito nel 1938 da "Aspetta primavera, Bandini", che riscuote subito un grande successo, e un anno dopo replica il successo con uno dei suoi romanzi più famosi, "Chiedi alla polvere". Durante la guerra John Fante vive un periodo di stasi narrativa, dovuto all'impegno come collaboratore per i servizi d'informazione e alla nascita dei suoi quattro figli dalla moglie Joyce Smart. Il suo lavoro successivo è "Una vita piena", pubblicato nel 1952. Temi ricorrenti nel lavoro di Fante sono la povertà, il cattolicesimo, la vita familiare, l'identità italiana e americana, lo sport e la vita di scrittore. L'anno 1978 è l'anno che vede l'incontro tra Fante e Charles Bukowski, che dichiara di considerarlo "il migliore scrittore che abbia mai letto" e "il narratore più maledetto d'America". Bukowski gli chiede l'autorizzazione di ristampare "Chiedi alla polvere" per la voglia di scriverne un'appassionata prefazione. Pur di spingere la casa editrice Black Sparrow Books, per la quale lavora, a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa, Bukowski giunge a minacciare l'editore di non consegnare il manoscritto del suo nuovo romanzo. La ripubblicazione delle sue opere fa vivere un periodo di speranza a John Fante, che a causa del diabete è diventato cieco ed è sottoposto all'amputazione di entrambe le gambe. Il suo ultimo romanzo è "Sogni di Bunker Hill", che Fante detta alla moglie, pubblicato nel 1982 e conclusione della saga del suo alter ego Arturo Bandini. John Fante muore in ospedale l'8 maggio del 1983. Ha lasciato numerosi inediti che, poco per volta, stanno facendo rivalutare un autore di notevole rilievo. A lungo trascurato in Italia, John Fante è stato oggetto di una riscoperta a partire dalla pubblicazione del romanzo "La strada per Los Angeles" edito nel 1992. Nel maggio 2006, esce il film "Chiedi alla polvere", ispirato dal suo omonimo romanzo, prodotto da Tom Cruise, con nel cast Colin Farrell, Salma Hayek e Donald Sutherland. Sempre nel 2006, a Torricella Peligna, città natale del padre, ha inizio il Festival Letterario dedicato a John Fante: "Il Dio di mio padre", giunto oggi alla 6° edizione. Nel 2011, a Sant'Arsenio, in provincia di Salerno, è stato aperto il "Dago Red", dedicato allo scrittore. Sull'insegna è raffigurato proprio il suo volto ed all'interno è possibile trovare le opere di Fante, leggere la sua storia e ammirare gigantografie di alcuni disegni presenti nei suoi libri.

 

(articolo a cura di Sara Emotionally)