Penso che, delle volte, sarebbe meglio non scrivere su certi eventi. E questo non perché non valga la pena di ricordare, ma perché sarebbe stato meglio che non fossero mai avvenuti. Sarebbe stato meglio che Paolo Borsellino e Giovanni Falcone fossero ancora tra noi, a guidarci personalmente con il proprio esempio, e non invece solo nel ricordo. Quest'anno ricorre il ventennale dalla morte di entrambi per mano della mafia: l'occasione giusta per scoprire un po' di più su questi grandi uomini, con delle letture ad hoc.

Proprio giovedì scorso si è celebrato il ventesimo anniversario dall'attentato mafioso a Paolo Borsellino, un uomo che, come ad altri insieme a lui, lottava per una società giusta, sana e onesta e che per questo era considerato "di troppo". Il 19 luglio del 1992 a Palermo in via D'Amelio, sotto casa della madre, morirono lui e cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi , Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava uno dei veicoli della scorta. Una morte avvenuta perché la caparbietà nel cercare di migliorare una società sporca era più forte di qualsiasi pericolo. Insieme a lui, altri uomini dai grandi valori: uomini un po' scomodi per tutti, anche per lo Stato che li lasciò a combattere, soli, contro un sistema corrotto. Decorre, infatti, quest'anno anche la morte del suo grande amico e collega di lavoro Giovanni Falcone, che fu ucciso il 23 Maggio dello stesso anno nella tristemente famosa strage di Capaci. Si ricordano quegli anni, quegli uomini, con dei libri usciti in questi mesi nelle librerie, che vogliono urlare che loro non sono morti inutilmente perché, come scriveva il 23 Maggio del 1993 - un anno esatto dopo la morte di Giovanni Falcone - il "Comitato dei Lenzuoli" di Palermo: "Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe"... facciamo in modo che sia davvero così!

  • "L'eredità.  Giovanni Falcone e Paolo Borsellino 1992-2012: le loro idee camminano sulle nostre gambe" di Corlazzoli Alex

Questo libro racconta di come ancora oggi non ci si dimentica di Falcone e Borsellino. Racconta anche di chi ha accettato il testimone della lotta alla mafia: Antonio Ingroia, Vittorio Teresi, Franca Imbergamo, magistrati a Palermo e Caltanissetta; Rita Borsellino, sorella di Paolo, che ha viaggiato in tutta Italia per raccontare le stragi del 23 maggio e del 19 luglio 1992; Gregorio Porcaro, ex vice-parroco di don Pino Puglisi, e molti altri. Racconta anche di chi, dopo le stragi, ha cambiato vita, come il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, killer designato per Borsellino.

  • "Fino all'ultimo giorno della mia vita" di Borsellino Salvatore e Calasanzio

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, narra la loro infanzia, gli aneddoti e le persone chiave della loro famiglia che hanno contribuito a formare la fortissima etica di Paolo. In questo libro non c'è  solamente il ricordo, ma anche la ricerca di risposte, sollevando dubbi ed esponendo opinioni  personali  sulle dinamiche delle stragi e sulla scomparsa dell'agenda rossa del fratello.

  • "Le ultime parole di Falcone e Borsellino"  a cura di Antonella Mascali

Un libricino di un centinaio di pagine in cui sono raccolte le ultime parole dei due magistrati diventati il simbolo dell'Italia onesta. A vent'anni dalla loro morte, gli interventi, le interviste, le parole. Un omaggio doveroso e un necessario ritorno alle fonti, a ciò che veramente hanno detto e scritto, ora che stanno venendo alla luce quelle verità per le quali entrambi hanno sacrificato la vita.

  • "Da che parte stare. I bambini che diventarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino " di Alberto Melis e P. D'Altan

Alberto Melis, attraverso le parole delle loro sorelle, Maria Falcone e Rita Borsellino, ricostruisce l'infanzia dei due magistrati con l'intento di ricordare ai ragazzi il loro esempio, ma anche di dare un messaggio di speranza. Perché è da piccoli che si sceglie di stare dalla parte giusta del mondo.

  • "L'altra storia nel racconto dei famigliari. Falcone, Borsellino e le vite spezzate a Capaci e in via D'Amelio" di Laura Anello

In questo libro non si parla solo di Falcone e Borsellino, ma anche di chi aveva scelto di diventare i loro angeli custodi: le storie di otto servitori dello Stato che vigilavano sulla loro vita e sono morti con loro, che spesso sono dimenticati e destinati a restare nell'ombra. Ricordarli è un dovere.

  • "Visti da vicino" di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, visti dagli amici non famosi, non magistrati, non forze dell'ordine: amici della quotidianità, del lato oscuro della loro blindata e breve vita, che però ha, nelle immagini qui raccolte, una sua allegria... forse non spensierata, ma comunque allegria.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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