images/rubrica-letteraria/premio-nobel-per-la-letteratura-2012-mo-yan.jpg

Mo Yan - Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2012Giovedì 11 ottobre è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura 2012 al cinese Mo Yan, pseudonimo letterario di Guan Moye. Classe '55, lo scrittore ha ottenuto successo internazionale soprattutto grazie al romanzo "Sorgo rosso", ha vinto numerosi premi ed è considerato il più importante scrittore cinese contemporaneo. E' la prima volta che il Premio viene assegnato ad un cinese che vive ed opera nella Repubblica Popolare Cinese (nel 2000, infatti, il vincitore era stato Gao Xingjian, che però vive in "esilio" in Europa da oltre vent'anni ed ha nazionalità francese).

Nato a Gaomi in una povera famiglia contadina, smette di studiare dopo le elementari. Dopo aver portato al pascolo mucche e pecore, a diciotto anni va a lavorare in una manifattura di cotone. Nel 1976 si arruola nell’Esercito di Liberazione Popolare e, ancora soldato, comincia a seguire la sua vocazione di scrittore. Nel 1981 inizia a pubblicare, qualche anno dopo si laurea e nel 1997 si congeda dall'esercito, cominciando a lavorare per un giornale. Mo Yan ha scritto romanzi, racconti, ma anche opere teatrali e sceneggiature, tra cui quella della trasposizione cinematografica del suo "Sorgo rosso", vincitore dell'Orso d'Oro al Festival del Cinema di Berlino nel 1988 e candidato agli Oscar come miglior film straniero. In Italia, Einaudi ha pubblicato "Sorgo rosso", "Grande seno, fianchi larghi", "Il supplizio del legno di sandalo", "Le sei reincarnazioni di Ximen Nao" e la raccolta di racconti "L'uomo che allevava i gatti". Ma, c'è un ma – come ogni anno, d'altronde! L'assegnazione di questo Premio Nobel parrebbe c'entrare qualcosa con l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace, due anni fa, a Liu Xiaobo, dissidente cinese in carcere e che per questo motivo non poté recarsi a ritirare il  premio, alla quale la Cina reagì sollevando un caso diplomatico. Mo Yan infatti piace al regime… molto meno agli attivisti cinesi, la cui reazione è stata tiepida, se non contraria: lo scrittore, infatti, non solo non ha mai preso le distanze dal governo pechinese, ma  addirittura nel 2009 si è ritirato dalla Fiera del Libro di Francoforte per protestare contro la presenza di scrittori cinesi dissidenti. Dall'altro lato, c'è chi dice che lo scrittore, nel descrivere nei suoi libri la Cina rurale, la sua povertà e le sue disuguaglianze, abbia anche indirettamente rivolto critiche al regime (come nel caso di "La rana", che uscirà in traduzione italiana nel 2013, sulla politica del figlio unico). La motivazione dell'Accademia Svedese nell'assegnargli il Premio è l'aver fuso "realismo visionario, racconti popolari, storia e contemporaneità". Mo Yan, dal canto suo, risponde laconico: "il premio non ha un grande significato per me. Userò il mio tempo per dare vita a nuove opere”…

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail