Il Libro del Mese del Club del Libro per Novembre 2012 è "Vita Brevis" di J. Gaarder, il quale ci narra una storia d'amore che, in un certo senso, è un classico sia nella storia della narrativa di tutti i generi, sia nella vita reale. Infatti, non è novità che i primi a mettere i bastoni tra le ruote di due innamorati siano proprio i genitori di lui o di lei. La colonna sonora che ho scelto per voi per questo Libro del Mese riprende una storia d'amore molto conosciuta, quella di Romeo e Giulietta, di cui vorrei farvi apprezzare la versione musicale che ne ha fatto S. Prokof’ev: grande musicista russo del XIX-XX secolo, noto ai più per la favola musicale di Pierino e il lupo ed uno dei primi compositori di musica da film ai tempi del cinema muto. Non fatevi spaventare dal nome, ma provate prima di tutto ad ascoltare un ESTRATTO (Danza dei Cavalieri, atto I scena II - Cleveland Orchestra diretta da Lorin Maazel, 1973) - che molti di voi sicuramente avranno già sentito, anche solo in film e pubblicità - e poi ne parleremo più approfonditamente!

Romeo e Giulietta

Proprio come, nella storia narrata da Gaarder, la madre di Agostino, Monica, non tollera la sua unione con Flora, aspirando alla santità sua e del figlio, in Romeo e Giulietta sono sempre i genitori a contrastarli, ma in nome di antiche rivalità. I due amanti veronesi hanno ispirato molti film e canzoni di musica leggera (un esempio tra tutti, Romeo and Juliet dei Dire Straits), ma soprattutto innumerevoli rappresentazioni teatrali, opere liriche celebri quali I Capuleti e i Montecchi di Bellini, Romeo et Juliette di Berlioz, Romeo e Giulietta di Gounod, nonché balletti musicati da compositori del calibro di Nijinska, Čajkovskij o, appunto, Prokof’ev. Il lavoro di quest'ultimo è entrato maggiormente nel favore popolare ed è considerato un autentico capolavoro musicale e coreografico. L'opera venne scritta tra il 1935 ed il 1938 su commissione per celebrare i duecento anni della scuola di ballo di Leningrado (attuale San Pietroburgo), ma il progetto fallì dopo un cambio di gestione del teatro ospitante. L'opera, in quattro atti e dieci quadri (ovverosia scene), debuttò ufficialmente in quel teatro, il Kirov, nel 1940. Il testo fu scritto, seguendo fedelmente la trama della tragedia omonima di Shakespeare, da Sergei Prokof’ev, Sergey Radlov e Leonid Lavrovskij, il quale creò anche le coreografie. Scene e costumi  furono realizzati da Piotr Williams. Gli interpreti principali furono Galina Ulanova (Giulietta), Kostantin Sergeyev (Romeo), A. Lopukhov (Mercuzio) e S. Koren (Tebaldo).

Per conferire un gusto tutto italiano al balletto, Prokof'ev inserì, oltre alla strumentazione orchestrale classica, il sassofono tenore, la cornetta, la viola d'amore e addirittura i mandolini!! Sentite un po' che effetto fanno in questa messa in scena della Scala di Milano del 2010, nell'atto II scena III, titolato appunto "Danza con mandolini"...

L'esecuzione fu un vero successo, ma dopo un cammino travagliato... Infatti, le musiche di Prokof'ev erano considerate dai ballerini impossibili da ballare per colpa dei suoi ritmi non tradizionali e, addirittura, l'orchestra si rifiutò di suonare quella musica ostica a due settimane dalla prima! Inoltre, l'autore aveva inserito un finale a lieto fine per giustificare come i due protagonisti, in fin di vita, potessero ballare, ma non venne accettato. Dopo alcune piccole modifiche, bastò il debutto del balletto a mettere via ogni contrasto e a rendere intramontabile questa versione musicale della tragedia di Shakespeare.

Prokof'ev si distingue per la sua grande profondità espressiva e le tonalità imprevedibili. La musica cattura lo spettatore con movimenti dinamici e propulsivi, mentre negli assoli e nei passi a due dei protagonisti sfiora la poesia. Come pochi altri musicisti del suo tempo, era dotato di una spiccata capacità di assimilazione degli stili nazionali ed internazionali, di cui è intrisa tutta la sua produzione. Rappresentazione "Romeo e Giulietta"Nato a Soncovka, in Ucraina, nel 1891, morì a Mosca a 62 anni. Imparò a suonare il pianoforte da bambino grazie agli insegnamenti della madre M. G. Zitkpva e, a otto anni, scrisse l'abbozzo della sua prima opera, Il gigante, Sulle isole deserte. A San Pietroburgo frequentò il conservatorio e inizio a farsi notare per le sue tendenze antiromantiche, sia come compositore che come pianista. Dal 1918 al 1933 girò il mondo venendo a contatto con le maggiori personalità musicali dell’epoca (Ravel, Strauss, Diaghilev, Stravinskij, Debussy) e fu testimone e partecipe di movimenti artistici quali il simbolismo russo e l'espressionismo mitteleuropeo. Rientrato in patria nell'aprile del 1933, diede un grosso contributo allo sviluppo delle cultura musicale sovietica, lavorando instancabilmente come compositore, esecutore e direttore d'orchestra al servizio dell'ideologia socialista. In questa fase matura della sua produzione, Prokof'ev abbandona l'aggressività e l'antiromanticismo che hanno permeato le sue opere fino a questo momento e inizia a ricercare una comunicazione più agevole con il suo pubblico, visto che l'obiettivo era riscontrare il favore delle masse. Il socialismo di fatto scoraggiò ogni forma di individualismo e di emozioni soggettive e dovevano essere evitate le tendenze moderniste. Per questo motivo fiorirono generi musicali scenici quali il balletto, l'opera, musica per film, musiche celebrative dal carattere trionfalistico e retorico, a scapito della musica per piccole formazioni o per pianoforte. Prokof'ev eccelse in tutti i generi prediligendo un'armonia  meno aspra e lasciando ampio spazio alle melodie.S. Prokof'ev

Romeo e Giulietta venne scritto in questa fase artistica dell'autore, e fa rivivere le convenzioni del balletto russo del'800 di cui San Pietroburgo ne era la capitale. Sulle musiche di Prokof'ev vennero allestite tre versioni importanti della storia: una è del 1955 firmata da F. Ashton, rappresentata a Copenhagen; la seconda risale al 1962 all'Opera di Stoccarda, firmata da John Cranko; l'ultima del 1965 venne allestita da Sir Kenneth MacMillan per il Royal Ballett di Londra, protagonisti Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev (peraltro, presunto amante di Freddy Mercury).

Da una replica del 1966 di quest'ultimo allestimento, a sinistra un video originale della "Scena del Balcone" (atto I scena II), che vi propongo anche in una versione più recente, al centro, con l'aggiunta di "Le variazioni di Romeo" e "Danza d'amore", eseguita dall'Orchestra Sinfonica di Tbilisi. A destra, la versione MacMillan, la più diffusa tra le tre sopra citate, viene inoltre tenuta in repertorio dalla Scala di Milano dal 2000. La "Danza dei Cavalieri", che avete già ascoltato all'inizio, vale la pena di essere anche guardata, per ammirare le meravigliose coreografie!

Per finire, un estratto dall'atto II scena V, il "Duello tra Tibaldo e Mercuzio", eseguito nuovamente dall'Orchestra Sinfonica di Tbilisi (a sinistra). Inoltre, Prokof'ev stesso, già nel 1937, scrisse una riduzione per pianoforte di una selezione di dieci brani (op. 75) ed ha tratto dal balletto tre suites orchestrali: op. 64 bis (al centro, eseguita dall'Orchestra Rai di Roma diretta da Claudio Abbado, 1968, op. 64 ter (Orchestra Filarmonica di Mosca diretta addirittura dallo stesso Prokof'ev nel 1938) e op. 101, a destra.

Edizione integrale dell'opera.

Se non riuscite a visualizzare alcuni video, cliccate sul pulsante "Watch on Youtube" che trovate in basso a destra in ciascun video.

Fonti:

Elvidio Surian, Manuale di storia della musica, voll. III-IV, Rugginenti ed.

Riccardo Allorto, Nuova storia della musica, Ricordi ed.

Le Garzantine Musica, Garzanti ed.

www.balletto.net

www.wikipedia.com

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

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