La poesia è un genere che, rispetto alla narrativa, ha decisamente meno estimatori. E, aggiungerei, inspiegabilmente: spesso e volentieri, poche righe riescono ad emozionare più di mille pagine. Forse colpa della scuola, dove i professori fanno imparare le poesie a memoria senza curarsi che le si capisca davvero e che ci si abitui ad andare oltre, di certo colpa del mondo che abbiamo intorno, che presta ormai ben poca attenzione all'arte e alla bellezza. Fatto sta che, di questi tempi, sorprende fare la conoscenza di un poeta. Se poi il poeta in questione è anche giovanissimo, sorprende ancora di più. Lui è Pietro De Bonis, classe '84, romano. Dopo la sua prima raccolta, "Tempeste Puniche, il Profumo della Quiete", ha da poco pubblicato con Lupo Editore "Brezze moderne". Lo abbiamo intervistato, chiacchierando non solo di questo suo ultimo lavoro, ma anche di poesia, poeti e libri.

Pietro De Bonis<< Baciami alle sei del mattino

capirai che t’amo dall’odore dei cuscini

dai miei occhi chiusi

sempre pronti a fissarti >>

(Pietro De Bonis)

Copertina del Libro "Brezze moderne" di Pietro De Bonis

CdL: Cos'è per te la poesia?

Pietro De Bonis (PDB): Iniziamo bene! La poesia è quella cosa insita in tutte le cose belle, e se scritta moltiplica la bellezza delle cose belle.

CdL: E come definiresti, invece, la tua poesia?

PDB: La mia poesia è qualcosa che moltiplica la bellezza della mia vita, e a chi la legge dona forse una bella sensazione.

CdL: A che età ti sei avvicinato alla poesia?

PDB: La poesia si è avvicinata a me da sola penso verso i 24 anni.

CdL: Quanto ama un poeta le sue poesie?

PDB: Un poeta credo ami molto le sue poesie, ne vada particolarmente orgoglioso, forse più delle persone che sono lui accanto, ma credo che un buon poeta sia prima di tutto una buona persona, che quindi sappia riconoscere e scindere la differenza e l'importanza dell'amore verso una cosa o qualcuno.

CdL: Un poeta necessita di un particolare bagaglio culturale ed umano o tutti possono essere potenzialmente poeti?

PDB: No. Gli unici bagagli che servono ai poeti, come anche agli scrittori, sono le esperienze nelle personali vite, quindi bagagli umani, poiché non è la mente a cercare le parole ma sono le parole a cercare la mente dei prescelti a tale impegno "sociale". Certo poi maggiore è la cultura, la conoscenza dell’attorno, migliore sarà il risultato di una qualsiasi opera.

CdL: Domanda molto difficile. Quali sono a tuo parere i versi più belli che siano mai stati scritti?

PDB: Mi credi se ti dico che ho letto pochissimi libri di poesia? E che sono un ignorante? Credo la bellezza sia poi molto soggettiva, ma anche largamente oggettiva. Esistono parole sublimi e non per questo rintracciabili solo nelle poesie o nei romanzi, conosco dei versi di canzoni, chiamiamo Mogol all'appello, oppure Vecchioni, Lucio Dalla, Jovanotti, e tanti altri che scrivono testi meravigliosi, la scrittura è scrittura, non devono far differenza le collocazioni. Se ti dovessi dire una poetessa che amo è Alda Merini, e in "Brezze Moderne" c’è una poesia dedicata proprio a lei.

CdL: Parlaci di questa tua ultima raccolta, "Brezze Moderne".

PDB: Siccome non sono capace di spiegare ciò che scrivo, vi leggo un passo dalla prefazione di Alessia Mocci: “L'istinto di un verseggiatore inesauribile d'immagini, la prodezza della forma libera da ogni struttura costituita, l'amore come risposta a qualsiasi domanda. Brezze Moderne è un libro fatto di liriche dall'estensione variabile in una struttura del verso caratterizzata da un'accesa libertà di componimento. E sono espressioni che rievocano colori, odori. Pietro sonda ed esamina i sentimenti più belli degli esseri umani, si lascia penetrare da essi per trarne la vera essenza e donarla poi al prossimo affinché questi possa meditare a sua volta su ciò che veramente vale nella propria esistenza”.  Inoltre nell'ultima parte della raccolta potete trovare anche pensieri ed aforismi, insomma riflessioni più o meno ampie sul quotidiano, la nostra società, quindi c’è soprattutto da ridere. Un esempio: "C'è gente che rompe le tavole solo con una mano, e gente che rompe i coglioni con la sola voce."

CdL: C'è un filo conduttore che lega le poesie di questa tua ultima raccolta? Il tema principe è ancora una volta l'amore?

PDB: Tutta la vita parla d'amore, come non potrebbe essere il tema principe, dimmi un'opera dove non sia rintracciabile questo sentimento… L'amore è la certezza che avrai sempre qualcosa da fare, da domandarti, da scrivere, da dipingere, da comporre, da vivere… Senza amore si vive nelle mani dei monchi.

CdL: "Tempeste Puniche,"Il Profumo della Quiete" e "Brezze Moderne" sono titoli molto suggestivi ed evocativi. Da dove nascono e cosa c'è dietro?

PDB: Dietro c'è la casualità, la cosa più fruttuosa al mondo, almeno per me. Titoli nati puramente dall'istinto.

CdL: Oltre che scrittore, sei anche un lettore? Cosa leggi solitamente? Quali sono i tuoi autori preferiti?

PDB: Leggo sì, per lo più i romanzi che mi tirano le mani in libreria. Adoro Margaret Mazzantini, ho appioppato nell'incipit di "Brezze Moderne" proprio una frase tratta dal suo libro "Venuto al mondo".

CdL: Pensi che realtà come quella del Club del Libro possano aiutare ad avvicinarsi alla letteratura ed anche magari alla poesia?

PDB: Certo! Tutto ciò che porta a far interessare le persone è utile! Può solo che far bene a tutta la letteratura.

CdL: Quali sono i tuoi prossimi progetti?

PDB: Moglie, figlia, romanzo e bastoncini stasera a cena. Vi saluto con un grande sorriso.

(articolo a cura di ziaBetty)

 

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