L'avvento degli e-book è stato un cambiamento epocale nel mondo della letteratura. Se si considera, infatti, che la parola scritta già a partire dal III secolo d.C. ha trovato la sua collocazione su fogli di carta, si può capire immediatamente la portata del fenomeno. Nell'era in cui tutto è digitalizzato, sempre più lettori si trovano di fronte al dilemma tra libri cartacei e libri elettronici. L'argomento è molto dibattuto, anche noi del Club del Libro ce ne siamo occupati in passato… ma non sempre ci deve essere un vincitore, anzi! Avete mai pensato a come far convivere e-book e libri tradizionali?

I punti su cui discutere in questo senso sono davvero molti. La rivista francese "Le débat" ci viene in aiuto con un numero monografico, uscito qualche mese fa, in cui si è cercato di affrontare la questione sotto uno sguardo più ampio, grazie anche al contributo di numerosi "addetti ai lavori": editori, scrittori, economisti, politici, bibliotecari, ecc. 
Negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria "smaterializzazione" del libro. In effetti, il libro ormai non è più considerato e considerabile come un oggetto poiché, con il libro elettronico, il contenuto si è ormai scisso dalla materialità cui fino ad oggi era collegato. A parere del critico e scrittore Pierre Assouline, ciò che bisognerebbe fare è appunto riuscire a “dissociare il libro dal testo che contiene", di modo che "contenitore" e "contenuto" non vengano più confusi e, attraverso la valorizzazione del secondo, si possa guardare l'e-book sotto una luce diversa. 
Spesso, infatti, l'e-book viene "demonizzato", visto come l'assassino del libro cartaceo. La convinzione alla base di questa analisi è, invece, che la carta ed il foglio elettronico devono necessariamente camminare di pari passo, per creare opportunità e minimizzare gli effetti  negativi per il mondo del libro, ed in particolare per il mondo dell'editoria e della distribuzione. 
L'avvento dell'e-book comporta risvolti  sfavorevoli per le case editrici, le librerie e le biblioteche. Antoine Gallimard, il più famoso editore francese, nel suo intervento evidenzia come l'e-book non dia alcuno "spazio di manovra" alle librerie ed anzi fornisca ancora maggiore forza alla concorrenza. Gli editori dunque, oltre che difendere il proprio ruolo centrale nel mercato del libro, devono occuparsi da un lato di venire in aiuto alle librerie, dall'altro di fronteggiare i siti che propongono un vasto assortimento di e-book a basso costo, primo fra tutti Amazon. 
Riducendo di molto i costi, tra cui quelli, ingenti, di stampa, trasporto e magazzino, l'e-book permette infatti di praticare prezzi inferiori rispetto al libro cartaceo: questo non può che far piacere ai lettori, ma potrebbe rivelarsi una catastrofe per editori e librai. La "chiave di volta" per Gallimard è quella di pubblicare libri cartacei con tirature minori compensate dalle vendite degli e-book, ed un maggiore ricorso al print on demand
Secondo l'economista Françoise Benhamou, con gli e-book si rovescia il modello economico del libro di carta: l'offerta diventa infinita e la scarsità quindi passa dal lato dell'offerta al lato della domanda. Di conseguenza, dovranno essere messi a punto nuovi metodi e nuove pratiche commerciali: abbonamenti, lettura in streaming, prezzi variabili, ecc. Abbandonando l'aspetto prettamente economico, occorre sottolineare quale sia però la vera rivoluzione: quella del modo di leggere. Certo, il fascino del libro cartaceo è imbattibile, ma guardiamo i fatti: il libro elettronico è senza dubbio più pratico. Provate a leggere sull'autobus un tomo di mille pagine, reggendovi anche agli appositi sostegni… è una mission impossible! Senza considerare che in un e-book reader, spesso quanto un libriccino di un centinaio di pagine, possono essere contenuti migliaia di libri e si può, conseguentemente, lavorare su più testi. Antoine Compagnon, storico della letteratura, rileva inoltre come la digitalizzazione del libro potrebbe rendere disponibili libri rari e fuori catalogo, con ciò apportando evidente beneficio a tutta la comunità letteraria. 
Gli e-book reader, d'altro canto, pare favoriscano una lettura frammentaria e discontinua: si passerà dunque ad una lettura “intermittente, digressiva e collettiva”, rispetto a quella tipica del libro cartaceo che spinge i lettori “all’individualismo, alla solitudine e all’immaginazione”? 
Un'altra domanda interessante che invece si pone, e ci pone, Pierre Assouline è "quale sarà il destino del lettore in un universo senza più territori definiti?". 
Far convivere il libro tradizionale e quello elettronico può aiutare a godersi al 100%, a seconda delle circostanze, il piacere della lettura. Ci sono situazioni, soprattutto fuori casa, in cui è molto comodo l'e-book, ci sono libri che teniamo ad avere in cartaceo per sfoggiarli nella nostra libreria e addirittura ci sono libri che sono fruibili solamente in cartaceo: basti pensare ai libri d’arte e di fotografia, così come ai libri per l'infanzia (soprattutto per la prima infanzia – libri tattili, pop-up, ecc.). 
Spetterà dunque a ciascun lettore marcare i propri territori e scegliere il proprio destino…

Fonte: Repubblica.it

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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