Oggi vi racconterò la storia di una donna che ha molto in comune con la protagonista del Libro del Mese di Dicembre 2012. Si tratta di Aida, dalla quale prende il nome la grande opera musicale in quattro atti composta da Giuseppe Verdi (Le Roncole, frazione di Busseto (Parma), 1813 – Milano, 1901). Aida e Salmè condividono, infatti, la schiavitù morale al loro popolo e alla loro cultura in quanto donne, sebbene la prima abbia vissuto nell'Egitto dei faraoni, la seconda nel Libano dei giorni nostri.

Aida appartiene al popolo etiope, ma è schiava presso gli egizi. Nel primo atto, proprio mentre gli etiopi si preparano ad attaccare la valle del Nilo e Tebe, il giovane Radames viene designato come comandante dell'esercito egiziano. Egli spera di coprirsi di gloria per conquistare Aida, di cui è innamorato.

Sin dall'inizio della stesura di Aida, il compositore aveva le idee chiare. Alla ricerca costante della "parola scenica" (che Verdi stesso spiega dicendo <<io intendo dire la parola che scolpisce e rende netta ed evidente la situazione>>), una stessa scena poteva essere riscritta decine di volte. Verdi per questa romanza vuole qualcosa di sereno e caldo, ottenendo il risultato sperato facendo cantare a Radames tutto il suo senso eroico e la sua passione per la giovane schiava.
Il Maestro di Busseto vive in un epoca in cui il teatro d'opera classico è in declino: contava solo la bravura dei cantanti ed era un teatro per aristocratici. Lui porta in scena storie umane e vede la realizzazione dell'opera in maniera unitaria, dove quello che conta è la teatralità: in un certo senso, si discosta dai contemporanei divenendo quello che è un moderno regista. In quest'ottica, la scena viene prima di tutto: il libretto e la musica crescono insieme in funzione di essa, di modo che lo spettatore possa infine "vedere con l'orecchio". Tutto questo deve accadere dietro la volontà di uno solo: la sua; per questo entra spesso in conflitto con i suoi collaboratori ed il suo librettista. Ma torniamo alla storia.
Amneris, figlia del faraone, è innamorata a sua volta di Radames e cerca di nascondere la sua gelosia. Dal canto suo, Aida è combattuta tra l'amore che porta a Radames ed il suo popolo, la sua cultura, la sua famiglia. Proprio in questo suo dilemma è evidente l'affinità con la protagonista di "Ali spezzate" di Gibran, che si ritrova a dover scegliere tra il suo amore segreto ed un matrimonio combinato.
Nel secondo atto, Amneris, per scoprire definitivamente l'amore segreto tra Aida e Radames, dà il falso annuncio della morte di quest'ultimo: quando Aida scoppia in un grido di dolore, Amneris, avendo ora le sue conferme, giura vendetta.

Per essere incisivo e coinvolgente, Verdi sacrifica in questo duetto la rima, i versi e la strofa, in favore dell'azione. Sono presenti due anime in lotta per la conquista dell'amore: una figlia di re ed una schiava, nel cuore della quale vi è un'ulteriore lotta di sentimenti come l'amore per la patria, per la famiglia, per la libertà. Interpretare personaggi di una certa finezza psicologica come i protagonisti di opere verdiane quali l'Aida non è cosa semplice. La scelta dei cantanti è un momento delicato: l'interprete non deve più essere un gran virtuoso, ma gli è ora richiesto di essere prima di tutto un grande attore; deve sentire il proprio personaggio, cogliere la "scintilla". Intanto, Radames ha sconfitto gli etiopi e fa la sua marcia trionfale davanti al suo re con il suo esercito.
Radames viene incoronato da Amneris e intercede per liberare alcuni schiavi tra cui il padre di Aida, Amonasro. Inizialmente la richiesta viene accolta, ma dopo le proteste dei sacerdoti, il re ci ripensa e prende in ostaggio sia Aida che suo padre.
L'atto terzo si apre con una romanza di Aida, in cui la schiava è spaventata e abbattuta. Verdi le concede uno spazio per un idillio tutto suo. Infatti Aida canta e ricorda i suoi luoghi natii in un momento di sconforto e nostalgia, regalandoci un "souvenir musicale" della sua terra.

A questo punto Radames non può rifiutare il matrimonio con Amneris, la quale il giorno prima delle nozze si reca al tempio di Iside a pregare. Verdi nel creare l'Aida studia con grande severità ed entusiasmo la religione egiziana, le dinastie, le usanze, la geografia. Il risultato sono delle ambientazioni esotiche molto fedeli che coinvolgono lo spettatore con le loro esplosioni scenografiche.
Nel frattempo il padre di Aida, scoperta la passione di sua figlia per Radames, la obbliga a farsi rivelare dal valoroso condottiero dove sarebbe stato il prossimo attacco egiziano contro gli etiopi, in questo potentissimo duetto, tra i preferiti di Verdi stesso.
È un punto cruciale per Aida: da un lato Radames, dall'altro suo padre. A differenza di Salmè, che cede al volere paterno sposando un uomo che non ama, Aida cerca invece di convincere il suo amato a fuggire insieme. Durante il colloquio tra i due innamorati, il padre di Aida, nascosto, li spia e riesce a scoprire che gli egizi attaccheranno al passo di Napata, ancora incustodito. Una volta uscito allo scoperto, Radames si rende conto di avere involontariamente tradito la sua patria.

A peggiorare la situazione arrivano Amneris ed il gran sacerdote, al quale Radames si consegna di sua spontanea volontà per espiare la sua colpa. Concludendosi il terzo atto, si conclude il cuore dell'opera. In questi momenti ricchi di pathos e situazioni drammatiche, Verdi ha dato il meglio di sé. Ma la storia non è finita. Nel quarto ed ultimo atto, Amneris si reca nel carcere dove è rinchiuso Radames. La figlia del faraone è ancora innamoratissima del giovane e lo supplica di rinunciare ad Aida; in cambio, lei lo salverà. Radames preferisce morire.
A questo punto, arriva il verdetto dei sacerdoti: Radames verrà condannato ad essere sepolto vivo. Amneris è disperata tanto da "sentirsi morir"...

"Aida" di Giuseppe VerdiEntrambe le storie, quella di Salmè e quella di Aida, si concludono con un matrimonio che ha di per sé una natura drammatica. Infatti, Salmè si arrende ad un matrimonio combinato, incatenandosi ad una realtà triste e crudele; Aida, restando fino all'ultimo accanto all'uomo da lei amato, realizza sì il suo sogno d'amore, ma a sposarli è la morte.
L'Aida viene composta da Giuseppe Verdi su commissione del viceré d'Egitto per l’inaugurazione del canale di Suez, che sarebbe avvenuta nel 1870. A causa della guerra franco-prussiana, che rallenta l'apprestamento degli scenari e dei costumi, l’opera va però in scena il 24 dicembre 1871 al Teatro dell'Opera de Il Cairo. Sei settimane dopo, viene rappresentata anche in Italia alla Scala di Milano.
Si tratta dell'unica opera di Verdi ad avere un soggetto originale; di solito, infatti, si rifà ad opere letterarie di Shakespeare, Schiller, Hugo, Byron, Dumas, Scribe, ecc. Il soggetto viene scritto da Camillo du Locle, direttore dell’Operà Comique di Parigi. Inizialmente Verdi rifiuta la commissione, ma dopo aver letto il soggetto accetta, pur fissando dei limiti. Dopo aver tradotto dal francese, insieme a sua moglie Giuseppina, la trama di Du Locle, inizia a comporre i versi insieme al poeta Antonio Ghislanzoni.
Esistono numerose lettere tra Verdi e Ghislanzoni a testimoniare quanto laborioso fu decidere ogni dettaglio, ma il risultato è un autentico capolavoro, che ancora oggi colpisce per la sua magnificenza e la sua espressività.

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

Giuseppe Verdi

Fonti:

Mario Rinaldi, Aida, Monsalvato ed.
Le Garzantine Musica, Garzanti ed.
Riccardo Allorto, Nuova storia della musica, Ricordi ed.
Elvidio Surian, Manuale di storia della musica, vol. III, Rugginenti ed.
Gerardo Guccini, Verdi regista: una drammaturgia fra scrittura e azione, in Enciclopedia della Musica, vol. II, Einaudi ed.
Salvatore Ivan Emma, Compendio

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