Vittoria CoppolaVittoria Coppola ha già fatto molto parlare di sé, grazie al successo riscosso dalla sua opera d'esordio, "Gli occhi di mia figlia", eletto miglior romanzo del 2011 dalla rubrica del TG1 "Billy-Il vizio di leggere". La giovane scrittrice salentina è da poco tornata nelle librerie con il suo secondo romanzo, "Immagina la gioia" (qui la recensione): una nuova vicenda familiare, delicata e dal gusto agrodolce, che arriva dritta al cuore.

<<Mi piacerebbe che queste pagine avessero il sapore denso di un frutto raccolto da un albero con le proprie mani.>>

(dall'introduzione di "Immagina la gioia")

CdL: Il tuo romanzo d'esordio, "Gli occhi di mia figlia" (Lupo Editore), ha vinto il sondaggio della rubrica del Tg1 "Billy-Il vizio di leggere", aggiudicandosi il titolo di "Miglior romanzo del 2011", oltre ad essere stato presentato, sempre dal Tg1, come "Libro sotto l'albero di Natale". Quale credi sia stata la chiave di questo successo?

V.C.: Posso immaginare che una ragione per cui ho avuto il sostegno di così tanti lettori nel sondaggio, sia stata l'opportunità data dal genere narrativo che affronto, di immedesimarsi nella storia che racconto. Nel romanzo narro di sentimenti, dubbi, emozioni che appartengono ad un'esistenza comune a molti, in fondo.

CdL: Lo scorso 22 novembre è uscito, sempre per Lupo Editore, il tuo nuovo romanzo: "Immagina la gioia". Quali sono le tue gioie nella vita?

V.C.: Le mie gioie? I sentimenti autentici di cui mi privilegiano le persone a me care. E la scrittura: fonte di gioia e appagamento, strumento di vita.

CdL: Cosa hanno in comune Dana, protagonista di "Gli occhi di mia figlia" ed Eva, protagonista di "Immagina la gioia"?

V.C.: Sono entrambe donne giovani, ma sono diverse. Dana è condizionata dal suo mondo perfetto, Eva non si arrende. L'una e l'altra – comunque – ricercano se stesse partendo dalla loro creatività. Non si sa, però, se sia soltanto lì... il loro mondo da scoprire.

CdL: "Gli occhi di mia figlia" è ambientato tra Siena e Parigi, "Immagina la gioia" in Veneto e Sicilia. Sei mai stata in questi luoghi? Come mai hai scelto di non ambientare i tuoi libri nella tua terra, il Salento?

V.C.: Sono stata in Veneto. Ho intenzione di andare in Sicilia nella prossima primavera. Non c'è una ragione per cui non ho scelto il Salento. Piuttosto, le città in cui si sviluppano gli eventi sono entrambe necessarie al racconto: i profumi, gli odori, le tradizioni, i colori di Mira e di Sciacca: ognuno di essi è stato necessario alle resa del tutto.

CdL: In "Immagina la gioia" citi "Il piccolo principe": è un libro a cui sei legata, c'è un motivo particolare per cui l'hai inserito?

V.C.: Lo trovo universale, come le parole. Questo è magico e non tutti i libri riescono ad andare in questa direzione.

CdL: Quale libro porti nel cuore e quale hai al momento sul tuo comodino?

V.C.: Il libro che porto nel cuore è "La signora dalle camelie" di A. Dumas (figlio), perché mi ha riavvicinata alla lettura. Me l'ha fatta riscoprire in tutta la sua bellezza. Sul comodino – al momento – c'è "Il giardino delle pesche e delle rose" di Joanne Harris, la stessa autrice di "Chocolat".

CdL: Hai un rapporto molto umano e diretto con i tuoi lettori. Spesso invece gli scrittori, paradossalmente, rifuggono il loro pubblico. A tuo avviso, si tratta di "snobismo" o di "paura" del confronto e del giudizio?

V.C.: È una scelta. Non me la sento di affermare sia "snobismo". La mia strada letteraria si è aperta grazie ai lettori, dunque non potrei mai allontanarmi da loro. I giudizi della gente che legge a volte sono duri, ma spesso servono.

CdL: Sei anche molto presente in internet, con un blog-sito e sui social network. Credi che, al giorno d'oggi, soprattutto in un "campo minato" come quello della letteratura, la rete sia una necessità o una risorsa?

V.C.: Può essere entrambe le cose. Se ben utilizzato - con serietà - Internet è certamente una risorsa, prima di tutto.

CdL: Cosa vorresti trovare sotto l'albero di Natale?

V.C.: Mmm... fammi pensare: i biglietti per la finale di Champions League 2013!

CdL: Per concludere, visto che sei stata, tra l'altro, ospite di Gigi Marzullo… fatti una domanda e datti una risposta!

V.C.: Credi che "Immagina la gioia" possa riuscire ad arrivare al cuore dei tuoi lettori? Sì, ci credo: è l'unico scopo che mi prefiggo... il resto è una favola che condisce la realtà, un dono del cielo che mi auguro di meritare.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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