Nel Libro del Mese di Febbraio 2013 del Club del Libro, Isabel Allende ci porta per mano alla scoperta della cucina afrodisiaca: la scrittrice cilena scrive di ricette che esaltano i sensi, di amore e di sesso. E quale musica è più sensuale, calda ed "afrodisiaca" di un tango argentino – latinoamericano, peraltro, come l'autrice - ? Questo intreccio di note e corpi che mimano il rapporto amoroso potrebbe essere la giusta colonna sonora per chi volesse provare la "omelette dell'imperatrice" o la "zuppa afrodisiaca del maestro agopuntore"...!

TangoIl tango nasce alla fine dell'Ottocento a Rio de la Plata, tra Argentina e Uruguay. In questa zona sbarcano orde di immigrati, tra cui moltissimi italiani, che creano propri quartieri e inventano addirittura un proprio slang, il lunfardo (misto di diverse lingue, soprattutto italiano e francese), che diventerà poi la lingua del tango cantato.
La parola "tango" significa probabilmente "danza africana",  anche se ancora oggi restano aperte tantissime ipotesi, e starebbe ad indicare non solo la danza in sé, ma anche il luogo dove la danza viene ballata e gli strumenti (tamburi) con i quali viene suonata.
Gli influssi da cui il tango nasce, nei vicoli di Buenos Aires, sono molteplici: danze portuali locali (creole e nere) con il ritmo dell’habanera (di origine cubana e spagnola, portata in America latina dagli schiavi liberati) e melodie di musiche popolari italiane e spagnole.
In origine, il tango viene suonato in piccole orchestre ambulanti formate da flauto, chitarra e violino (talvolta, anche mandolino), ai quali si aggiunge il pianoforte una volta che il tango fa il suo ingresso negli ambienti borghesi e nei locali.
Il tango è carico di un erotismo di tipo nuovo, che supera le barriere sociali del tempo, e per questo fa molto discutere, non solo in America latina ma anche in Europa, dove nel frattempo si diffonde. Diventa, tuttavia, necessario de-naturalizzare e "addomesticare" questo ballo, trasformare un <<dondolio di selvaggi>> in un <<flirt elegante di gambe raffinate e discrete>>, decisamente più adatto ai salotti e soprattutto alla morale.
Sotto questa nuova maschera, i salotti parigini accolgono il tango, fino a spingerlo alle più alte sfere: durante i "tè-tango", le "cene-tango" o gli "champagne-tango", celebri personaggi come Ricardo Güiraldes, Gabriele D'Annunzio ed Ida Rubinstein vi si cimentano, lanciandone la moda. Negli anni successivi, si diffonde e si naturalizza al punto di avere dei caratteri specifici nel Regno Unito, in Finlandia, in America e addirittura in Giappone.
Ormai del tango porteño rimane ben poco, mentre dilagano principalmente due versioni, quello europeo e quello americano, codificato in seguito da Rodolfo Valentino nel film muto del 1921, "Four Horsemen of the Apocalypse" di Rex Ingram. Le immagini tipiche di questi stili sono: cadute del busto all'indietro, movimenti di scatto della testa, il braccio teso perpendicolarmente al corpo. Il tutto accompagnato da una fisarmonica, una chitarra, un pianoforte e due violini.
Lo strumento principe del tango, sin dagli inizi del Novecento, è però il bandoneón, particolare fisarmonica inventata da Heinrich Band nel 1846 per sostituire l'organo nella liturgia delle chiese meno abbienti. Dalla Germania, approda per la prima volta in Sudamerica, a Buenos Aires, a bordo di una fregata svedese, barattato per una bottiglia di liquore da un marinaio squattrinato!
Se, fin dalle sue origini, l'influsso italiano è determinante, ancor più lo è negli anni successivi: infatti, i maggiori compositori di tango, nella sua epoca d'oro (dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento), sono italiani o di origine italiana: Anibal Troilo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, Enrique Delfino e tanti altri ancora. In tempi più recenti, Astor Piazzolla ha pure origini italiane - pugliesi e toscane.
Tra le due guerre, il tango diventa una musica folkloristica e di moda; grazie alla comparsa della radio, il tango-cançion (il "tango-canzone") si diffonde proprio in tutto il mondo, facendo concorrenza al jazz. Durante la seconda guerra mondiale, mentre il tango in Europa viene ascoltato anche da Hitler e Mussolini, paradossalmente a Rio de la Plata il tango tradizionale porteño viene isolato.
Il declino prosegue nel dopoguerra, quando la musica rock, e lo slow in particolare, surclassano le musiche popolari locali, tra cui anche il tango - nelle sue mille sfaccettature e rielaborazioni -, che sopravvive solamente come ballo da competizione o, semplicemente, come ballo per nostalgici.
PiazzollaCon l'avvento della "avanguardia", e di Astor Piazzolla (1921 – 1992) in particolare, il tango riprende vita. Conosciuto anche da chi di tango proprio non se ne intende e criticato fortemente da alcuni che di tango invece se ne intendono (che lo hanno addirittura battezzato "l'assassino del tango"), Piazzolla da un lato contribuisce alla sua riscoperta, dall'altro lo innova profondamente creando il tango nuevo, sintesi dei sottostili di tango porteño, jazz, barocco e musica classica moderna, e soprattutto cerca di svincolare la musica di tango dal ballo. Il risultato è un tango erudito -  con una scrittura raffinata e complessa - ma dal sapore genuino, in cui vengono cancellate le differenze tra musica popolare e musica colta: la musica di Piazzolla è <<un miscuglio di ferocia e tenerezza, che fa sudare i musicisti e provoca lacrime e pelle d'oca negli ascoltatori>> [Pelinski]
Negli anni Ottanta, con l'avvento della globalizzazione, il tango argentino dialoga con i nuovi generi musicali e si diffonde in maniera diversa grazie ad internet, le nuove telecomunicazioni, gli spazi urbani moderni. I musicisti argentini collaborano con altri artisti e musicisti, il tango diventa parte integrante di molti spettacoli – o, addirittura, protagonista in "Tango argentino” di Claudio Segovia e Héctor Orezzoli, tutto esaurito a Parigi e Broadway - ed emerge in ogni forma artistica, dal cinema al teatro, dai festival alle orchestre sinfoniche.
Forse è anche a seguito di questa nuova e grande popolarità che, nel 2009, è stato proclamato "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO. Nonostante si sia oggi adattato ad un mondo dove è estremamente facile lo "zapping musicale" tra musiche di diverso genere e provenienza, il tango non smette mai di stupire per la sua espressività, libertà ed eleganza...

Ascolti suggeriti:

 

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

Fonti:

Kuri Carlos, Piazzolla. La musica límite, Corregidor, Buenos Aires, 1992

Pelinski Ramón, Migrazioni di un genere: il caso del tango, Einaudi, Torino 2006

Rossi Vicente, Cosas de negros, Imprenta, Buenos Aires 1926

Toti Francesca, La vera storia del tango argentino, 2010

Le Garzantine Musica

Informadanza.com

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