Come spesso accade, con il passare del tempo le commemorazioni si allontanano dallo spirito originario che le ha fatte nascere e diventano momenti di festa e divertimento. Prima di essere il giorno della Festa del Lavoro, il Primo maggio è stato il giorno della commemorazione dei Martiri di Chicago e delle lotte socialiste e anarchiche per il conseguimento dei diritti fondamentali dei lavoratori, come ad esempio la giornata lavorativa di otto ore. Vediamo quindi da dove è nata questa festività facendoci aiutare dai libri.

Lunchtime atop a skyscraperInnumerevoli sono i saggi, gli articoli e i testi scritti sull'argomento, ma la mia attenzione è caduta su un'opera in particolare, proposta in Italia soltanto nel 2009 con il titolo Primo Maggio: i martiri di Chicago (Milano, Zero In Condotta), scritta dallo spagnolo Ricardo Mella nel 1889. Si tratta di una rassegna che offre sia una panoramica dettagliata delle lotte sindacali negli Stati Uniti d'America che hanno portato poi alle stragi del 3-4 maggio 1886, sia una descrizione seppur sommaria del processo che condannò numerosi anarchici l'11 novembre 1887 per gli eventi dell'anno prima.
Innanzitutto bisogna dire che già dal 1882 veniva celebrata una giornata di festa per i lavoratori, organizzata per la prima volta a New York il 5 novembre dai Cavalieri del Lavoro (Knights of Labor) e poi proposta dal 1884 in poi come festività annuale da celebrarsi il Primo maggio di ogni anno. Il giorno di festa fu subito accolto positivamente in tutti gli Stati Uniti d'America e il Primo maggio 1886 a Chicago i sindacati ne approfittarono per indire uno sciopero dei lavoratori della città per i giorni successivi.
La mattina del 3 maggio 1886 quindi tutti i lavoratori della città si riunirono all'ingresso della fabbrica di macchinari agricoli McKornick per chiedere la giornata lavorativa di otto ore come diritto inalienabile (chiedevano che una giornata fosse divisa in 8 ore lavorative, 8 ore di svago, 8 ore per dormire), ma le forze dell'ordine arrivarono con violenza ad interrompere i manifestanti e numerosi furono gli uomini che morirono quel giorno.
Per rispondere alla brutalità della repressione, gli anarchici locali organizzarono una protesta il giorno successivo, riunendo gli operai manifestanti nella grande piazza dove si teneva abitualmente il mercato delle macchine agricole, Haymarket Square (la protesta è infatti anche nota come rivolta di Haymarket). Quando i poliziotti arrivarono per chiudere nel sangue il secondo giorno di scioperi, un'esplosione proveniente dalla folla contro le forze dell'ordine fece degenerare la situazione e anche alcuni militari persero la vita negli scontri di quel giorno.
Il processo che fu intentato contro gli anarchici organizzatori dello sciopero prima e della rivolta poi portò alla condanna a morte di sette esponenti, quattro dei quali furono effettivamente giustiziati. Da quel momento in poi a nulla valsero i tentativi del presidente americano Cleveland per ricondurre la festa del Primo maggio alle manifestazioni dei Cavalieri del lavoro nel tentativo di evitare una forte ascesa politica dei partiti socialisti: gli avvenimenti di Chicago diventarono il simbolo della lotta operaia di tutto il Paese e la festività oltrepassò ben presto i confini degli Stati Uniti d'America.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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