Salone del Libro di Torino - Ed. 2013Proprio a maggio, il "mese dei libri" ed il mese del Salone del Libro di Torino, l'Istat ha reso noto il report, relativo agli ultimi due anni, su produzione libraria e lettura in Italia. Le rilevazioni mostrano solo lo 0,7% di lettori in più ed il 9,4% di titoli pubblicati in meno. Due dati che paiono però essere smentiti dai risultati del Salone torinese, che ha ottenuto addirittura il 4% di accessi in più rispetto alla scorsa edizione.

 

Istat

Il 16 maggio è stata una giornata densa di avvenimenti: mentre l'Istat pubblicava le sue tanto attese statistiche sul mondo dei libri, si inaugurava il Salone del Libro di Torino, alla presenza di autorità e con un video messaggio di Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha, in pochi minuti, delineato la situazione in cui versano la lettura e, più in generale, la cultura nel nostro paese, con uno sguardo in particolare, ovviamente, alla storia del Salone torinese. "Se possiamo compiacerci del fatto che in 25 anni di vita si sono triplicati i visitatori del Salone, e più che raddoppiati gli espositori, non possiamo non tornare a riflettere su una debolezza di fondo della nostra realtà culturale: in Italia si legge troppo poco". Che gli italiani leggano poco non è una novità. Ma se a confermarlo è anche l'Istat, dati alla mano, allora c'è da rifletterci un po' meglio. Solo il 46% degli italiani ha letto, negli ultimi dodici mesi, almeno un libro per motivi non strettamente connessi a studio o lavoro. E anche chi legge, legge comunque troppo poco: solamente il 14,5% ha letto dodici o più libri in un anno. Per il resto, non ci sono variazioni significative: leggono più le donne degli uomini, si legge più al Nord che al Sud (anche se nel Mezzogiorno si è registrato un aumento di un punto e mezzo percentuale rispetto allo scorso report), la fascia d'età con più "lettori forti" è quella dei ragazzi dagli 11 ai 17 anni. Proprio con riguardo a bambini e ragazzi, l'Istat rileva come sia fondamentale la presenza in famiglia di genitori lettori: legge il 77,4% di chi li ha, mentre solamente il 39,7% di chi ha i genitori che non leggono. Giorgio Napolitano prosegue poi il suo intervento auspicando che "la dovuta attenzione mediatica sul Salone costituisca uno stimolo per applicarci a contrastare un fenomeno tanto negativo" come quello della carenza di lettori. Può bastare così poco? Quel che è certo è che questa ventiseiesima edizione del Salone del Libro di Torino è stata un successo: +4% di ingressi e +20% di vendite rispetto alla scorsa edizione, oltre 70.000 spettatori agli incontri con gli autori. Senza considerare aspetti che noi lettori ignoriamo, ma che hanno importanza vitale per l'editoria. Sono state, infatti, concluse importanti trattative: "Un uomo" di Oriana Fallaci, ad esempio, è stato venduto a Dudaj Publishing (Albania), "Non so niente di te" di Paola Mastrocola a Bertelsmann (Germania), "Cocaina" di Carlotto-Carofiglio-De Cataldo ad una casa editrice inglese. Insomma, il Salone del Libro di Torino si è confermato punto di riferimento e player internazionale e, come ha osservato lo stesso Napolitano, sembrerebbe davvero essere "una risposta alle sfide di una crisi economica all'interno della quale anche l’editoria sta soffrendo della generale riduzione dei consumi".Anche l'Istat, effettivamente, conferma che la produzione libraria è in calo: -9,4% di titoli pubblicati (con un picco del -19,5% nelle piccole case editrici) e -5,9% di tirature. A parere degli oltre duemila editori intervistati, i principali fattori di ostacolo alla lettura sono la mancanza di efficaci politiche di educazione alla lettura (46,3%) ed il sostegno inadeguato alla piccola editoria (31,5%). Basti pensare, infatti, che i piccoli e medi editori (cioè quelli che pubblicano meno di cinquanta titoli all'anno) rappresentano il 90% degli editori in Italia, ma sono i grandi editori a pubblicare oltre i tre quarti dei libri.In questo contesto, ci sono poi le piccole librerie indipendenti e c'è il libraio. Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro, sottolinea come manchi, in questo momento in Italia, la figura del libraio, e lo fa con un paragone azzeccatissimo: "Il libraio deve essere come l'oste. Deve accogliere sulla soglia e introdurre il cliente al buon cibo. Se l'oste non è bravo la trattoria non funziona". Giorgio Napolitano, invece, dal canto suo, ha ringraziato i librai, che "portano avanti spontaneamente e generosamente una sorta di istruzione permanente nel nostro paese". E chissà che, grazie a qualche buon libraio, il prossimo report dell'Istat non ci dia qualche buona notizia in più!

Fonti:

Video messaggio del Presidente Giorgio Napolitano al Dott. Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro

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Salone del Libro di Torino

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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