Il Club del Libro, per il mese di giugno 2013, ha deciso di approfondire un'autrice che le sta a cuore e che lo scorso anno si è aggiudicata anche il premio di Libro d'Oro 2012: Oriana Fallaci. Questa volta la scelta è caduta su uno dei lavori più famosi della scrittrice fiorentina, Se il sole muore, che analizzando gli anni dei primi viaggi nello spazio con interviste e cronache puntuali ed interessanti, affronta soprattutto il tema del divario generazionale tra i giovani votati al futuro e i genitori gelosi custodi della tradizione, conservatori dell'antichità. I primi viaggi nello Spazio hanno fatto progredire la scienza, la tecnologia, l'astrofisica e l'astronomia, ma la Luna è sempre stata un punto di riferimento importante per l'uomo di qualsiasi epoca, quindi cerchiamo di approfondire, seppur sinteticamente, il legame che c'è sempre stato tra la Terra e il suo satellite.

Geroglifico di IsideInnanzitutto bisogna dire che la Luna da sempre è collegata alla sfera della fertilità. Il motivo principale non è tanto l'ovvia contrapposizione con il Sole, quindi con l'universo maschile, quanto più la ciclicità quasi identica a quella mestruale (un ciclo lunare dura infatti 29 giorni; un ciclo mestruale regolare 28). Per questo motivo dalle culture preistoriche in avanti i riti religiosi collegati alla Luna sono sempre stati invocazioni di fertilità per le donne e il terreno.
In contrapposizione con il Sole, poi, la Luna è sempre stata considerata la regina della notte. In pratica, dunque, la Luna è stata collegata ai riti magici, all'irrazionale, alla passione, all'occulto. Ancora oggi, ad esempio, la letteratura e il cinema sono "infestati" da licantropi ed altri esseri che di notte si trasformano in bestie: ancora ci affascinano quegli uomini che crediamo capaci di trasformarsi in lupi durante le notti di luna piena, traendo l'energia per questa trasformazione dalla Luna stessa. Le origini di questi miti sono antichissime e affondano le loro radici proprio nella concezione di mistero e di superstizione a cui il nostro satellite da sempre rimanda.
A questo proposito non possiamo non ricordare una delle opere più famose della letteratura latina, Le metamorfosi di Apuleio, la storia cioè di un uomo che per colpa della sua curiosità viene trasformato in asino dalla magia e che solo dalla magia può essere salvato. Uno solo è l'antidoto al male che lo ha colpito e Lucio, questo il nome del protagonista, dopo mille peripezie riesce ad entrarne in possesso e ad usarlo: si tratta delle rose che adornano la statua della dea egizia Iside, la quale gli appare in sogno per dirgli di essere stato finalmente purificato e di poter ritornare umano.
La cultura e la mitologia egizie identificavano Iside con la Luna e infatti questa divinità era invocata proprio come protettrice e garante della fertilità e della maternità. Iside poi era anche associata alla magia e all'occulto: secondo la mitologia infatti essa, aiutata dalla sorella Nefti, riassemblò il corpo di Osiride, suo fratello e sposo ucciso e smembrato dall'invidioso fratello Seth, riportandolo alla vita grazie ai poteri magici e curativi di cui era in possesso. Per questo il suo nome fu sempre associato all'occulto e all'oltretomba.
Il Cristianesimo, che dal suo avvento in poi ha rivoluzionato e modificato la cultura e la civiltà, non poteva che fare proprio tra gli altri questo aspetto tanto importante per l'uomo del tempo. La religiosità dei primi cristiani si modellò come era naturale sulla cultura preesistente e come è prevedibile la figura cristiana che sostituì Iside nel suo ruolo di donna e madre fu Maria, una vergine cioè che partorisce una divinità. Poiché dunque i primi cristiani identificavano Cristo con il Sole (si pensi alla festività pagana del Sol Invictus che divenne la festa della nascita di Cristo, cioè il Natale), la Madonna venne associata alla Luna, prendendo però solo una parte delle antiche tradizioni, liberandosi cioè dell'elemento magico e occulto (il Cristianesimo separò definitivamente la magia dalla religione arrivando a condannarla e nemmeno tollerarla, come si legge ad esempio nelle lettere di Paolo contenute nel Nuovo Testamento). (nota 1)
Madonna della Luna, presso il "Santuario del Getsemani" di Capaccio (SA)Liberata dalla magia, la Luna cominciò ad essere un'importante fonte di ispirazione per artisti e scrittori, diventando forse una delle principali muse ispiratrici per gli artisti. D'altro canto anche la scienza, soprattutto dal Rinascimento in poi, iniziò ad interessarsi in maniera più approfondita al satellite terrestre. Non che prima non si fosse studiata scientificamente la Luna, ma è dal XVII secolo in poi che si può parlare di astronomia come la intendiamo noi oggi. Al 1609 risalgono infatti le prime osservazioni della Luna effettuate con il primo telescopio da Galileo Galilei e Thomas Harriot. I due celebri scienziati puntarono questo nuovo strumento verso il cielo e, dall'immagine che poterono osservare, trassero le famose rappresentazioni della superficie lunare che tanto somigliano alle foto scattate dai satelliti che noi oggi lanciamo in orbita per studiare lo spazio.
Da qui ha preso il via il lungo lavoro di ricerche scientifiche e di scoperte nel campo matematico, fisico e tecnologico che hanno portato, nel 1903, alle prime ipotesi di un razzo a combustibile per raggiungere il satellite terrestre. Queste ipotesi furono avanzate dal russo Konstantin Tsiolkovsky, ma rimasero tali per altri due decenni, fino a quando cioè Robert Goddard e Hermann Oberth iniziarono a costruire i primi modellini e prototipi missilistici.
Dagli studi di Oberth, Wernher von Braun, il suo allievo più brillante, poté progettare il noto missile V-2, utilizzato a scopo bellico durante la Seconda Guerra Mondiale. Da qui, alla fine del conflitto, le scoperte tecnologiche in campo astronomico si susseguirono a ritmo incessante e, con lo scoppio della Guerra Fredda, le due superpotenze mondiali, USA e URSS, intrapresero quella corsa all'armamento missilistico per scopo bellico e di supremazia scientifica che portò ai primi viaggi sulla Luna e all'identificazione dello Spazio come la nuova frontiera scientifica.

Note
(1) Poiché il Cristianesimo è un credo monoteista, la Madonna non possiede il carattere di divinità come Iside e per questo perde, almeno a livello teologico l'aspetto di protettrice della fertilità. Tuttavia essa viene comunque invocata dai credenti nel suo ruolo di madre e col tempo anche il Cristianesimo ha ripreso l'aspetto politeistico proprio della cultura pagana precedente: i santi non sono divinità, ma la teologia li struttura in una gerarchia che li pone comunque al di sopra dell'essere umano e che dà loro la possibilità di intervenire sui vari campi della vita umana, compito che prima del Cristianesimo spettava alle divinità. Molte sono le figure femminili in questo caso che vengono invocate dai credenti come protettrici e garanti della fertilità, soprattutto la vergine martire Margherita cui si rivolgevano in preghiera le donne che attraversavano parti difficili. A livello teologico l'argomento necessiterebbe di ulteriori approfondimenti: l'invocazione ai santi presuppone comunque l'intervento di Dio perché il santo non agisce, ma intercede presso Dio che poi effettivamente agisce, come unico possessore della divinità. Qui si vuole invece solo sottolineare come la cultura preesistente abbia ovviamente influenzato la neonata religione cristiana, così come avvenne per l'identificazione concettuale della Madonna con l'egizia Iside e di Cristo con il romano Sole Invincibile.

Libro consigliato:
Scott L. Montgomery, Luna. Segreti e misteri del nostro satellite, Vercelli, White Star, 2009

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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