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Premio Strega 2013A quasi due mesi dalla selezione, da parte del Comitato Direttivo del Premio Strega, dei 12 semifinalisti di questa 67esima edizione, il 12 giugno presso Casa Bellonci si sono riuniti i 400 Amici della Domenica che, insieme ai 60 lettori forti segnalati dalle librerie di tutta Italia, hanno votato i finalisti. Poche le sorprese: nella cinquina, infatti, trovano posto tutti i favoriti, ad eccezione di Busi. Come di consueto, invece, tante le polemiche...

I finalisti del Premio Strega 2013Walter Siti, con il suo "Resistere non serve a niente" (Rizzoli), già da molti dato per vincitore di questa edizione del Premio Strega, arriva secondo con 66 voti, tre in meno di Alessandro Perissinotto con "Le colpe dei padri" (Piemme). Due storie particolari: da un lato quella di un ragazzo obeso, matematico mancato, che si ritrova immerso nella "zona grigia" tra finanza e criminalità; dall'altro quella di un uomo di affari di successo dalla vita perfetta che scopre di avere un sosia e, andando alla ricerca dei perché, vedrà crollare tutte le sue sicurezze.
Si aggiudicano 49 voti "Figli dello stesso padre" (Longanesi) di Romana Petri, storia di due fratellastri sui quali pesa molto la figura del padre, e 45 voti Paolo Di Paolo con "Mandami tanta vita" (Feltrinelli), romanzo attraverso il quale viene raccontata la vita di Piero Gobetti. Inaspettata solamente l'ultima posizione della cinquina finalista: "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco, con 36 voti, storia drammatica di due futuri genitori, storia di "un mondo che si lacera come carta velina".
Non ce la fanno, tra gli altri, "Apnea" di Lorenzo Amurri, "Cate, io" di Matteo Cellini (vincitore, però, del Premio Campiello Opera Prima) ma soprattutto Aldo Busi con "El especialista di Barcelona". Lo scrittore, nelle scorse settimane, aveva attaccato duramente prima il suo editore, per averlo supportato poco, e poi il premio... niente di cui stupirsi, dunque, se ha collezionato solamente 18 voti. Il primo tra gli esclusi, Gaetano Cappelli, si dice arrabbiato e apre un'infuocata polemica - affatto nuova, peraltro - su quanto pesino gli editori (<<Non vince il libro, ma l'editore>>) al Premio Strega. Confessa di aver accettato la candidatura (per la terza volta, ndR) solamente perché Rcs, gruppo di cui fa parte Marsilio Editore, aveva "promesso un aiuto"... aiuto che poi non è arrivato, come dimostrano i 27 voti conquistati dal suo "Romanzo irresistibile della mia vita vera". E tutti i torti forse Cappelli non li ha, se si pensa che Emanuele Trevi, scrittore arrivato secondo alla scorsa edizione del Premio Strega con il suo "Qualcosa di scritto", questa primavera ha rassegnato le proprie dimissioni da giurato proprio per il peso che le case editrici hanno nelle selezioni.
Ma, se questo non bastasse, ci sono anche gli autori a battibeccare tra loro: Aldo Busi che dà degli analfabeti agli altri candidati, Cappelli che definisce Busi un "bifolco alfabetizzato" ed il libro di Siti "illeggibile".
Si vocifera, intanto, che sia già stato deciso per accordi tra case editrici il vincitore, proprio Walter Siti. In questo clima rovente, non resta che aspettare il 4 luglio...

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Fonti: Fondazione Bellonci, La Stampa

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