Portici di CartaCome vi avevamo anticipato la scorsa settimana, Fabio Geda ha partecipato alla settima edizione di Portici di Carta, manifestazione quest'anno dedicata a Beppe Fenoglio. Ed è proprio su Fenoglio che è incentrata questa riflessione su ciò che i Portici hanno significato per Geda: è lui stesso a parlare – questa volta non autore intervistato, ma redattore d'eccezione per il Club del Libro – e condividere con noi ciò che più ammira dello scrittore di Alba e ciò che più gli è rimasto nel cuore di questa esperienza.

Fabio Geda"Il 18 febbraio 1963 moriva Beppe Fenoglio. A cinquant'anni dalla sua scomparsa Portici di Carta ha dedicato allo scrittore di Alba questa sua settima edizione e io, insieme a Paolo di Paolo e a Ernesto Ferrero, mi sono ritrovato seduto accanto alla figlia di Beppe, Margherita, per tentare di spiegare il motivo per cui la popolarità di Fenoglio non sembra avere fine. Anzi, aumenta. E la risposta - una tra le tante - è secondo me nascosta in uno scambio di opinioni tra Calvino e Vittorini, successivo alla presentazione all'Einaudi, da parte di Fenoglio, del suo libro "La paga del sabato". Il manoscritto viene prima letto da Italo Calvino, che ne dà un giudizio sostanzialmente positivo, e poi da Elio Vittorini che lo rifiuta, adducendo come motivazione il fatto che la tecnica narrativa fosse, a suo modo di vedere, eccessivamente cinematografica. "L'ultima parte del Fenoglio mi persuade meno" scrive Vittorini a Calvino il 27 novembre di quell'anno. "Diventa sempre più film e non sa più essere altro che film." Mentre lo stesso Calvino venti giorni prima aveva detto: "Lui spiega tutto coi fatti, con una moralità tutta implicita; quando non è alle prese con una situazione psicologica fa del cinema, ma del buon cinema." Ecco cosa penso. Penso che lo stile asciutto che contraddistingue le pagine di Fenoglio ha retto la prova del tempo molto meglio di quello di altri suoi contemporanei, che sembrano oggi parlarci dal fondo di una cassapanca. Fenoglio no. Fenoglio lo si sente vicino come ci sono vicini gli autori che hanno curato e ricercato l’essenzialità del gesto, arrivando a governarne il cuore, la polpa. Queste riflessioni, insieme agli occhi splendenti di Margherita Fenoglio, è ciò che mi porto a casa dai Portici di quest'anno."

Un grande ringraziamento a Fabio Geda per la sua consueta gentilezza e disponibilità da parte di tutto lo staff del Club del Libro.

(articolo a cura di Fabio Geda)

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