Con la Rivoluzione industriale, avvenuta tra il 1760 ed il 1830, l'Europa intraprende una strada che sconvolgerà non solo il sistema produttivo ed economico nel suo insieme, ma anche l'intero sistema sociale. In questi anni di grande fermento, che vedono anche i protagonisti del Libro del mese di ottobre "Un luogo chiamato libertà" avvicendarsi tra intrighi, amore e coraggio, nasce a Monaco di Baviera Theobald Boehm, destinato a compiere la Rivoluzione del flauto.

Flauto BoehmIl flauto ancora oggi appartiene, in orchestra, alla categoria dei legni. Come mai, visto che il moderno flauto traverso è costruito in metallo (alpacca, argento e, addirittura, oro)?
Prima che Theobald Boehm si mettesse in testa di costruire il flauto perfetto, questo strumento era interamente costruito in legno e, solamente nei primi anni della Rivoluzione industriale, si cominciò ad inserire alcune chiavette metalliche con la funzione di facilitare la chiusura dei fori e permettere quindi al flautista di suonare in maniera più agevole. Tuttavia, il flauto continuava a restare uno strumento stonato (celebre è l'opinione di Mozart, che alla domanda "Che cosa c'è peggio di un flauto?" rispose "Due flauti!"), difficile da suonare e di conseguenza poco diffuso, ed anzi spesso sostituito in orchestra dall'oboe.
Theobald Boehm, nato nel 1794 da padre orafo e gioielliere, già a tredici anni aveva una fervente passione per la tecnologia e la musica. Applicò quindi il suo genio alla sua abilità e costruì a soli sedici anni, nel 1810, il suo primo flauto "modificato".
Da quel momento in poi, dedicò la sua intera vita al miglioramento del flauto, affiancando gli esperimenti ad una vivace attività compositiva (la prima opera è datata 1820) e concertistica. Fece diverse tournée in giro per l'Europa ed è proprio di queste occasioni che approfittava per promuovere il suo flauto e confrontarsi con altre personalità del periodo, che facevano i suoi stessi esperimenti. Nel frattempo, aprì un laboratorio per la costruzione di flauti con il suo marchio a Monaco.
Nel 1831 sviluppò un nuovo modello, perfezionato con decisamente più successo l'anno successivo: si trattava di uno strumento ancora "vecchio stampo" in quanto in legno, ma con alcune importanti modifiche: Boehm aveva, infatti, riorganizzato i fori rendendoli più grandi e risistemandone la posizione nel tubo, e studiato un sistema di chiavi che permetteva di controllare ben 14 fori con sole nove dita.
Negli anni successivi e fino al 1847, Boehm sperimentò in svariati campi oltre al flauto, con invenzioni e brevetti quali la disposizione intrecciata delle corde del pianoforte, nuovi metodi estrattivi e di raffinamento del ferro, un telescopio per la determinazione degli incendi notturni, ecc.
Theobald BoehmNel 1847, appunto, venne compiuto l'ultimo decisivo passo verso la Rivoluzione del flauto. Il nuovo flauto era metallico e non più di legno (quindi più leggero e maneggevole, più facile da suonare e da conservare, con un suono più brillante ed adatto per gli ambienti grandi, nei quali il flauto in legno stentava a farsi sentire), cilindrico e non più conico (per una migliore intonazione), forato in maniera scientificamente precisa ed una meccanica unica nel suo genere.
Questo prototipo di flauto è quello che, con alcune piccole modifiche, oggi viene utilizzato di norma e che tutti noi conosciamo come flauto traverso.
Inizialmente, però, incontrò molta resistenza da parte dei flautisti contemporanei, che non erano disposti, nonostante gli svariati vantaggi che avrebbero potuto ottenere con il flauto Boehm, ad imparare a suonare uno strumento completamente nuovo. Infatti, il flauto Boehm era talmente diverso dal flauto originario da richiedere uno studio particolare ed ex novo.
Tuttavia, il nuovo flauto riscosse successo all'estero, soprattutto grazie agli alunni di Boehm ed ai premi e riconoscimenti ottenuti alle Esposizioni Universali di Londra e Parigi.
Come già accennato, Boehm era anche un compositore e spesso le sue musiche erano scritte appositamente per dar sfoggio delle capacità dei flauti di sua costruzione, non mancando comunque di orecchiabilità e fine gusto musicale, caratteristiche di cui i brani selezionati sono un perfetto esempio.

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

Grande Polonaise Op.16

Variations sur l'air allemand «Du, du liegst mir im Herzen» Op.22

Variations sur l'air «Nel cor più non mi sento» de l'opéra «La Molinara» de Paisiello Op.4 - Parte 1 (in un riarrangiamento per flauto e chitarra, mentre l'originale è per flauto e pianoforte)

Variations sur l'air «Nel cor più non mi sento» de l'opéra «La Molinara» de Paisiello Op.4 - Parte 2

Adagio dal Concerto per il flauto di nuova costruzione Op.47

Fonti

Gelsomino Sergio,Theobald Boehm e la rivoluzione del flauto: percorso alla riscoperta del n. 56, 2010

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail