Il Libro del Mese di ottobre 2013, Un luogo chiamato libertà di Ken Follett, ci permette di approfondire un momento molto importante della storia dell'umanità, un momento in cui le lotte per la libertà e i diritti dei lavoratori oppressi dai grandi proprietari e dalle lobby economiche ebbero come conseguenza la nascita di una delle più grandi potenze internazionali del mondo: gli Stati Uniti d'America.

Boston Tea PartyLa vita nelle colonie americane del XVIII secolo stava diventando sempre più onerosa ed esosa. L'Inghilterra continuava ad imporre nuove tasse sui beni di scambio: prima sullo zucchero, poi sul caffè, poi sul vetro, poi sulla carta... La cosa peggiore, tuttavia, non era la tassazione in sé, ma l'obbligo di commerciare esclusivamente con la madrepatria. Questo significava che soltanto le navi britanniche potevano attraccare e scaricare le proprie merci nei porti americani e di conseguenza non poteva essere effettuato nessun tipo di commercio con le navi di altri paesi, che vendevano i propri prodotti a prezzi inferiori e più convenienti.
Il disagio toccò l'apice agli inizi degli anni Settanta. Il governo britannico favorì in modo incondizionato la Compagnia inglese delle Indie Orientali e il suo commercio di tè proveniente dalla Cina. La Compagnia era composta dai massimi esponenti della lobby economica dell'aristocrazia inglese e per gli abitanti delle colonie questo era il sintomo di un problema politico, prima che economico: i coloni, infatti, non avevano alcuna rappresentanza nel Parlamento di Londra. Per questo motivo i coloni, guidati da figure influenti come John Hancock e Samuel Adams, boicottarono il commercio di tè con la Compagnia e favorirono il contrabbando e l'acquisto, illegale per le leggi britanniche, dalle navi olandesi.
La Compagnia delle Indie subì notevoli danni economici e chiese al governo di poter commerciare con le colonie americane senza poi dover pagare le tasse a Londra. Pur di evitare il commercio con le navi di altri paesi, il governo accettò la proposta della Compagnia delle Indie, evitando di ricevere proventi dalla vendita di tè e dando completamente il potere alla Compagnia promulgando il Tea Act. Ora la Compagnia poteva vendere il suo tè a prezzi convenientissimi, addirittura più convenienti del contrabbando, ma i coloni sentivano di essere stati manipolati dal governo inglese e decisero quindi ugualmente di mettere in atto una dimostrazione di forza nei confronti di un potere superiore.
I coloni dunque continuarono a boicottare il commercio di tè con la Compagnia delle Indie. Nel  dicembre 1773 attraccarono al porto di Boston tre navi, ma gli scaricatori si rifiutarono di portare a terra le casse di tè. I governatori delle colonie decisero quindi di bloccare il porto e di lasciarvi le navi all'interno finché non fossero state scaricate, ma per tutta risposta gli scaricatori salirono sulle imbarcazioni e ne gettarono in mare il contenuto al grido di "no taxation without representation" (niente tasse senza rappresentanza politica).
L'episodio, passato alla storia come Boston Tea Party, oltre ad essere stato considerato una delle prime scintille della rivoluzione americana, ha segnato un grande passo in avanti nel campo dei diritti dei lavoratori, che finalmente avevano dato agli aristocratici una dimostrazione di forza che non poteva di certo essere ignorata. L'episodio scatenò una reazione durissima da parte del governo britannico, che bloccò il porto di Boston cercando di imporre il risarcimento per i danni subiti. Per tutta risposta i coloni, che avevano continuato ad evitare il commercio del tè, arrivarono nell'autunno del 1774 a boicottare sistematicamente il commercio di qualsiasi altro materiale con la madrepatria.
Il governo inglese cercò di recuperare offrendo la cancellazione del debito a tutte le colonie che avessero accettato di riprendere rapporti commerciali con la madrepatria. I coloni, però, si rendevano conto di poter ottenere molto di più e nella primavera del 1775 ebbe inizio la guerra di indipendenza vera e propria che portò, l'anno successivo, alla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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