Di certo non ve lo sareste mai aspettato, ma il petrolio è un argomento che accomuna scrittori e scienziati, due universi che sembrerebbero distantissimi tra loro. Ma perché? Il petrolio cos'è e perché sembra essere così importante per l'uomo? Perché addirittura Pasolini si è scomodato a riempire pagine su pagine di ricerche sull'oro nero?

Pierpaolo PasoliniIl petrolio, scientificamente, è una materia organica liquefatta derivata dalla composizione di un immenso deposito di alghe e plancton che risale a cinquanta milioni di anni fa, in condizioni che non si ripeteranno mai più: quindi, una fonte non rinnovabile. In realtà cos'è per noi? Per noi si traduce in benzina, asfalto, ma anche tessuti acrilici, nylon, plastiche, creme solari, dentifrici, trucchi e gomme da masticare, ed addirittura aspirina e ibuprofene.
Libri e libri sono spesi sulla domanda: quanto petrolio c'è? Secondo la teoria del picco di Hubbert del 1956, il petrolio sarebbe arrivato al picco di estrazione a fine Novecento per poi calare fino ad esaurimento. Oggi, tra gli scienziati, c'è chi dice che il picco è stato negli anni '70, chi nel 2004, chi 2010 e chi dice che sarà nel 2030... o più avanti, se risparmiamo. La verità è che non lo possiamo sapere, essenzialmente per due motivi. Innanzitutto, il petrolio non è facile da trovare: spesso i ritrovamenti sono stati casuali, poiché si trova in grandi profondità e non ci è dato sapere dove si è formato. In secondo luogo, le compagnie petrolifere mantengono alti i numeri di potenziali riserve per mantenere alta la quotazione in borsa. A rigor di logica, possiamo dire che c'è n'è molto meno di quel che ci raccontano...
L'unica cosa certa del petrolio è che prima o poi finirà. E allora perché oggi, che mandiamo razzi su Marte, non sfruttiamo adeguatamente le tecnologie per sostituire completamente questa risorsa?
Ci sono diversi autori che si sono occupati dell'oro nero, fornendo un quadro preciso di cosa c'è dietro e di come fare a non esserne più dipendenti.
Pozzi di petrolioPier Paolo Pasolini si stava cimentando in una ricerca sugli anni '70 e il petrolio, pubblicata postuma nel 1992 ed intitolata appunto Petrolio. Quello che ne resta oggi è solo una parte di quello che doveva essere un resoconto di 2000 pagine sull'Italia ed i complotti che ruotano intorno a questa fonte energetica.
Leonardo Maugeri nel suo libro L'era del petrolio spiega che il petrolio c'è, bisogna solo trovarlo ma soprattutto sapere come risparmiarlo, mentre Eric Laurent nel La verità nascosta sul petrolio tratta tutta la storia dell'oro nero ed i complotti susseguitisi, da Hitler a Bush.
Albert Bates, dal canto suo, passa all'atto pratico e nel suo Manuale di sopravvivenza al petrolio illustra dodici passi per smettere di utilizzarlo nelle nostre vite.
Piero Angela, coadiuvato da Lorenzo Pinna, scrive La sfida del Secolo attraverso il quale chiarisce cosa è successo in passato e come si può affrontare il futuro, ricordando anche cosa saremmo senza energia.
Ugo Bardi, docente di chimica all'Università di Firenze, disquisisce sul petrolio dal punto di vista di uno scienziato nel libro La fine del petrolio. Combustibili fossili e prospettive energetiche per il ventunesimo secolo, nel quale propone alternative per sopperire all'assenza del petrolio.
Ognuno di questi autori ha naturalmente affrontato il tema a modo suo, ma nessuno può più ignorare che è un problema che riguarda tutti, non solo gli scienziati. E' questo uno degli innumerevoli poteri della letteratura: occuparsi di ciò che accade nel mondo, riuscendolo a raccontare efficacemente a chi sta seduto in poltrona.
Ma una domanda, certo, viene spontanea: il nostro futuro è in pericolo, oppure la fine del petrolio sarà la rinascita della Terra?

(articolo a cura di Elisa Zonca)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail