Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, Libro del Mese di novembre 2013, è basato su una caratteristica fondamentale della società del secondo dopoguerra non solo statunitense: il consumismo, cioè la ricerca del possesso di beni di consumo la cui offerta in quegli anni si faceva sempre più varia e diversificata. Il consumismo fu infatti il clima alla base delle trasformazioni sociali del XX secolo: la ricerca della ricchezza, il raggiungimento di posizioni economiche sempre più importanti, lo sviluppo scientifico e tecnologico. Questo cambiamento tuttavia non riguardò soltanto gli Stati Uniti d'America, ma pian piano si diffuse al resto del mondo arrivando anche in Italia, modificando per sempre anche la nostra società.

FIATIn Italia lo sviluppo economico post-bellico arrivò con qualche anno di distanza rispetto al Nuovo Continente. Il periodo del boom economico italiano, infatti, va dal 1958 al 1963. In questo frangente l'apporto economico a livello europeo dato dal nostro paese passò statisticamente dal 9% al 12%, il reddito pro capite aumentò più del doppio, la manodopera a buon mercato fu introdotta in industrie sempre più numerose e anche il settore terziario si sviluppò ampiamente.
Tra i fattori che facilitarono quest'ascesa economica bisogna citare il notevole appoggio economico statunitense, la conseguente svalutazione della lira italiana rispetto al dollaro. il rinnovamento degli impianti tecnici obsoleti, l'utilizzo di moderne e meno costose fonti energetiche. Il 25 maggio 1959 il "Daily Mail" di Londra arrivò a definire la nostra situazione economica nazionale con l'epiteto di miracolo italiano.
Lo stimolo principale per l'espansione economica italiana, comunque, va ricercata soprattutto nell'adesione del nostro paese al cosiddetto mercato comune, che favoriva lo scambio economico internazionale semplificando le normative in merito a importazioni ed esportazioni. Questo fu possibile grazie all'adesione italiana alla CEE (Comunità Economica Europea) nata nel 1957; tale adesione, a sua volta, fu attuata grazie all'apporto delle nuove industrie nazionali (la ENI per lo sfruttamento del metano, le numerose acciaierie) e al miglioramento delle preesistenti (nel 1953, ad esempio, la FIAT aveva inaugurato il nuovissimo stabilimento di Mirafiori).
Questi enormi cambiamenti economici del nostro paese portarono dunque al progresso della società.
L'aumento del reddito pro capite dei cittadini influì sulla diffusione di prodotti di consumo che prima non venivano sentiti come importanti e che col tempo divennero addirittura necessari. Ci si riferisce soprattutto a quei beni considerati "durevoli", come l'automobile, la televisione e gli elettrodomestici, che essendo costruiti in serie dalle fabbriche potevano raggiungere un pubblico sempre più vasto. Un grosso aiuto in tal senso arrivò anche dagli istituti di credito e dalle nuove teorie finanziarie: l'invenzione del "pagamento rateizzato" favorì l'interesse a beni di consumo non indispensabili anche da parte di ceti sociali meno abbienti.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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