Copertina del libro "Le grandi donne che hanno cambiato il mondo" di Stefania BonuraAnche questo inverno ad Adrano, in provincia di Catania, è stata organizzata la rassegna letteraria tutta al femminile Tracce d'inchiostro rosa. Dopo aver presentato, nella terza edizione del 2011, il suo Le 101 donne più malvagie della storia, Stefania Bonura è tornata per raccontare del suo ultimo lavoro: Le grandi donne che hanno cambiato il mondo.
Ritroviamo con piacere, a distanza di due anni, l'autrice siciliana Stefania Bonura, donna sensibile e con una grande curiosità, che attraverso i suoi libri ci svela mondi, misteri e personaggi. Laureata in Scienze politiche all'Università degli Studi di Firenze, nel 2006 ha fondato la XL Edizioni, di cui è direttore editoriale. È appassionata di storia antica e storia delle donne, e questo non stupisce affatto pensando al suo saggio precedente, Le 101 donne più malvagie della storia (Newton Compton Editori), così come a questo nuovo lavoro.

Stefania Bonura ad Adrano presenta il suo nuovo libro"Si dice che la storia delle donne sia fatta di ombre e silenzi. Si dice che la Storia sta alle donne come uno spettacolo sta al suo pubblico.” E' da questa immagine che muove l'idea di Le grandi donne che hanno cambiato il mondo (Newton Compton Editori). Perché le donne non sono state solamente spettatrici della storia, ma hanno contribuito, e non poco, a cambiare il mondo.
La Bonura ci fa fare la conoscenza di donne messe in ombra dalla storia scritta dagli uomini, di mondi diversi tra loro ma con un obiettivo comune, quello di vivere ciò che la vita offriva nel proprio tempo. In questo "viaggio nell'altra metà della storia", scopriamo le vite di regine, pittrici, stiliste, scienziate, poetesse, politiche, cantanti, sportive... donne che con le loro idee, le loro opere, i traguardi da loro raggiunti, hanno impresso un'altra direzione alla Storia, lasciando un segno indelebile anche a distanza di secoli.
I relatori della presentazione, Pietro Politi e Oriana Farinato dell'Associazione Civico 26 di Adrano, hanno posto l'attenzione su alcune donne in particolare, citate nel libro dell'autrice: Evita Peron, Ipazia, Coco Chanel ed Artemisia.
Evita Peron, leader spirituale dell'Argentina e oggetto di venerazione del popolo, che la chiamava Evita. Con il marito Juan Peron, Presidente dell'Argentina, combatté e vinse la battaglia per il riconoscimento dell'uguaglianza dei diritti politici e civili tra uomini e donne. Si occupò dei più deboli, delle donne senza dimora, degli anziani. Fu così costante e attiva nella vita politica da dar vita al Partito Peronista Femminile, e così amata dal suo popolo che le fu chiesto a gran voce di candidarsi come vicepresidente del marito. Alla fine rifiutò per rimanere accanto al marito, semplicemente come moglie del Presidente. Morì giovanissima di un tumore all'utero, all'età di 33 anni.
Associazione Civico 26 di AdranoGrande matematica, astrologa e filosofa greca antica: si parla di Ipazia. Divenne martire del "paganesimo" e della "libertà di pensiero", lapidata e uccisa sugli scalini di una chiesa da una folla di cristiani in tumulto. «Era giunta a tanta cultura da superare di molto tutti i filosofi del suo tempo, a succedere nella scuola platonica a spiegare a chi lo desiderava tutte le scienze filosofiche. Per questo motivo accorrevano da lei da ogni parte tutti coloro che desideravano pensare in modo filosofico». In questo passo, Socrate Scolastico descrive Ipazia come l'unica erede del platonismo. Alle proposte di un suo allievo, malato d'amore per lei, Ipazia un giorno rispose mostrandogli una stoffa intrisa del suo sangue mestruale e dicendogli: "Questo, dunque, ami, o giovane, niente di bello".
Donna che invece cambiò la moda e lo stile delle donne è Coco Chanel. Celebre stilista francese, rivoluzionò il concetto di femminilità in un periodo difficile come quello della Prima Guerra Mondiale: diede alle donne di inizio XX secolo la semplicità di cui avevano bisogno nel vestiario. Nel 1926 diede vita all'abito che ancora oggi è il più usato dalle donne in ogni occasione di riguardo: il tubino nero. Sinonimo di stile ed eleganza e, nel frattempo, simbolo di semplicità, Vogue America proclamò il tubino "la Ford degli abiti". Attraverso la moda, Coco Chanel liberò le donne dalle costrizioni dell’abbigliamento e, indirettamente e forse inconsapevolmente, le aiutò anche a liberarsi nel modo di vivere, accompagnandole a una rivoluzione femminile.
Nell'arte della pittura, da ricordare è Artemisia Gentileshi. Ricordata poco per la sua bravura e molto per il processo per stupro di cui fu vittima, divenne un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli a lei intitolate. Tale immagine crebbe, visto il suo impegno nel perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica, andando contro tutti i pregiudizi che subì nella sua vita travagliata. Accettò di deporre le accuse sotto tortura, dopo che le furono schiacciati i pollici, strumenti essenziali per lei che era pittrice.
Moltissime altre donne – da Cleopatra a Giovanna d'Arco, da Maria Callas a Marie Curie, da Golda Meir a Aung San Suu Kyi passando per Simone De Beauvoir ed Audrey Hepburn – vengono raccontate e descritte in questa raccolta, che ci ricorda che "dietro ogni grande storia c'è una grande donna".

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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