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Si provano sempre grande nostalgia e tristezza quando una grande figura dei nostri tempi ci lascia. E' come chiudere una parentesi del nostro passato. Così anche noi de Il Club del Libro, vogliamo ricordare il grande scrittore e giornalista colombiano, insignito nel 1982 del Premio Nobel alla letteratura: Gabriel Garcia Marquez.

Gabriel Garcia MarquezLo scrittore si è spento ieri, 17 Aprile 2014, all'età di 87 anni, nella sua casa di Città del Messico, per l’aggravarsi di una polmonite. Sarà ricordato come "uno dei maggiori scrittori del XX secolo". Con lui la letteratura sudamericana si riconobbe in un'identità, avendo coscienza delle proprie tradizioni. Considerato il maggiore esponente del realismo magico in narrativa, il suo stile è scorrevole, ricchissimo e spesso accompagnato da una costante ironia amara. Sarà lui a influenzare Isabel Allende e Paulo Coelho.  La sua opera più importante, "Cent'anni di solitudine", è stata votata, nel 2007, come seconda opera più importante il lingua spagnola mai scritta, dopo il "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes. Cent'anni di solitudine riporta diversi miti e leggende locali attraverso la storia di una famiglia, che per il suo spirito avventuroso vive gli eventi storici della Colombia, dalle polemiche contro la riforma politica liberale alla Guerra dei mille giorni, dall'egemonia economica della United Fruit Company, al cinema e l'automobile fino al massacro militare dei lavoratori in sciopero, tutti argomenti vicini e sentiti dal popolo.

Primogenito di 16 figli, nato dal telegrafista Gabriel Eligio García e della chiaroveggente Luisa Santiaga Márquez Iguarán, nasce ad Aracataca, il 6 marzo 1927. Dopo i disordini del 1948, si trasferisce a Cartagena, iniziando come redattore e poi reporter de "El Universal". Negli anni successivi, trascorre alcuni mesi a Roma, dove segue dei corsi di regia. Nel 1958 visita Cuba, dove conosce Fidel Castro e Che Guevara e, in seguito a queste importanti amicizie, nel 1961 decide di stabilirsi in Messico (anche e soprattutto per via delle sue scelte politiche). Ed è in questo momento che Gabriel Garcia Marquez inizia la sua vita da scrittore anche se, nel 1973, abbandona per due anni la scrittura per dedicarsi al giornalismo di campo, come protesta al colpo di stato di Augusto Pinochet verso Salvador Allende, in Cile.

Negli anni a venire, dalle sue mani nascono numerosi romanzi e saggi, tra cui "L'autunno della patriarca", "Cronache di una morte annunciata" e "L'amore ai tempi del colera". Si interromperà dichiarando pubblicamente, nel 1976, di non voler scrivere più fino a quando Pinochet deterrà il potere in Cile ma alla fine scriverà "Le avventure di Miguel Littin, clandestino in Cile", reportage sul regista dissidente cileno Miguel Littin. Nel 1982, viene insignito del Premio Nobel alla letteratura anche se Marquez, in quel periodo, è impegnato su più fronti: oltre alla scrittura si dedica insistentemente anche nell’attività di mediatore, al fine di ottenere la pace in Colombia. Questo fino agli anni 2000. La scoperta, nel 1999, di un cancro linfatico, lo spinse a scrivere le sue memorie, di cui una parte venne pubblicata nel 2002. Nel 2005 lo scrittore vince la battaglia contro il cancro tornando alla narrativa con il suo ultimo romanzo "Memoria delle mie puttane tristi", concludendo nel 2010 con una linea autobiografica dal titolo “Non sono venuto a far discorsi”.

Oltre ad un grande scrittore contemporaneo ci lascia dunque anche un grande uomo, che sicuramente sarà ricordato non solo per le sue importanti opere ma anche per l’impegno e la dedizione impiegati nel combattere personalmente per la pace in Sud America.

FONTE: Wikipedia

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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