Cinque giorni sembrano ancora pochi a chi aspetta il Salone del Libro per tutto l'anno. Cinque giorni fatti di carta e di parole, cinque giorni di Salone che ogni anno sembra coinvolgere di più. Riportare sterili dati può annoiare, ma evidentemente si tratta di forti indicatori di successo. Questa edizione del Salone ha contato 339.752 visitatori, con un aumento del 3% rispetto al 2013: il numero più elevato di persone che si sono riversate dentro il centro fiere del Lingotto in occasione di questo evento culturale, che segna così un nuovo record.

Salone Internazionale del Libro di Torino 2014Cosa si può dire di questi numeri? Molte cose, alcune più lampanti ed oggettive, altre più soggettive e nascoste sotto la superficie: le persone leggono, eccome. Le persone – non tutti certo, ma forse più di quante pensiamo – acquistano libri, sono disposte a spendere per tenere in mano quel libro che stavano cercando, quel manuale di ricette firmato dal celebre cuoco: ogni singolo soggetto a passeggio per gli stand, aveva a tracolla un sacchetto con almeno un paio di libri.
Il Salone ha dimostrato nuovamente di saperci fare: tante le iniziative per i bambini, che hanno potuto divertirsi con Peppa Pig e allo stand del Parco Zoom, che hanno potuto imparare a leggere con i personaggi Disney e a sognare con quelli di Star Wars, abilmente riprodotti dallo Stand Multiplayer.
Le conferenze, che quest'anno si sono concentrate sul tema del Bene, e i grandi ospiti: partendo della letteratura pura con Luis Sepulveda e Clara Sanchez, passando dalla cucina con Carlo Cracco e Bruno Barbieri, attraversando la musica con la presenza di Radio 2 e di alcune radio locali ma soprattutto del Premio Oscar Nicola Piovani e del suo pianoforte, emozionandosi con Massimo Gramellini e ridendo con Luciana Littizzetto.
Mentre l'anno scorso le conferenze si erano focalizzate sul tema della creatività, andando ad analizzare il fenomeno dei blog letterari e dei programmi televisivi come possibili strumenti di promozione della cultura e dell'editoria, nel 2014 il Salone ha offerto una tavolozza variopinta di tematiche: conferenze sulla cucina (lo stand Voiello si è fatto particolarmente notare); dibattiti sul concetto di Bene con la presenza, tra gli altri, di Susanna Tamaro; incontri con giornalisti, scrittori, fumettisti riconosciuti e amati come Sveva Casati Modignani, Valerio Massimo Manfredi e Zero Calcare.
Anche in questa edizione si è cercato di capire in che direzione sta andando l'editoria, affrontando l’argomento in incontri interessanti ed aperti al pubblico, in cui ogni lettore poteva esprimere la propria opinione, chiarirsi qualche dubbio o, magari, anche far crollare qualche falso mito.
Leggerezza ed apertura: queste le basi di un evento culturale che ha una portata talmente grande da riuscire a lasciare piacevolmente sorpresi ogni anno anche chi lo conosce molto bene.
Vero anche che molti degli stand sono sempre gli stessi (vedi IBS, Libraccio, Mondadori, Feltrinelli, Giunti, Newton&Compton, Minimum Fax, Edizioni e/o, Einaudi), ma ogni anno vengono allestiti e vestiti con un abito nuovo, che li rende sfavillanti e luminosi, tanto da catturare l'occhio di chiunque.
Nessuno può essere uscito dal Salone senza provare la sensazione che davvero l'editoria si sta lentamente rialzando, che questi eventi prendono sotto braccio la letteratura e la portano in giro, e che in fondo, per ogni lettore accanito, la vita è un po' quello che succede tra un'edizione del Salone del Libro e l'altra.

(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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