Parlando di Huckleberry Finn non si può prescindere dal personaggio di Tom Sawyer, uno dei suoi migliori amici e compagno d'avventura nei romanzi di Mark Twain intitolati Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, quest'ultimo Libro del Mese di Maggio 2014, che può esserne considerato un sequel. Il personaggio di Tom Sawyer fa parte dei classici della letteratura americana e ha prodotto numerose rivisitazioni letterarie e trasposizioni cinematografiche. Una di queste trasposizioni merita di essere ricordata non solo per la bellezza della pellicola, intitolata Tom Sawyer e realizzata nel 1917, ma anche per il periodo in cui è stata prodotta: il momento di massimo splendore del cinema muto e anche il cosiddetto "periodo degli scandali di Hollywood", forse una delle fasi più oscure della storia del cinema americano.

Tom Sawyer - Locandina del film del 1917La pellicola è intitolata semplicemente Tom Sawyer, ma in realtà nel film sono presenti anche i personaggi dei suoi due migliori amici: Huckleberry Finn e Joe Harper. I tre ragazzi hanno uno spirito libero e vogliono vivere senza le briglie del perbenismo e delle regole sociali che sono costretti a seguire ogni giorno nelle loro case. Decidono così di fuggire, raggiungendo con poche provviste un'isola dove poter vivere pescando, giocando e fumando. Allontanarsi dalla civiltà li costringe tuttavia ad abbandonare i loro affetti e per questo motivo la vita sull'isola comincia a farsi sempre più triste e nostalgica. A questo punto lo spettatore può cogliere le differenze caratteriali tra i tre ragazzi: Huck infatti è l'unico a non avere affetti e a non sentire quindi né la nostalgia né tanto meno il bisogno di ritornare in città; Tom, il capobanda, è invece il primo a cedere e a fuggire di notte e di nascosto dall'isola per tornare indietro, per poi far raggiungere alla pellicola, come al libro, le meravigliose scene finali che tanto lo hanno caratterizzato.
Il film venne girato nella città di Hannibal, nel Missouri, e distribuito nel dicembre del 1917. L'anno successivo questa pellicola fu seguita dal film Huck e Tom, sequel voluto dalla Paramount e diretto dallo stesso regista, William Desmond Taylor, uno dei maestri del cinema muto del primo Novecento, nonché un nome importante per la storia del cinema americano, nato in Irlanda nel 1872 e morto all'età di soli cinquant'anni. La sua morte è ancora oggi un caso di omicidio irrisolto: il corpo del regista, infatti, fu ritrovato con una pallottola nella schiena in un bungalow di Westlake Park, tuttora uno dei quartieri più alla moda di Los Angeles.
Nel 1964 l'attrice Margaret Gibson confessò in punto di morte di essere la responsabile di quell'omicidio, ma la polizia non accolse la sua confessione per la definitiva chiusura del caso. Tuttavia quel tragico episodio del 1922 fu importante per la storia del cinema soprattutto perché costituì il culmine di una serie di numerose morti violente dovute all'utilizzo di sostanze stupefacenti che produssero in quegli anni un grave smacco alla reputazione di Hollywood.
La morte di Taylor fu la proverbiale goccia che fece traboccare il vaso dell'indignazione e della preoccupazione dell'opinione pubblica arrivando addirittura ad essere discussa nelle stanze della politica. Si arrivò a creare un'apposita normativa in materia e nei contratti degli attori da quel momento in poi venne inserita la serie delle cosiddette clausole morali, cioè di un vero e proprio codice comportamentale che l'artista (attore o regista) era tenuto a rispettare nei confronti delle case produttrici cinematografiche. Ovviamente una delle prime clausole ad essere inserita riguardò proprio l'uso di sostanze stupefacenti da parte degli artisti, non soltanto sul set.
Tra gli altri casi di morti violente, uno in particolare è legato alla pellicola su Tom Sawyer, quella della famosa attrice Olive Thomas, morta nel 1920 in circostanze sospette durante un viaggio a Parigi con il marito, Jack Pickford, figlio d'arte (sua madre era l'attrice Charlotte Hennessy) e soprattutto fratello minore della più celebre Mary Pickford, tra le prime ad essere state accusate dell'omicidio del regista, ed in seguito scagionata. Jack Pickford, comunque, restò legato alla memoria di William Desmond Taylor soprattutto perché fu proprio lui il volto di Tom Sawyer, diventando anzi nell'immaginazione degli americani il ritratto di quel celebre personaggio della letteratura.

Letture consigliate:

Gore Vidal, Hollywood, Milano, Feltrinelli, 1997 (di particolare interesse, in questo volume, la storia romanzata dell'omicidio di William Desmond Taylor).

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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