images/rubrica-letteraria/premio-campiello-2014-scelta-la-cinquina-finalista.jpg

Nella giornata di venerdì, in una battaglia all'ultimo voto, sono stati selezionati dalla Giuria dei Letterati i finalisti della 52esima edizione del Premio Campiello: Michele Mari, Mauro Corona, Giorgio Fontana, Fausta Garavini e Giorgio Falco. Il Campiello Opera Prima va invece a Stefano Valenti con il suo La fabbrica del panico.

Premio CampielloAl Palazzo del Bo di Padova si è riunita la Giuria dei Letterati – presieduta dall'attrice Monica Guerritore e composta da personalità del mondo letterario ed accademico –, la quale ha selezionato, tra gli oltre trecento romanzi candidati ed la sessantina ammessa al dibattito, la cinquina finalista per questa edizione del prestigioso premio letterario, nato nel 1962 per volontà degli industriali veneti.

Al contrario della scorsa edizione, in cui era bastato un solo turno di votazioni, questa volta ne sono serviti ben sei.
In testa, con otto voti, Roderick Duddle di Michele Mari (Einaudi): grande romanzo d'avventura ambientato nell'Inghilterra dell'Ottocento, con protagonista Roderick, figlio di una prostituta che, rimasto orfano ed ignaro proprietario di un'immensa fortuna, si ritrova alle calcagna una folla di delinquenti pronti ad impossessarsene. Roderick fugge, per terra e per mare: imprevisti, omicidi, equivoci e false piste ne costellano il viaggio.
A seguire, La voce degli uomini freddi di Mauro Corona (Mondadori) e Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana (Sellerio) con sei voti ciascuno. Due libri diversissimi tra loro, nonostante raccontino entrambi "fatti italiani": il primo allude al disastro del Vajont nel 1963, il secondo – che completa il "dittico sulla giustizia" iniziato con Per legge superiore (2011) – racconta del terrorismo politico nella Milano degli anni Ottanta.
Nelle tornate successive, è stata la volta di Le vite di Monsù Desiderio di Fausta Garavini (Bompiani) e di La gemella H di Giorgio Falco (Einaudi). La Garavini parte dalla figura e dalle opere di François de Nomé, detto per l'appunto Monsù Desiderio, pittore seicentesco di cui si sa ben poco, per raccontarne una possibile e suggestiva biografia. Giorgio Falco, ne La gemella H, incrocia la storia di tre generazioni di una famiglia tedesca, trapiantata in Italia nel dopoguerra, con i grandi avvenimenti del Novecento.

Oltre alla selezione dei finalisti, la Giuria dei Letterati si è poi occupata dell'assegnazione del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento istituito nel 2004 e destinato al romanzo di un autore esordiente. Il vincitore di questa edizione è La fabbrica del panico di Stefano Valenti (Feltrinelli): «il romanzo racconta una storia familiare, che diventa corale di fronte alla malattia e alla morte per amianto» e che ricostruisce «il dolore fisico e morale della fabbrica. Il tutto raccontato con uno stile asciutto e tagliente, ma di forte impatto emotivo».

Adesso la palla passa dalla giuria tecnica a quella popolare, la Giuria dei Lettori, a cui spetterà l'arduo compito di decretare il vincitore, che sarà proclamato il 13 settembre al Gran Teatro la Fenice di Venezia.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail