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Era il 17 aprile quando uno tra i maggiori scrittori del nostro tempo si spegneva. In occasione della morte di Gabriel Garcia Marquez, la stampa internazionale si è scatenata ed abbiamo imparato tutto di lui: la nascita ad Aracataca, la professione di redattore e reporter, la sua intima amicizia con Fidel Castro, il realismo magico e la celebrità planetaria con Cent'anni di solitudine – nostro Libro del Mese di Giugno 2014, il Premio Nobel per la Letteratura nel 1982...

Gabriel Garcia MarquezAnche Il Club del Libro ci ha messo del suo, dedicandogli due articoli: In ricordo di Gabriel Garcia Marquez, già il giorno successivo alla sua scomparsa, ed un altro a distanza di un paio di settimane: Ancora su Garcia Marquez: Gabo, ultima fermata Macondo.

Ed è proprio a Macondo, l'immaginaria cittadina fluviale immersa nella foresta colombiana in cui Gabo ha ambientato molte sue opere, che Il Club del Libro è volato questo mese. Gli iscritti, durante le votazioni per la scelta del Libro del Mese di Giugno 2014, si sono espressi con un voto pressoché plebiscitario: un ultimo omaggio a Gabriel Garcia Marquez attraverso la lettura di quello che è il suo romanzo più noto ed una delle opere più significative della letteratura dello scorso secolo, Cent'anni di solitudine. Pubblicato nel 1967, è stato tradotto in trentasette lingue, ha venduto oltre venti milioni di copie ed è stato votato come seconda opera in lingua spagnola più importante mai scritta (seconda solo al Don Chischiotte).

Le vicende della famiglia Buendia diventano occasione per rispolverare miti e leggende locali – base del realismo magico di Marquez –, ma soprattutto per interpretare e riflettere su eventi storici della Colombia.
Mentre la Storia cambia il mondo ed arriva anche a Macondo, la famiglia Buendia affonda sempre più tra le sue disgrazie, che si protraggono per un secolo e per sette generazioni, fino al tragico epilogo in cui tutto viene, infine, "a galla", appena in tempo per essere spazzato via. La ripetitività del tempo e degli eventi e, al contempo, l'immobilità della natura umana; il rapporto tra i vivi ed i morti; le conseguenze dell'amore e l'incesto; la solitudine che ogni individuo si porta dentro, nella famiglia Buendia ben più che in altre.
Accanto alla tematica storica, sociale e psicologica, numerosi sono i riferimenti all'esoterismo ed all'alchimia (non dimentichiamo che la madre di Marquez era una sedicente chiaroveggente).

Molti sono i riferimenti autobiografici di Garcia Marquez: alcuni personaggi hanno, addirittura, nomi e cognomi di familiari dello scrittore.
Lo stesso nome di Macondo sembrerebbe, inoltre, derivare dal villaggio bananiero di Makond, nei pressi di Aracataca, città natale dello scrittore. Garcia Marquez, bambino, ci passava davanti e, sbirciando all'interno, intravedeva una realtà del tutto nuova ed idilliaca – i gringos vivevano vite "diverse", abitavano case belle, le loro donne erano affascinanti ed eleganti – proprio come la sua Macondo avrebbe voluto essere, diventando, da villaggio di case di fango, una moderna cittadina con tanto di collegamento ferroviario.

Una tra le più celebri – e, forse, la più aspra – stroncatura a Cent'anni di solitudine è quella di Pier Paolo Pasolini, che riteneva «semplicemente ridicolo» considerarlo un capolavoro. Certo che è l'atmosfera del romanzo, il linguaggio semplice eppure profondamente evocativo di Marquez, i suoi personaggi sui generis non possono passare inosservati: e questo sia che si pensi che «si tratta del romanzo di uno scenografo o di un costumista [...], quasi ad uso di una grande casa cinematografica americana», sia che si pensi che sia diventato a buon diritto un classico della letteratura del Novecento.

Gabriel Garcia MarquezL'esordio letterario di Garcia Marquez risale però a dodici anni prima con la pubblicazione di Foglie morte, già ambientato a Macondo, seguito da Nessuno scrive al colonnello (1958), romanzo breve pubblicato in rivista a puntate, e La mala ora (1966), romanzo caratterizzato da continui echi e rimandi a personaggi (tra i quali figura anche un Aureliano Buendia!) e situazioni apparsi nelle sue opere precedenti.

Già dalla fine degli anni Quaranta, in contemporanea all'inizio della sua attività di redattore, reporter ed opinionista, Gabo iniziò a dedicarsi alla scrittura, ma è dagli anni Sessanta che lo fece con continuità, scrivendo non solo romanzi ma anche raccolte di racconti, saggi ed un paio di sceneggiature. In quello stesso periodo (anni Sessanta e Settanta), fu protagonista dello sviluppo ed espansione della letteratura latinoamericana nel mondo, insieme ad altri tre romanzieri: il peruviano Mario Vagas Llosa (Premio Nobel per la Letteratura 2010), l'argentino Julio Cortazar ed il messicano Carlos Fuentes.
Dopo Cent'anni di solitudine, che lo consacrò, nei decenni a seguire quasi tutti i suoi romanzi riscossero un enorme successo: basti pensare a Cronaca di una morte annunciata (1981), a L'amore ai tempi del colera (1985), a Dell'amore e di altri demoni (1994). 
Nell'ultima parte della sua vita, Garcia Marquez si dette all'autobiografia, pubblicandone nel 2002 la prima parte (con i suoi ricordi d'infanzia e di giovinezza) con il titolo Vivere per raccontarla.
Il saggio Non sono venuti a far discorsi (2010) raccoglie, invece, i testi di suoi discorsi e conferenze: coprono l'intero arco della sua vita, dal 1944 al 2007, e lasciano emergere le sue testimonianze di vita, così come le sue convinzioni su temi universali e di profonda attualità.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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