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Tre giorni fa moriva Giorgio Faletti, personaggio di spettacolo che è riuscito sempre a reinventarsi e a rendere multiforme la sua vita artistica. Nato come attore comico, poi musicista, Giorgio Faletti stupì tutti nel 2002 con la pubblicazione del suo primo thriller, Io uccido, best seller da 4.000.000 di copie osannato da alcuni quanto criticato da altri, che diede avvio alla sua sorprendente carriera letteraria.

Giorgio Falletti, nato ad Asti il 25 novembre 1950, è venuto a mancare all'età di 63 anni, per un tumore ai polmoni, il 4 luglio 2014 a Torino.
Indiscutibilmente, un uomo poliedrico che, dalla vita, ha saputo davvero prendere tutto il meglio. Cabarettista, attore, sceneggiatore, paroliere, cantante, pittore, pilota automobilistico e, infine, scrittore.

La sua carriera iniziò negli anni Settanta come cabarettista nel locale milanese Derby, dove condivise il palco con Teo Teocoli, Diego Abatantuono, Massimo Boldi e altri. Dopo aver lavorato con Raffaella Carrà, approdò al Drive In con l'indimenticabile personaggio di Vito Catozzo.

Negli anni successivi continuò a lavorare in televisione finché, nel 1988, si avvicinò al mondo della musica pubblicando il mini-album Colletti bianchi, colonna sonora dell'omonimo film. Nel 1994 si classificò secondo – ma si aggiudicò il Premio della critica – a Sanremo con la canzone Signor Tenente, ispirata alle stragi di Capaci e Via D'Amelio. Scrisse canzoni per grandi artisti come Mina, Milva, Gigliola Cinquetti, Fiordaliso e Marco Masini, e incise sei album.

Il suo primo libro, in verità, risale al 1994: Porco il mondo cosa ciò sotto i piedi, racconto delle gesta di Vito Catozzo. Ma il vero e proprio avvio alla carriera letteraria si ebbe nel 2002 con il thriller Io uccido, vero e proprio caso editoriale; nel 2004, la consacrazione con il noir Niente di vero tranne gli occhi. Il grande maestro del thriller Jeffery Deaver parlò di lui come di «uno che diventerà leggenda».
Negli anni successivi, Faletti continuò a sfornare un libro dopo l'altro – intervallando la sua attività di scrittore a quella di attore. Nel 2006, Fuori da un evidente destino, romanzo i cui protagonisti sono gli indiani Navajos. Nel 2008, la sua prima raccolta di racconti Pochi inutili nascondigli. Nel 2009, Io sono Dio e, solamente un anno dopo, Appunti di un venditore di donne, primo romanzo ambientato in Italia e non in America. Ancora, nel 2011, Tre atti e due tempi, thriller che parla di calcio. Infine, l'autobiografia Da qui a ora.

Per i suoi lettori fedeli e per chi, magari, l'ha sottovaluto in vita e vorrebbe scoprirlo ora, è in via di pubblicazione con Einaudi Figli di, corposo thriller nuovamente ambientato in Italia, con protagonista un allievo poliziotto che si trova ad indagare su un serial killer. Sarà disponibile in libreria a partire dal 2 settembre, ma è già prenotabile online.

Se n'è andato Giorgio Faletti, e domani ad Asti si svolgeranno i funerali. Uomo dai mille volti, dalle molte vite: senza ombra di dubbio, un esempio di versatilità artistica rara da trovare.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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