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Con La fine dell’eternità di Isaac Asimov, Libro del Mese di Luglio, si schiude agli occhi del lettore un mondo libero da imperfezioni grazie al minuzioso lavoro di manipolazioni temporali svolto dalla casta degli Eterni. Ma qual'è il risultato, quando a voler essere controllato è qualcosa per sua natura incontrollabile, come appunto la storia... o la musica?

L'uomo ha da sempre voluto controllare ed organizzare tutto, dalle piccole cose al mondo intero. Più la conoscenza fa i suoi progressi, più cresce questa brama di manipolazione... e persino la musica non è sfuggita a questo processo.

Nel primo decennio del XX secolo, Arnold Schönberg stava cercando un nuovo metodo per comporre, che desse eguale importanza a tutte e dodici le note della scala musicale. Infatti, fino a quel momento, una composizione gravitava e tendeva verso un suono chiamato tonica, il quale era in cima ad una gerarchia di pochi suoni considerati pilastri del brano. Secondo il nuovo modo di Schönberg di concepire la musica, ogni nota non deve comparire prima che tutte le altre undici non abbiano fatto la loro apparizione. Con questo sistema, chiamato dodecafonia, era possibile creare dei piccoli mattoncini predefiniti di dodici note, le serie, pronti ad essere combinati a loro volta per costituire insieme il brano.

Quintetto per strumenti a fiato op.26

Un alunno di Schönberg ebbe poi l'idea di portare all'estremo questo metodo. Infatti, Anton Webern può essere considerato il precursore della musica totalmente organizzata. Ha voluto sfruttare le potenzialità della dodecafonia e della serie, per comporre musica sottoposta ad un controllo ferreo in ogni sua minima parte. Il risultato sono spesso brani brevissimi e carichi di quegli elementi caratteristici dell'espressionismo musicale.

Fünf Sätze per quartetto d'archi op.5

Le nuove avanguardie postweberniane si sbizzarrirono a sviluppare nuove varianti dei vecchi sistemi, andando spesso anche in contrapposizione. Iannis Xenakis pensò di comporre seguendo la logica  matematica allontanandosi così dalla musica seriale. I suoi brani si basano sul calcolo probabilistico, sulla teoria degli insiemi o su regole della fisica.

Achorripsis

Come si può facilmente immaginare, il risultato che si ottiene da tutti questi procedimenti è sicuramente sorprendente a livello intellettuale. Ma come uno scienziato nel tentativo di ricreare un corpo perfetto non può creare altro che un automa, che per quanto perfetto e funzionante manca del soffio vitale degli umani, anche queste composizioni diventano il tentativo vano di controllare ciò che per sua natura è incontrollabile. L'imperfezione lascia la possibilità di migliorare, è dinamica; la ricerca della perfezione e del controllo totale uccide la vita e distoglie l'attenzione dalla sua bellezza.

(articolo a cura di Sergio Gelsomino)

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