images/rubrica-letteraria/premio-campiello-2014-vince-a-sorpresa-giorgio-fontana.jpg

Il vincitore della 52esima edizione del Premio Campiello è, a sorpresa, Giorgio Fontana con il suo Morte di un uomo felice, edito da Sellerio. Secondo Michele Mari con Rodderick Duddle (Einaudi), terzo Mauro Corona con La voce degli uomini freddi (Mondadori).

107 su 291 i voti espressi dalla Giuria dei Trecento a favore al romanzo di Giorgio Fontana, tra i più giovani vincitori nella storia del Premio Campiello.

Trentatreenne, Morte di un uomo felice è il suo quarto romanzo (Buoni propositi per l'anno nuovo, 2007; Novalis, 2008; Per legge superiore, 2011) e completa il "dittico sulla giustizia" iniziato con il precedente Per legge superiore.

Il giovane magistrato Giacomo Colnaghi lotta contro il terrorismo politico degli anni Ottanta a Milano, indagando su una nuova banda armata responsabile di un assassinio. Colnaghi, personaggio inquieto, si interroga sul concetto di giustizia – sulle sue possibilità ed i suoi limiti –, sul dubbio, sul bene e il male, sulle origini delle ferite che attraversano il Paese. In controcanto la storia del padre Ernesto, partigiano che morì in azione quando lui era bambino: entrambi, dunque, uomini alla ricerca di un senso e della verità, anche a costo della vita.

«Attraverso la storia del magistrato Colnaghi, il suo sguardo, la sua solitudine, [Fontana] riesce a penetrare la dimensione della vita quotidiana al tempo del terrorismo... Che questo libro delicato, tagliente e doloroso sia stato scritto da un narratore italiano nato nel 1981, lo stesso anno in cui il suo protagonista viene assassinato, è per me fonte di consolazione. E di speranza» (Benedetta Tobagi)

Fontana, appassionato dei Metallica e di fumetti, di giorno lavora in un'agenzia di software e di sera scrive. Su Morte di un uomo felice racconta: «Quello che più mi stava a cuore è il rapporto tra padre e figlio a cui sono legati temi come la riflessione sulla giustizia e il rapporto fra generazioni».

Nella serata di ieri, svoltasi nella cornice del Teatro La Fenice di Venezia, ricevendo il premio da Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, lo scrittore ha dichiarato: «Grazie di cuore alla giuria dei Letterati, dei lettori. Al mio editore Sellerio. Lo prendo come una pacca sulla spalla per lavorare meglio».

Si piazza secondo a lunga distanza, con 74 voti, il favorito Michele Mari con Rodderick Duddle (Einaudi). Terzo posto per Mauro Corona: La voce degli uomini freddi (Mondadori) si aggiudica 43 voti. 36 voti per Giorgio Falco con La gemella H (Einaudi) e, infine, 31 a Fausta Garavini con Le vite di Monsù Desiderio (Bompiani).

La serata di premiazione ha visto anche ricordare Giuseppe Berto a 100 anni dalla nascita e 50 dalla vittoria al Campiello con Il male oscuro ed assegnare il Premio alla Carriera a Claudio Magris.

L'intera serata di premiazione, presentata ancora una volta da Geppi Cucciari e Neri Marcorè, è stata seguita da La7, che la trasmetterà il 17 settembre alle ore 23.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail