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Uscito per Corbaccio lo scorso 15 settembre, il nuovo libro di Wulf Dorn, Phobia, promette di essere un nuovo successo editoriale, così come La psichiatria, primo romanzo thriller dello scrittore tedesco, che ha venduto solo in Italia 350.000 copie.

Una moglie, una fidanzata innamorata: non può esserci per entrambe una gioia più grande che sentire rincasare il proprio compagno, prima del tempo, da un viaggio di lavoro. E sentire quelle chiavi appoggiate nel piattino vicino alla porta, un gesto comune e ripetitivo, ma che in quel momento fa bene alle orecchie; scendere in salotto per salutarlo e realizzare l'incubo. Quell'uomo che sta in piedi davanti a te è vestito come tuo marito, ma non è lui, non ci assomiglia nemmeno un pochino.

Wulf Dorn è finalmente ritornato nel panorama editoriale con il nuovo romanzo Phobia. E, con lui, anche le nostre peggiori paure, quelle nascoste e recondite che non osiamo rivelare neanche a noi stessi.

L'autore tedesco, prima di dedicarsi alla scrittura, ha studiato lingue e ha lavorato come Logopedista per la riabilitazione del linguaggio nei pazienti psichiatrici: da qui indubbiamente si è sviluppata la sua passione e il suo interesse per la psiche umana.

La sua capacità di mettere su carta, nero su bianco, le principali paure di un qualunque soggetto umano, lo distingue nel vasto mondo degli autori di thriller psicologici: non solo donne, ma anche uomini affermati nel lavoro, ragazzine di diciassette anni che affrontano il lutto sgretolando la loro fragile umanità, psichiatri che si ritrovano a dover combattere chi uno stalker, chi un rapitore.

La trama non si ripete mai, anzi al contrario risulta sempre diversa e originale, riuscendo quindi a tenere con il fiato sospeso: sì, con Wulf Dorn è proprio il caso di dire "non è mai detta l'ultima parola".

In questo nuovo romanzo, ambientato nella Londra odierna, la protagonista è Sarah, mamma e moglie che, aspettando il ritorno del marito Stephen, realizza il suo incubo quando si ritrova in cucina un perfetto sconosciuto, il quale sostiene di essere suo marito e la spaventa a morte, tanto da farla scappare di casa dalla finestra con il figlio di sei anni. Da quel momento, la vita di Sarah sarà un lungo e lento scivolare nel buio: nessuno le crede, ma soprattutto nessun rappresentante della polizia decide di darle retta, di capire la gravità della sua situazione. E allora lei decide di fare appello all'unica persona che sa che potrebbe aiutarla: il suo amico d'infanzia e psichiatra Mark. Due i protagonisti, entrambe persone che hanno subito delle grandi sofferenze e che si ritrovano, dopo anni, a far incrociare nuovamente le loro strade.

Pagina dopo pagina, il lettore si cala sempre più nello svolgimento del caso, sviluppando emozioni contrastanti e molte domande: perché nessuno crede a Sarah? Che fine ha fatto il vero Stephen? Che cosa è successo a Mark? Chi è il diavolo che sta architettando tutto questo?
Leggere con un certo distacco è sempre piuttosto difficile, perché inevitabilmente ci si ritrova a sentirsi un po' protagonisti dei libri che si leggono. Ma con Phobia è ancora più complicato. Wulf Dorn ha il potere, con la sua scrittura, di fare da catalizzatore dei tuoi pensieri: anche nel momento in cui si posa il libro, la mente continua a vagare tra i suoi personaggi, che tu sai essere stati inventati, ma che nonostante questo continuano a rapire ogni fibra della tua mente. Magari anche (ma non solo) perché sono rappresentate proprio le nostre Phobie, dalle quali non si può scappare troppo a lungo.

(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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