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Joanne Harris, scrittrice amata in tutto il mondo e conosciuta soprattutto per Chocolat, torna in libreria con Un gatto, un cappello e un nastro (Garzanti) e rapisce mente e cuore attraverso una raccolta di racconti davvero particolari, ideali da mettere sotto l'albero di Natale.

Copertina Capita raramente che un lettore appassionato si trovi a sorridere nel momento in cui si trova costretto a dover chiudere il libro che sta leggendo: ma con Joanne Harris tutto è possibile.

La delicatezza con cui affronta i più diversi argomenti, con toni leggeri, mai leziosi o sdolcinati, rendono ogni suo lavoro un toccasana per cinici lettori.

Qual è la forza di questa donna? Indubbiamente la magia: in questi sedici racconti ogni protagonista e ogni avventura sono intrisi di un senso irreale e fantasioso che fa viaggiare.

Come la storia di due allegre vecchine, Faith e Hope, che stringono amicizia nella fredda casa di riposo e che, nonostante l'età e i loro acciacchi, affrontano le piccole ingiustizie di quelle persone "che godono nel blandire gli scontenti e nello spargere veleno", riuscendo ad ottenere la loro piccola vendetta.

Con Joanne Harris, e lo sa bene chi ha letto Chocolat, ogni profumo e ogni piatto prendono vita davanti ai tuoi occhi: nel racconto dello spirito natalizio non ci sono regali, ma quei cibi e una schiera di dolciumi di cui puoi quasi sentire l'aroma spargersi nell'aria.

La scrittrice va oltre, affrontando tematiche molto attuali: l'eccessivo utilizzo dei social network, che evidenzia come nessuno ormai preferisca il contatto pelle contro pelle. Ma se Twitter lo usa una mamma che vuole stare virtualmente vicina al proprio unico figlio partito per il college, allora tutto cambia.

Ritornano vecchi ricordi e vecchie conoscenze: gli Dei. Ma qui sono il Dio della Pioggia, del Fuoco, dell'Acqua, espressioni della Natura su cui l'uomo tenta di fare violenza da secoli, senza capire che alla fine nulla può contro queste potenze naturali, che – pensa un po' – si innamorano anche e possono avere dei gemelli.

Joanne HarrisCroce e delizia, la Harris ci regala delle vere e proprie poesie, senza però dotarci di una fine, un punto che termini la storia: vero è che molte volte è bello non sapere, potersi immaginare il finale con i propri occhi e scriverlo con le proprie mani (magari nel caffè della Stazione di Malbry, dove lo scrittore sconosciuto trova conforto e ispirazione da una tazza di the nero e un panino unto alla pancetta). A volte invece, al contrario, si vuole sapere, si vuole conoscere l'epilogo e non si ha pazienza nell'immaginazione.

Joanne Harris è un po' tutto questo insieme: trepidazione, un pizzico di tristezza e amarezza, un cucchiaino di realtà e, soprattutto, una ricca spolverata di fantasia, divertimento e delicatezza allo zucchero a velo.

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(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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