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Per il mese di dicembre, Il Club del Libro ha deciso di tornare a leggere (dopo La fine è il mio inizio, Libro del Mese di Agosto 2011) Tiziano Terzani con Un altro giro di giostra. Corrispondente di guerra ed infaticabile viaggiatore, ha raccontato l'Asia e l'uomo di oggi come nessun altro.

Tiziano Terzani e Angela StaudeTiziano Terzani nasce a Firenze nel 1938. Il padre gestisce un'officina, la madre lavora in sartoria. Di salute cagionevole, fin da piccolo trascorre periodi nella valle dell'Orsigna, luogo a cui rimarrà legato per tutta la sua vita e in cui, nel 2004, si spegnerà.

Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie, il professor Cremasco convince i genitori a mandarlo al ginnasio: «A lui debbo tutto», dirà poi Terzani. Nonostante le precarie condizioni economiche familiari – che vedono i genitori impegnare beni al Monte di Pietà per comprargli a rate un paio di pantaloni lunghi –, Terzani frequenta il liceo classico Galilei.

A soli sedici anni, inizia una collaborazione con il Giornale del mattino come cronista sportivo.

Nel 1957 si diploma e rifiuta un'offerta di lavoro presso la Banca Toscana: «Per me era la morte civile». Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza alla Normale di Pisa, poco dopo conosce quella che sarà la compagna della sua vita.

Dopo la laurea ed un infruttuoso tentativo di proseguire gli studi all'estero, Tiziano Terzani approda all'Olivetti, un modello di società cui si sente particolarmente affine. «A quel tempo un giovane come me, che veniva da una famiglia povera e che voleva impegnarsi socialmente aveva la scelta tra l’Olivetti e il Partito comunista. Io scelsi l’Olivetti perché rappresentava la modernità».

In quegli anni, sposa Angela Staude e compra un terreno nella valle dell'Orsigna.

In qualità di manager, gira il mondo e conosce l'Oriente. Durante un viaggio in Sudafrica, prepara i primi reportage sull'apartheid, che vengono pubblicati su l'astrolabio, diretto da Ferruccio Parri.

Insoddisfatto del proprio lavoro all'Olivetti, riprende in mano il sogno di proseguire gli studi all'estero e si aggiudica una borsa di studio alla Columbia University di New York.
Fa un breve stage al New York Times, continua a scrivere per l'astrolabio e segue eventi importanti: le lotte civili dei neri, le manifestazioni contro la guerra in Vietnam, l'allunaggio dell'Apollo 11.

Nel 1968 va a studiare il cinese alla Stanford University ed inizia ad interessarsi particolarmente al maoismo e al comunismo cinese.

L'anno successivo, con una seconda laurea ed il figlio Folco nato da pochissimo (tre anni dopo nascerà, invece, Saskia), Terzani torna in Italia e cerca lavoro come giornalista. Dopo un paio di mesi, inizia il praticantato nella redazione de Il Giorno.

Tiziano Terzani in AsiaL'idea, maturata a Stanford e rafforzata con gli anni, di fare il corrispondente in Cina lo spinge a dimettersi e a cercare, in tutta Europa, una testata che possa assecondare il suo sogno: la trova nello Spiegel, che gli offre un contratto da freelance per il Sud-est asiatico.

Negli anni Settanta, Tiziano Terzani si stabilisce quindi in Asia, amplia le sue collaborazioni giornalistiche con importanti quotidiani italiani, documenta la guerra in Vietnam e la caduta di Saigon (da cui nascono anche i suoi primi libri Pelle di leopardo. Diario vietnamita di un corrispondente di guerra 1972-1973 e Giai Phong! La liberazione di Saigon), nonché l'invasione della Cambogia da parte del Vietnam (Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia, opera postuma del 2008).

Dopo aver vissuto a Singapore ed Hong Kong e aver viaggiato per tutto il Sud-est asiatico, nel 1980 Terzani si stabilisce, finalmente, a Pechino. L'esperienza cinese (raccontata ne La porta proibita) dura quattro anni e si conclude con un'espulsione per "crimini controrivoluzionari", ma Terzani è un viaggiatore (ed un osservatore) instancabile.

Dopo essere tornato brevemente a Hong Kong, è la volta del Giappone, Paese che non riuscirà mai ad amare e che lo vedrà colpito, negli anni della permanenza a Tokyo, da una grave depressione. Nel 1990 si trasferisce poi in Thailandia.

All'attività di giornalista, continua ad affiancare quella di scrittore. Nel reportage narrativo Buonanotte, Signor Lenin (1992) racconta lo sgretolarsi dell'URSS. Un indovino mi disse (1995), il suo libro più popolare, tradotto in ben ventidue lingue, è invece il diario di un anno – il 1993 – in cui, rispettando una profezia che lo vedeva morire in un incidente aereo, riscopre il piacere di viaggiare via terra e ritrova la vera Asia.

Dopo due anni trascorsi in India, nel 1996 va in prepensionamento e lascia l'attività giornalistica, con all'attivo oltre duecento reportage.

In Asia (1998) raccoglie articoli e lettere di Terzani durante il periodo trascorso nel continente. Raccolta di articoli è anche Lettere contro la guerra (2002), libro di forte impegno etico ed ideale risposta alle posizioni espresse, in particolar modo, da Oriana Fallaci dopo l'11 settembre 2001.

Tiziano TerzaniUn altro giro di giostra (2004), nostro Libro del Mese di Dicembre 2014, è l'ultimo scritto da Terzani di suo pugno e segna un punto di svolta. Diagnosticatogli un tumore all'intestino, viaggia alla scoperta della medicina alternativa e alla ricerca di se stesso, della pace interiore: perché la cura che cercava non era, in fondo, per il suo male, quanto più per la paura della morte.

Dopo un ritiro di alcuni anni in Asia e in India, Tiziano Terzani ritorna all'Orsigna. Qui ha la possibilità di stare con i suoi cari e di attendere con serenità la morte. Il libro postumo La fine è il mio inizio, Libro del Mese di Agosto 2011, raccoglie dialoghi e riflessioni tra lui ed il figlio Folco.

Sono proprio il figlio Folco e la moglie Angela a tenere alto il ricordo di Tiziano Terzani e ad occuparsi di opere postume come Un mondo che non esiste più o il recente Un'idea di destino. Diari di una vita straordinaria.

Quest'anno è caduto il decennale della morte di Terzani e, come ha scritto Angela Staude, «la cosa straordinaria è che possa esserci un decennale. Dieci anni “dopo” il passato di solito è dimenticato, mentre nel caso di Tiziano la cerchia dei suoi estimatori si è enormemente allargata…».
Non c'è da stupirsene. Tiziano Terzani è stato un personaggio brillante e decisamente fuori dagli schemi, che ha voluto e saputo cercare la verità – nel senso più alto del termine – prima attraverso la scelta della professione giornalistica, poi attraverso la spiritualità. Un uomo che, senza ombra di dubbio, ha lasciato la sua impronta nel Novecento e la cui eredità ci accompagnerà ancora per molti anni a venire.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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