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Il prossimo 27 gennaio ricorreranno i settant'anni dall'apertura dei cancelli di Auschwitz, simbolo della Shoah. Tante sono le iniziative, così come le nuove uscite in libreria per la Giornata della Memoria: Il Club del Libro ha selezionato le più interessanti, non solo per gli adulti ma anche per bambini e ragazzi. Perché leggere è senz'altro uno dei modi più efficaci per tenere viva la Memoria.

Uno dei libri più notevoli che approda in libreria per questa Giornata della Memoria 2015 è K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti, edito da BeccoGiallo. Un volume che nasce da un lavoro quarantennale di ricerca e raccolta, da parte di Arturo Benvenuti, di disegni autografi eseguiti dagli internati. Di grande formato, stampato su carta fotografica, raccoglie 250 immagini e lascia esclusivamente a loro "il compito di denunciare e descrivere – non lo si è fatto abbastanza – l’immane dramma" (da una lettera di Arturo Benvenuti a Primo Levi, 1981).

Per restare nel mondo dell'arte figurativa, Bao Publishing propone il graphic novel Il pugile. Herztko Haft, ebreo tedesco, viene internato in un campo di concentramento. Sopravvive alla guerra grazie al fatto di essere pugile e di combattere per intrattenere i gerarchi nazisti. Emigra negli USA, diventa Harry Haft e fa carriera come peso massimo, prima di ritirarsi dalle scene e aprire un negozio di frutta. Solamente una decina di anni fa, il figlio Alan Scott Haft ha scoperto la sua vera storia e ne ha scritto la biografia (Harry Haft: Auschwitz Survivor, Challenger of Rocky Marciano, pubblicato negli Stati Uniti nel 2006), che il fumettista tedesco Reinhard Kleist ha trasposto a fumetti.

Tracce di memoria, edito da Giunti, è autobiografia di Peter Lantos, che a cinque anni, dal ghetto di Makó in Ungheria, viene deportato con la famiglia a Bergen-Belsen. Gli americani lo salvano, ma lo stalinismo sovietico impedirà a Peter di vivere finalmente libero. Fuggito a Londra, diventato neuroscienziato di fama mondiale, decide oggi di ricostruire un passato confuso per dargli un senso e tenere viva la memoria. Sua e di noi tutti.

Un testo per bambini e ragazzi, con bellissime illustrazioni di Matteo Berton, è Portico d'Ottavia di Anna Foa (Laterza). Un appartamento in un vecchio palazzo del ghetto di Roma: chi ci abitava, lì? Anna compie un viaggio nel tempo, in compagnia di una bambina di nome Costanza, che, il 16 ottobre del 1943 – quando le SS hanno invaso le strade del Portico d'Ottavia, rastrellando e deportando gli ebrei romani –, c'era.

Per bambini (dai 6 anni) è anche La città che surrurrò (La Giuntina) di Jennifer Elvgren, illustrato, in stile quasi fumettistico, da Fabio Santomauro. Ispirato da una storia vera, è ambientato in un villaggio di pescatori in Danimarca: la famiglia di Anett nasconde in cantina una donna ebrea e suo figlio Carl, in attesa che arrivi una barca per portarli in Svezia... ma la notte della partenza il cielo è nuvoloso e la luna coperta: come faranno i due a trovare, nell'oscurità, la strada per il porto? Coraggio, solidarietà, umanità... e lieto fine per i piccoli lettori.

K.Z. Beccogiallo Liliana Segre, deportata ad Auschwitz dalla Stazione Centrale di Milano a soli tredici anni e ritornata orfana a casa, non ha voluto parlare pubblicamente della sua esperienza per decenni ed ha rotto il silenzio solamente negli anni Novanta, quando una depressione l'ha costretta a fare i conti con il suo passato: da allora, è diventata testimone prezioso dell'Olocausto. Enrico Mentana ha raccolto la sua storia in La memoria rende liberi (Rizzoli), mentre invece proprio lei è autrice, insieme a Daniela Palumbo, di Fino a quando la mia stella brillerà (Piemme - Il battello a vapore): libro per ragazzi (a partire dagli 11 anni) autobiografico di una bambina che, ad Auschwitz, "ogni sera cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare".

I carnefici italiani (Feltrinelli) di Simon Levis Sullam ricostruisce in particolare gli anni dal 1943 al 1945 nel nostro Paese, in cui retate di polizia, carabinieri e volontari condussero all'incarcerazione e deportazione degli ebrei italiani. "Perché raramente si ricorda che almeno metà degli arresti di ebrei fu condotta da italiani, senza ordini o diretta partecipazione dei tedeschi? Perché ancora oggi spesso si sostiene che l’Italia e il fascismo siano rimasti “al di fuori del cono d’ombra dell’Olocausto”? [...] Settant’anni dopo le deportazioni degli ebrei dall’Italia, questo libro cerca di dare risposta a domande scomode."

Abbiamo bisogno di domande scomode e risposte oneste, abbiamo bisogno di una Memoria che non sia sterile celebrazione ma, piuttosto, un pugno nello stomaco. Una Memoria che è presa di coscienza necessaria, elaborazione di un pezzo di Storia che non può e non deve essere, per l'appunto, dimenticato.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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