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«Vivere significa sempre lanciarsi in avanti, verso qualcosa di superiore, verso la perfezione, lanciarsi e cercare di arrivarci.»

(Boris Pasternak, Il Dottor Zivago)

Libro del Mese di Marzo 2015 è Il Dottor Zivago, romanzo scritto da Boris Leovidonič  Pasternak, poeta e scrittore sovietico, tradotto in 29 lingue e venduto in milioni di copie. Libro che lo portò alla notorietà del mondo, ma alla sua persecuzione nella terra natia.

Boris Leovidonič  Pasternak nacque a Mosca il 10 marzo 1890 – ma, secondo il calendario giuliano vigente in quel  tempo in Russia, il 29 gennaio 1890 – da famiglia agiata di intellettuali di origine ebrea. Il padre Leonid, artista e professore di pittura, e la madre Rosa Kaufmann, pianista, gli diedero le basi per la conoscenza dell’arte e della musica, alle quali unì la scrittura. Conobbe Tolstoj, che collaborava con il padre, e, attraverso la madre, il compositore russo Skrjabin. Dalla loro frequentazione, si instillò in Pasternak il sogno di divenire compositore e pianista.

Boris studiò inizialmente composizione al Conservatorio e filologia all'Università di Mosca, ma poi si laureò in Filosofia sempre nella medesima Università. Negli anni seguenti, dopo viaggi in Svizzera ed Italia, si dedicò alla poesia. La prima opera poetica fu, nel 1914, Il gemello delle nuvole, cui seguì nel 1917 Oltre le barriere. Avvolte da un'aura futurista con influenza del simbolismo, portarono Pasternak ad essere conosciuto negli ambienti letterari. Nel 1914 entrò a far parte del gruppo dei poeti futuristi Centrifuga, anche se successivamente si distaccò dal futurismo preferendo tematiche più vicine alla propria indole ed inclinazione artistica.

Nel 1922 sposò Evgenija Vladimirovna Lourie, dalla quale ebbe il figlio Evgenij. I due divorziarono nel 1931, mantenendo sempre buoni rapporti, e tre anni dopo Pasternak sposò Zinaida Nilokaevna Neuhaus.

Dopo la seconda guerra mondiale, iniziò a scrivere Il Dottor Zivago (nostro Libro del Mese di Marzo 2015) che fu rifiutato dall'Unione Scrittori. Riuscì, però, ad inviare nel 1957 il suo manoscritto alla casa editrice italiana Feltrinelli che, con numerose difficoltà, curò la prima pubblicazione, divenuta poi storica.

Nel 1958 l’Accademia Svedese gli assegnò il Premio Nobel alla Letteratura, infrangendo il regolamento che vietava di assegnare il premio ad un libro che non fosse stato pubblicato nella lingua materna dell’autore. Furono coinvolti i servizi segreti della CIA che, con l’intelligence britannica, intercettarono una copia del manoscritto in lingua russa che volava verso Malta; obbligarono a deviare l'aereo e fotografarono il libro per poi stamparlo con carta intestata e tecniche tipografiche russe, così da avere una prova tangibile del romanzo in lingua madre: lo strattagemma diede la possibilità a Il Dottor Zivago di ricevere il Premio Nobel alla Letteratura.

"Il dottor Zivago" edito da FeltrinelliIl 23 ottobre fu comunicata la notizia. L'indomani Pasternak telegrafò «immensamente grato, commosso, orgoglioso, meravigliato, confuso. Pasternak». L'Unione Sovietica reagì aspramente. L'Unione Scrittori lo espulse, rinnegando la sua fama di poeta. Per il regime bolscevico-stalinista questo romanzo – quasi autobiografico, anche se sempre negato dall’autore – riportava alla luce i momenti più bui della Rivoluzione d'Ottobre. Il Dottor Zivago, infatti, narra in maniera poetica la vita avventurosa di un medico, diviso dall'amore per due donne, durante la Rivoluzione, tra un passato distrutto e con un futuro incerto da ricostruire.

La radio russa definì Pasternak una «pecora rognosa» ed il KGB l'avvertì della definitiva esclusione dalla Russia con relativa confisca della sua misera proprietà. In questo clima ostile, Pasternak si vide costretto a rifiutare Il Premio Nobel «per il significato che a questo premio è stato dato dalla società a cui appartengo».

Non abbandonò la Russia, ma visse fino alla fine dei suoi giorni perseguitato ed in povertà. Morì il 30 maggio 1960 a Peredelkino, nei pressi di Mosca.

Solo nel 1988 il romanzo fu pubblicato in Russia, dopo la riforma di Gorbačëv e nel 1989, dopo 31 anni, il premio fu ritirato dal figlio Evgenij.

Nonostante il trattamento ignobile ricevuto dalla dittatura moscovita, Il Dottor Zivago, oltre ad offrire una ricostruzione della storia russo-sovietica, ha suggerito un'alternativa spiritualistica e ricca di sensibilità, seguita da  numerosi poeti russi della generazione successiva.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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