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George Orwell è il saggista più ammirato e apprezzato del XX secolo. Libro del Mese di Aprile 2015 è il famosissimo romanzo 1984 , critico e spietato contro il regime sovietico, che tratta il tema del potere che controlla e manipola i suoi sudditi.

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, nacque a Motihari, India, il 25 giugno 1903, da genitori nativi scozzesi – il padre era un funzionario dell'amministrazione britannica in India. All'età di quattro anni si trasferì, insieme alla madre e alle sorelle, in Inghilterra, dove frequentò il St. Cyprian di Eastbourne.

Questa esperienza influì sul suo modo di concepire la società, a causa delle umiliazioni e dello snobismo subiti negli anni dai compagni e dalla società inglese, che poi raccontò nel saggio autobiografico Such, Such were the Joys.

Ammesso all'Elton College nel 1917, ebbe come insegnante un grande esponente della letteratura  distopica dei tempi: il professor Aldous Huxley, che gli ispirò molti anni più tardi l'opera più celebre, 1984. Studiando e vivendo in Inghilterra, Orwell assorbì i valori della civiltà britannica. Nel 1922 decise di seguire le orme paterne, lasciando gli studi e arruolandosi nella polizia Imperiale in Birmania in India.

L'esperienza negativa contribuì a far maturare in lui un crescente disgusto verso l'arroganza imperialistica e la funzione repressiva obbligata dal ruolo che rivestiva, così nel gennaio del 1928 si dimise. Da questi eventi ne scaturì Giorni in Birmania e alcuni saggi.

Così ritornò in Europa, a Parigi, alla ricerca di risposte, sperimentando la durezza della vita metropolitana a contatto di persone misere e disagiate. Scoprì un mondo di contraddizioni, condivise la fame e la povertà, sopravvivendo grazie alla carità dell'Esercito della Salvezza, e facendo i lavori più umili, eliminando ogni distanza tra sé e il proletariato. Ciò diede vita al primo romanzo nel 1933, con lo pseudonimo George Orwell, Senza un soldo a Parigi e Londra. Da qui si spostò in vari luoghi, affiancando il lavoro di romanziere ad altri compiti: recensore, commesso di libreria, maestro elementare per alcune scuole private. Sempre nel 1933 pubblicò La figlia del reverendo.

Scrisse La strada per Wigan Pier quando un'associazione culturale filo-socialista lo invitò a svolgere su commissione un'indagine tra le zone più colpite dalla depressione economica, che lo portò a stretto contatto con i minatori dell'Inghilterra settentrionale. La vita di quegli anni, trascorsa tra le miserie, la raccontò in Fiorirà l'aspidistra.

Si sposò nel 1936 a Wallington con la sua compagna Eileen O'Shaughnessy e, nella loro casa in affitto, una stanza fu adibita a negozio: "The Stores" i magazzini, nei quali venivano vendute uova fresche del pollaio, liquirizia, latte di capra e bacon.

Tra il 1936 e il 1939 la guerra civile spagnola acuì la sensibilità politica di Orwell, avvicinandolo al socialismo, così da prenderne parte con i repubblicani combattendo per il Partito Operaio di Unificazione Marxista. Fu inviato sul fronte aragonese, venne colpito alla gola da un cecchino e rientrò a Barcellona. I cambiamenti politici avvenuti, portarono a dichiarare gli anarchici fuorilegge, quindi  lui e la moglie lasciarono la Spagna, quasi clandestinamente, per ritornare in Inghilterra.

Da allora, Orwell si impegnò esclusivamente come scrittore politico, partendo proprio da un diario-reportage della guerra civile spagnola, Omaggio alla Catalogna. Divenne uno tra i più strenui e lucidi oppositori di scrittori, storici e giornalisti negazionisti.

Nel 1940, durante la Seconda guerra mondiale, si arruolò, dopo essere stato respinto nell'esercito come inabile, nelle milizie territoriali della Home Guard con il grado di sergente. Si occupò per la  BBC di alcune trasmissioni propagandistiche rivolte all'India.

Tra il 1942 e 1943, collaborò con le riviste Horizon, Poetry London e New Statesman and Nation. Lasciò a novembre la milizia, diventò direttore del settimanale di sinistra Tribune, curandone anche una rubrica.

Nel 1943 concluse il romanzo La fattoria degli animali, che incontrò problemi per la pubblicazione a causa dei toni critici nei riguardi dello stalinismo, vista l'alleanza tra il Regno Unito e la Russia di Stalin contro il nazifascismo.  George Orwell commentò a riguardo: «É stato rifiutato da quattro editori […] Inizialmente, a dire il vero, un editore aveva accettato il libro; ma dopo le intese preliminari aveva deciso di consultare il ministero dell’Informazione, che pare gli abbia intimato, o comunque consigliato energicamente, di non pubblicarlo».

In questa sua opera è chiara la sua onestà intellettuale, tale da qualificare Orwell come uno dei più lucidi studiosi delle contraddizioni ed aberrazioni del totalitarismo stalinista. Parodia del comunismo ed evidente atto d'accusa contro lo stalinismo, è una storia in cui è facile riconoscere personaggi (Stalin, Lenin, Trockij) e avvenimenti sovietici. Egli ha dato la possibilità di ricostruire e comprendere eventi, come l'Holodomor, carestia di origine dolosa che si verificò in Ucraina negli anni dal 1929 al 1933 e che causò milioni di morti. L'evento è raccontato attraverso una metafora dura e pungente nel settimo capitolo del libro.

Orwell si interrogò quindi sul fenomeno della censura e della libertà di stampa nel Regno Unito. L'intellighenzia letteraria inglese aveva difeso l'Unione Sovietica di Stalin, ricorrendo a falsificazioni, omissioni e vere e proprie manipolazioni, da cui nacque l'idea alla base di 1984. Considerazioni tristemente attuali, alla luce di ciò che sta accadendo in Ucraina.

Nel 1944 adottò un bambino mentre l'anno successivo la moglie Eileen morì e la Secker & Warburg pubblicò il suo successo, La fattoria degli animali.

Si trasferì nel 1947 con il figlio a Jura, una fredda e disagiata isola delle Ebridi. Si ammalò di tisi e fu costretto a continui ricoveri in sanatorio. Nel 1948 iniziò a scrivere il romanzo distopico per eccellenza, 1984. Nel 1949 sposò Sonia Bronwell, redattrice della rivista Horizon, e si dedicò totalmente alla revisione di 1984.

Morì a Londra il 21 gennaio 1950 per un cedimento di un'arteria polmonare, all'età di 46 anni.

L'eredità a noi lasciata sono venti volumi fra romanzi, saggi e articoli di giornale, che analizzano il rifiuto giovanile, denunciano le violenze del colonialismo fino all'ansia della verità per ciò che ha subito l'umanità a causa del fascismo ed il comunismo di stampo stalinista.

I suoi scritti stimolano l'uomo a mantenere alta la coscienza e lo spirito critico, a diffidare delle rivoluzioni, anche se necessarie, e dubitare del nostro stesso pensiero, perché potrebbe essere anch'esso condizionato e limitato.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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