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Günter Grass, Premio Nobel per la letteratura nel 1999, è morto il 13 aprile scorso in una clinica di Lubecca, città del Nord della Germania, mantenendo sino alla fine un estremo riserbo sulla sua malattia.

Scrittore, poeta, saggista, drammaturgo e scultore,  nacque il 16 ottobre del 1927 a Danzica, città-stato autonoma all'epoca, adesso parte della Polonia, da madre polacca e padre tedesco.  Frequentò a Danzica la scuola superiore, ma cercò di arruolarsi all'età di quindici anni nella marina del Terzo Reich; non riuscendoci, entrò volontario nel Reichsarbeitsdienst, corpo ausiliario della Wehrmacht. Sempre come volontario, due anni dopo, entrò nelle Waffen SS. Nel 1945 fu ferito in servizio e catturato dagli statunitensi, finendo in un campo di prigionia in Baviera, con altri soldati tedeschi.

Liberato, perse i contatti con la famiglia e tentò i lavori più umili, fino a suonare in un gruppo jazz. Dal 1946 fino al 1947, lavorò in miniera e li imparò a scolpire. Studiò scultura e grafica all'Accademia delle Belle arti, dapprima a Düsseldorf, poi a Berlino.

Nel 1951 giunto in Italia, arrivò  in Sicilia in autostop. Si sposò tre anni più tardi con Anna Schwarz, ballerina classica di origine svizzera conosciuta in Francia nel 1952.

Nel 1959 pubblicò il suo libro d'esordio, Il tamburo di latta, prima opera della Trilogia di Danzica, che proseguì con Gatto e topo del 1961 e Anni di cani del 1963. Ne Il tamburo di latta è narrata in prima persona la storia di Oskar Matzerath, uomo deforme che decide di non crescere più dall'età di tre anni per non adeguarsi ai modelli che la società e i genitori gli impongono, in modo da non perdere la sua obiettività. Il tutto viene scandito dal ritmo del suo tamburo. Si cela nel romanzo una forte simbologia: il protagonista Oskar è accerchiato da oggetti e periodi che lo scrittore ricollega, in forma astratta, a ciò che visse il popolo tedesco durante la seconda guerra mondiale e la forte presa di coscienza che presero dopo di essa.

Nel 1960 Grass si stabilì a Berlino. Fu attivo nel partito socialdemocratico tedesco, SPD, e appoggiò Willy Brandt. Nel 1965 attraversò la Germania per un viaggio elettorale a favore della SPD per raccogliere voti. Fu molto attivo il suo impegno nel movimento pacifista.

Divorziò nel 1978 e si risposò con Ute Grunert nel 1979. Dal 1983 al 1986 ricoprì il ruolo di presidente dell'Accademia delle arti di Berlino. Si trasferì a Calcutta con la moglie nel 1986, a causa delle critiche tedesche che stroncarono il suo libro La ratta.

Durante il soggiorno in India, scrisse una raccolta di racconti, Mostrare la lingua, che pubblicò al ritorno in Germania nel 1988. Alla caduta del muro di Berlino, si trovò in disaccordo ed abbandonò il partito socialdemocratico adottando un pensiero, ispirato dai movimenti studenteschi del 1968, basato sull'azione diretta.

Nel 1999 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “attraverso favole di umore nero ha dipinto la storia dimenticata”. Ricevette altri premi internazionali  per le sue opere letterarie, come il Premio Grinzane Cavour nel 1992, e nel 1999 il Premio Principe delle Asturie per la letteratura in Spagna.

Copertina del libro "Il tamburo di latta" di Gunter GrassDal 1995 in poi fino alla sua morte, visse a Lubecca, dove esiste un museo a lui dedicato con un archivio ed una biblioteca.

Nel 2002 uscì il libro Im Krebsgang, pubblicato in Italia nel 2004  con il titolo Il Passo del Gambero, che lo portò nuovamente alla ribalta, con la storia del più grande dramma della storia navale: la tragedia del transatlantico Willhelm Gustloff, nave passeggeri affondata da un sommergibile sovietico durante la Seconda guerra mondiale nel Mar Baltico, in cui persero la vita oltre diecimila persone.

Günter Grass è il maggior esponente della corrente artistica Geschichtsaufarbeitung e del concetto, diffuso in Germania e Austria, del Vergangenheitsbewältigung: termine che si può tradurre come "superamento del passato" , ad indicare la necessità di oltrepassare il "complesso di colpa storico" dei tedeschi per ciò che avvenne durante il periodo nazista, non negandosi le barbarie commesse e traendone una lezione.

All'età di settantotto anni, nell'agosto del 2006, Grass, durante un'intervista al giornale Frankfurter Allgemenine Zeitung, dichiarò di aver militato come volontario e non come coscritto, come si credeva fino a quel momento, nella 10 SS-Panzer-Division Frundsberg delleWaffen-SS. La motivazione addotta fu il desiderio di diventare sommergibilista e «comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l'angolo e voltare le spalle ai genitori.» Queste rivelazioni scatenarono varie polemiche in Germania, dividendo la popolazione tra coloro che appoggiavano lo scrittore, sostenendo che il passato non poteva intaccare il giudizio delle sue opere e chi invece pretendeva la restituzione del Premio Nobel.

Grass è stato il padre della letteratura postbellica tedesca, la voce scomoda, la coscienza critica. Spesso attaccato e diffamato da politici conservatori, ha raccontato le contraddizioni della Germania con uno stile inconfondibile. Adesso che non c’è più, sicuramente continuerà a riecheggiare quella sfida all'ipocrisia nell'analisi della storia contemporanea.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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