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"Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", Libro del Mese di maggio 2015, è strutturato su due filoni narrativi: la trama della fuga e la rievocazione dei trascorsi storici del personaggio principale, Allan Karlsson, attraverso i suoi incontri con i più grandi potenti della storia del Novecento, da Franco a Stalin, da Truman a Mao e tanti altri. L'idea di attraversare gli anni con una continuità di racconto non è nuova ed è stata imitata successivamente da altri autori letterari e cinematografici. Due esempi importanti sono frutto della creatività di Ken Follett e Edgar Reitz.

Ken Follett nasce come autore di thriller di spionaggio ambientati durante le guerre mondiali, ma il suo interesse è spesso rivolto anche sulla storia più antica, da quella medievale in poi. Il capolavoro per cui è maggiormente conosciuto, infatti, è ambientato nell'Inghilterra del XII secolo: "I pilastri della Terra", pubblicato nel 1986.

L'ultimo lavoro di Follett ha riguardato invece esclusivamente la storia del XX secolo, con una trilogia intitolata appunto "The Century" che entra nel merito dei tre grandi conflitti internazionali degli ultimi anni: le due guerre mondiali e la cosiddetta Guerra Fredda. I tre romanzi possono essere letti anche separatamente e non in ordine cronologico, dal momento che i personaggi, pur essendo gli stessi, progrediscono e si arricchiscono dall'uno all'altro volume e l'autore riesce a rendere non necessaria la conoscenza dei fatti pregressi, anche se per una migliore esperienza di gradimento della lettura è consigliabile seguire le vicende dal principio.

Vicende che hanno inizio con il primo dei tre romanzi, "La caduta dei giganti", pubblicato nel 2010 e ambientato durante la Prima guerra mondiale. La narrazione segue più livelli, distinti in base geografica, ma con intrecci che ne rendono sempre più fitta la trama. Le famiglie inglesi, tedesche, russe e americane protagoniste della storia si trovano in diversi punti ad unirsi o scontrarsi. La narrazione è condotta con un grande riguardo per la storia reale e molti sono i personaggi che ritornano in questo romanzo in maniera più o meno significativa.

Figli e nipoti dei personaggi del primo libro, si ritrovano a vivere in prima persona le vicende de "L'inverno del mondo", secondo capitolo della trilogia ambientato questa volta durante il secondo conflitto mondiale. Lo stesso meccanismo narrativo si ritrova infine ne "I giorni dell'eternità", che si dipana su un lasso di tempo più lungo, dall'erezione alla distruzione del famigerato Muro di Berlino.

Edgar ReitzAnche se nella trilogia ogni famiglia è importante e centrale ai fini della narrazione, si riscontra subito che il perno di tutti i romanzi è la storia della Germania, con le alleanze militari strategiche nel primo volume, il nazismo nel secondo e la divisione nazionale tra Est e Ovest nel terzo. Proprio la storia della Germania è stata la base per la narrazione, questa volta cinematografica, di Edgar Reitz, che nel suo Heimat ripercorre le vicende tedesche dall'inizio fino a oltre la metà del XX secolo, viste attraverso gli occhi di una famiglia contadina di un piccolo villaggio marginale e sconosciuto.

Heimat, che in una traduzione del termine in senso lato potremmo trasporre come "patria", ha sicuramente ispirato il lavoro di Follett. Si tratta infatti di una trilogia, anche se quasi esclusivamente ambientata in Germania. Ci si trova davanti, complessivamente, a oltre sessanta ore di messa in onda, suddivise in puntate trasmesse a partire dal 1984. I personaggi vivono le guerre dal punto di vista della carestia e del razionamento alimentare, piuttosto che da quello bellico. Uno dei protagonisti parte per il fronte russo e le notizie che si hanno di lui arrivano attraverso uno dei primi apparecchi telefonici esistenti, posseduto solo dal membro più ricco della piccola comunità abitativa.

I primi due capitoli di Heimat sono completamente in bianco e nero e la storia, anche se a tratti può risultare lenta, è ricca di intensità ed interesse dal punto di vista socio-economico. Con il terzo capitolo, girato a colori e arricchito dalla musica, il regista vuole narrare le difficoltà di dialogo e le differenze di vita tra le due parti divise della Germania durante la Guerra Fredda. Il suo occhio, tuttavia, è rivolto soprattutto alla ripresa culturale ed economica della Germania Ovest, che è vista come lo stimolo per le continue rivolte della parte orientale contro l'opprimente regime sovietico.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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