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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, di Jonas Jonasson, Libro del Mese di Maggio 2015, prende le mosse dalla Svezia, in particolare da una casa di riposo per anziani situata nella piccola località di Malmköping, vicino alla capitale, Stoccolma. Nonostante il protagonista, Allan Karlson, viva avventure in tutto il mondo, dalla Spagna agli Stati Uniti, sotto diversi punti di vista, il romanzo rimane sempre intimamente legato alle peculiarità del territorio svedese.

La Svezia, insieme con gli altri due paesi scandinavi, Norvegia e Finlandia, è tradizionalmente apprezzata per l'attenzione al cd. welfare state. In questi paesi, il socialismo ha raggiunto il suo apice, ha avuto la sua migliore evoluzione, mostrando  grande sensibilità nei riguardi dell'ambiente e per le fasce più deboli: gli anziani, le donne, le minoranze. Inoltre, l'economia dei paesi scandinavi, negli ultimi quindici anni, ha avuto picchi di crescita sorprendenti grazie alla capacità dei governi di concretizzare nel mondo del lavoro le pari opportunità tra uomini e donne.

Altro esempio importante è dato dall'attenzione per l'ambiente. Tra le pagine del romanzo è possibile scorgere con chiarezza la grande pluralità di paesaggi di questo paese. In particolare, in Svezia, gran parte del territorio è ricoperta da foreste, mentre una piccolissima parte è sfruttata dall'uomo per l'agricoltura. A nord, la stessa vita dell'uomo si fa più complicata a causa del freddo e dei ghiacci, e solo la popolazione Sami riesce a vivere nelle distese ricoperte da tundra, allevando le renne. Nonostante alcune difficoltà legate alla convivenza tra il popolo svedese e il popolo Sami, e altre criticità legate allo sfruttamento industriale del legno delle foreste e delle acque dei bacini idrici, la Svezia ha sempre avuto uno sguardo particolare nei confronti della salvaguardia della natura. Tra le più importanti iniziative in questo senso vi è l'allemansrätten (diritto pubblico accesso), un istituto giuridico che consente di transitare e sostare nelle proprietà private, a patto di non recare danni e avere comportamenti di massimo rispetto. Inoltre, una tappa fondamentale è stata la rinuncia, purtroppo negli ultimi anni parzialmente disattesa, all'energia nucleare, in seguito ai problemi prodotti nel paese dalla nube radioattiva proveniente dall'Ucraina, a causa del disastro di Cernobyl. Tuttavia, tutto ciò è stato possibile, ed emerge con chiarezza nel romanzo, per la scarsa densità della popolazione. Dunque i più critici, pur riconoscendo i grandi obiettivi raggiunti dalla Svezia nell'ambito del cd. welfare state, negano che essa possa essere un modello replicabile, perché i successi in tali ambiti sono strettamente collegati alla realtà culturale, sociale e ambientale nordica.

Jonasson, con arguzia e ironia, cerca di andare oltre la superficie, pur apprezzabile, del modello svedese. La storia di Allan, centenario tutt’altro che rassegnato alle pantofole e alle minestrine della casa di riposo, diventa lo strumento per divulgare un messaggio di grande importanza sociale: occuparsi degli anziani non significa soltanto provvedere alle loro esigenze fisiche, ma anche e soprattutto provvedere alle loro esigenze sociali, psicologiche e culturali. In altre parole, è necessario che si sentano ancora parte attiva e importante della società.

SamiAlla luce di ciò, la decisione di Allan di saltare attraverso la finestra, di non accontentarsi di essere festeggiato per i suoi cento anni, può essere interpretata come il non volersi assoggettare passivamente all'inesorabile trascorrere del tempo, ma provare a rivivere quelle avventure che nel corso della sua vita lo avevano visto protagonista. Nonostante il molto denaro  a sua disposizione, non sceglie il lusso o la comodità della città, ma opta per le difficoltà e le contraddizioni della campagna svedese. Allan con il suo salto attraverso la finestra, rivendica la dignità della sua persona, al di là della propria età; in un mondo incentrato sul valore della forza e del vigore, sottolinea l’importanza della mente, così come, in gioventù, in un paese di uomini alti, belli e biondi, dimostrava  la propria curiosità per i latini e le persone di colore.

Il salto attraverso la finestra, però, assume anche il carattere di un passaggio tra la realtà e la fantasia. Profetica, in questo senso, sembra la nota iniziale con la quale l'autore introduce il romanzo «Nessuno ci sapeva stregare / meglio di mio nonno materno / quando, seduto sulla panchina di / legno e chino sul bastone, / raccontava le sue storie/masticando tabacco. / “Ma… è vero, nonno”/ chiedevamo stupiti noi nipoti. / “Quelli che dicono soltanto la / verità non sono degni di essere ascoltati, ” rispondeva il nonno…».

Al lettore non è dato sapere se Allan abbia effettivamente compiuto quel salto o se si tratti di mera finzione. In fondo, ciò ha poca importanza. Jonasson, anche attraverso l'espediente del continuo ripetersi di flashback e ritorni al presente, crea una vera e propria favola moderna, di cui è protagonista questo vecchietto centenario, la cui vivacità intellettuale ed emotiva è pari solo alla varietà e alla bellezza dei luoghi in cui vive le sue avventure.

(articolo a cura di Emiliano Marzinotto)

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