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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, Libro del Mese di maggio 2015, ci ha portato in giro attraverso i tormentati decenni del XX secolo per conoscere gli attori principali della storia che ha caratterizzato il nostro passato più prossimo. Le vicende storiche narrate da Jonas Jonasson si concentrano sulla corsa agli armamenti e la Guerra Fredda, quindi lo scontro tra Unione Sovietica e Stati Uniti d'America.  Dal punto di vista musicale, l'espressione più significativa di uno Stato è sicuramente il suo inno nazionale e soprattutto quello sovietico è molto influenzato dagli eventi del Novecento.

L'inno nazionale americano, The Star-Bangled Banner, è oggi noto soprattutto per il suo utilizzo mediatico nello spettacolo di apertura del Super Bowl, l'evento sportivo statunitense più importante e seguito. Ogni anno un artista di fama internazionale interpreta a suo modo il celebre inno, mantenendolo vivo e facendolo conoscere anche fuori nazione.

L'inno statunitense è stato utilizzato per la prima volta dal punto di vista istituzionale nel 1889 dalla banda della Marina Militare. Solo nel 1912 la Casa Bianca ufficiosamente si appropriò dell'inno, che però per diventare effettivo dovette aspettare ancora un altro ventennio. Fu nel 1931, che il Congresso ratificò l'assunzione di The Star-Bangled Banner come inno nazionale.

Le parole dell'inno sono riadattate da una poesia risalente al 1814. L'autore, Francis Scott Key, era un importante avvocato che si divertiva a comporre poemi a livello dilettantistico. Il suo componimento The defence of Fort McHenry fu composto in occasione dell'attacco da parte della Royal Navy britannica al porto militare di Fort McHenry, nei pressi di Baltimora (Maryland) il 14 settembre 1814, nell'ambito della cosiddetta Guerra Anglo-Americana. Questa guerra, una delle tante che gli Stati Uniti combatterono con la corona inglese, fu particolarmente cruenta, combattuta sia via terra che via mare tra il 1812 ed il 1815. L'episodio dell'assedio di Fort McHenry non fu il più significativo (la guerra si concluse con una pesante e celebre sconfitta britannica l'8 gennaio 1815 nella battaglia di New Orleans, anche se il Trattato di Gand che pose fine agli scontri sancì un effettivo ritorno allo status quo pre-bellico). Tuttavia il poema di Scott Key divenne significativo per gli statunitensi, che iniziarono a considerarlo sin da subito come il loro canto patriottico.

Come di prassi per tramandare un testo patriottico, la gente iniziò a cantare le parole della poesia utilizzando un brano di musica popolare, in questo caso To Anacreon in Heaven, del compositore inglese John Stafford Smith, ponendo in questo modo le basi per la nascita dell'inno nazionale americano così come lo conosciamo oggi.

La storia dell'inno sovietico è completamente diversa e più recente. L'Unione Sovietica fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale aveva già un inno, L'internazionale, che sottolineava lo spirito globale del sogno comunista. Dopo la fine della guerra, con l'inizio degli scontri sempre più diretti con la potenza americana, il governo di Mosca decise che i soldati dell'Armata Rossa sarebbero stati più motivati da un inno nazionale che valorizzasse la Russia e la Rivoluzione, piuttosto che da un inno dal respiro tanto globale. Pertanto, fu riunito un consiglio di compositori e scrittori che realizzarono dal nulla, sia il testo che la musica di quello che sarebbe diventato l'inno ufficiale dell'URSS, Gimn Sovetskogo Sojuza, ufficializzato nel 1944. Il testo portò la firma di Sergej Michalkov, mentre Aleksandr Aleksandrov compose la musica ispirandosi all'antico inno del Partito Bolscevico.

Il testo di Michalkov faceva esplicitamente riferimento a Lenin, ispiratore del comunismo sovietico, e a Stalin, massimo esempio di questa ideologia politica. Tuttavia, dopo la morte di Stalin avvenuta nel 1953, l'URSS iniziò un processo di destalinizzazione in relazione alla gestione dello stato e all'accentramento del potere. Questo processo non risparmiò neppure l'inno nazionale, che venne riscritto in una seconda versione nel 1977 dallo stesso Michalkov eliminando il riferimento a Stalin, mantenendo la medesima melodia.

Con la caduta del regime sovietico, nel 1991, il nuovo governo russo scelse un inno completamente diverso, un brano ella tradizione popolare intitolato Canzone patriottica. Il precedente inno fu però ripristinato a partire dal 2001 con la melodia originaria di Aleksandrov, ma con un testo completamente diverso, scevro di riferimenti al comunismo, ma composto sempre da Michalkov.

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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