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Il Dottor Hannibal Lecter: un uomo dotato di una profonda cultura, di un gusto estetico profondo e della capacità di uccidere in modo freddo e distaccato, senza far aumentare il suo battito cardiaco. Hannibal di Thomas Harris è un romanzo che presenta qualità nascoste: molte scene sono accompagnate da musiche di sottofondo, magari anche solo citate tra le righe, ma sempre presenti. Musica classica, che segue il gusto raffinato del protagonista, suonata ed eseguita nelle sue svariate forme. Tanto da diventare un tutt'uno con il dottor Hannibal Lecter.

La qualità primaria e forse più succulenta che le arti hanno è, indubbiamente, quella di sapersi intrecciare con semplicità: si creano così nuovi generi, o forse no, ma rimane intatta la meraviglia di entrambe le forme artistiche, che esistono in quanto singole, ma anche compenetrate tra loro. Così possono fare le parole scritte e la musica: le note fanno da colonna sonora nella testa del lettore che, leggendo un libro, ode in lontananza l'eco delle melodie evocate. Questo è un potere che affascina e che, in special modo, risalta nel libro di Thomas Harris, Hannibal. Facente parte della famosa trilogia scritta dall'autore, si pone perfettamente al centro della suddetta, andando a riequilibrare le situazioni lasciate irrisolte nel primo volume, aprendone di nuove e sconvolgenti. Il Dottor Hannibal Lecter è un personaggio che già di per sé regge da solo tutto il libro; un uomo spietato, un killer che non conosce nessuna forma di pietà e di riconoscenza, ma ha ben chiaro il concetto di giustizia: non si puniscono le persone che non se lo meritano, ma solo quelle "maleducate e scortesi". A differenza di tutti quei personaggi che popolano la letteratura mondiale, spietati e poco profondi, Hannibal Lecter ha un'attenzione particolare per il mondo delle arti: conosce i versi di Dante Alighieri, i quadri più celebri e le tecniche con cui sono stati eseguiti, la musica. Un uomo che sa suonare il pianoforte, che mette in pratica gli insegnamenti ricevuti da bambino, che riesce a unire il piacere dell’assistere ad una rappresentazione all’Opera e il brutale assassinio di un Ispettore di polizia che gli sta dando la caccia.

A farla da padrone è soprattutto l'Aria da capo delle Variazioni Goldberg di J.S. Bach, che il Dottor Lecter ascolta mentre scrive una lettera all’agente dell’FBI Clarice Starling, sua vecchia conoscenza, per la quale prova una forte stima ed un evidente attaccamento.

Ma il romanzo di Thomas Harris è pregno di crudeli omicidi come di brani musicali, che distraggono e allo stesso tempo accompagnano il lettore nelle avventure del protagonista. Nessun momento è silenzioso nel romanzo, ogni pagina sembra portare, a lato, il pulsante play con il quale far partire anche solo pochi secondi di un brano.

Bach Goldberg variationsLe conoscenze del Doctor Lecter spaziano ancora più indietro nel tempo: basti pensare a quando, mentre è in cucina (altra sua passione, che coltiva e pratica molto di frequente), fa scivolare i suoi pensieri tra le note di If True Love Reigned, commovente e toccante, che porta il dottore a pensare nuovamente a Clarice Starling. Lo stesso brano viene poi ripreso verso la fine del libro, quando Clarice e Hannibal si trovano nella stessa stanza e lei le domanda di suonare qualcosa: con maestria e dimestichezza, l'uomo le suona la composizione (risalente addirittura al 1510) e subito l’atmosfera nella testa del lettore si trasforma e sembra quasi di trovarsi alla corte di Enrico VIII, con tanto di abiti sfarzosi e balli d’epoca.

Nella scena in cui il Dottor Hannibal Lecter sostiene un’esposizione davanti ai dirigenti degli Uffizi, cita e recita un brano del canto XIII dell’Inferno della Divina Commedia, quando Dante incontra i suicidi: nel libro questo momento viene introdotto dalle parole del protagonista, il quale suggerisce: “Dante Alighieri non aveva bisogno di illustrazioni per essere capito. È il suo stesso genio a far parlare Pier della Vigna con suoni rochi e sibilanti, come se avesse ancora il cappio al collo. Ascoltatelo […]”.

La conclusione del romanzo è nota a molti, ma ciò che trasmette è la sensazione di abbandonare non solo qualcosa di ricco di sfumature e significati, di arte e letteratura, ma anche di uscire da un'insolita stanza... o alzarsi dalla comoda poltrona rossa di un teatro, dopo aver ascoltato, al buio, un concerto di musica classica.

(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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